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"Sanremo", di Andrea Nardinocchi

Sanremo può cambiarti la vita, ma a volte non nel modo che ti saresti apettato. Andrea Nardinocchi ha deciso di condividere con noi una pagina del suo diario, scritta ripensando a quel febbraio 2013 in cui il Festivàl l’ha masticato e scartato.

di Mattia Costioli
06 febbraio 2018, 11:30am

È arrivato come ogni anno il momento di celebrare l'unico santo patrono della musica italiana: Sanremo. Come per ogni festività, non si sa bene a che cosa serva, implica una serie di rituali incomprensibili e molto probabilmente ti farà litigare con qualche tuo famigliare a cena, ma ogni anno ti ci avvicini con lo stesso misto di fiducia e senso di ineluttabilità. Noisey ha deciso di dedicare tutta la settimana al Festivàl, passato, presente e futuro, compilando La guida di Noisey a Sanremo 2018.

Il Festival di Sanremo è un acceleratore, in tutti i sensi. Andrea Nardinocchi ne ha fatto esperienza nel 2013 con il brano "Storia Impossibile", che si è rivelato uno spartiacque decisivo per il proseguire della sua carriera e della sua vita personale.

A distanza di qualche anno Andrea ha deciso di ritornare su quei giorni con meno riflettori puntati addosso, ma con un po' più di lucidità nei suoi pensieri. "Sanremo" è il suo nuovo brano e arriva dopo un periodo di pausa piuttosto lungo che è iniziato dopo l'uscita del suo secondo album Supereroe.

Quando ho saputo dell'uscita di questo brano abbiamo cercato di organizzare un'intervista con Andrea Nardinocchi, per avere un punto di vista intimo e diverso sul Festival della Canzone Italiana, ma forse non era ancora il momento giusto.

Tuttavia, così come ha fatto nel brano (che potete ascoltare qua sotto), Andrea ha deciso di condividere con noi una pagina del suo diario, scritta ripensando a quella settimana di febbraio 2013 che un po' gli cambiato la vita, anche se non nel modo che si aspettava, la trovate ancora un po' più sotto.

13 Febbraio 2013, di Andrea Nardinocchi.

Sono nella lobby di un hotel di lusso un pò decadente e sto per vivere un sogno.
Mio padre è qui affianco a me
mi sorride con un'aria orgogliosa
già questo potrebbe bastare
è il giorno del suo compleanno e lui si è appena fatto 300 km per venire a vedermi cantare.

Ci sono tante persone intorno che mi sorridono
molte non so chi siano.
Una di queste è Jessica che da una settimana mi porta in giro a fare interviste
lei mi aiuta a non sembrare troppo spaesato
fallendo
miseramente purtroppo
ma non per sua colpa.
Sono giorni in cui sono fuori dal mondo
sapevo che avrei ringraziato per sempre gli inutili sforzi di quella santa donna.
Avevo ragione.

Nonostante il mio smarrimento tutti sono gentili e comprensivi
Jessica mi mette in mano la copia fisica del mio primo disco
con l’ennesimo sorriso.
In tutti i negozi e digital store dal giorno seguente.
Come se non bastasse.

L’dea di piangere davanti a gente che non conosco non mi ha mai entusiasmato.
In quel momento non me ne frega niente
perdo completamente qualsiasi tipo di controllo
mi sembra di essere da Maria De Filippi.
Che per usare un eufemismo non è il mio programma preferito
ma é tutto perfetto
e con mio padre a completare il quadro
partono le fontane.

Ma c’è un problema.
Un grosso problema.
Ho paura.

Una grande paura che mi sta scavando il petto.

Non tanto per il fatto che l’indomani sera canterò per la prima volta le mie canzoni davanti ad un pubblico.
Ripeto, canterò per la prima volta le mie canzoni davanti ad un pubblico.
Non tanto per il fatto che questo pubblico sono milioni di persone più mio padre orgoglioso fra gli spalti.
Non tanto perché in tutto questo non mi sento neanche convinto al 100% di voler cantare proprio questa di tutte le mie canzoni, anche se alla fine mi sono fatto convincere.
E non tanto perché la pressione mi sta schiacciando ed ho paura che non mi uscirà neanche la voce.

Ma perché nel retro della mia testa continuo a pensare incessantemente che appena prima di partire qualche giorno fa ho demolito 10 anni di relazione con la persona più importante della mia vita.

I festeggiamenti e le congratulazioni vengono soffocati in sottofondo come nei film
ed Il suono della notifica di WhatsApp che va avanti incessantemente da giorni, per qualche motivo
adesso mi sembra diverso.

Certe cose le senti dentro

infatti è lei.

Dice che non vede l’ora di andare a comprare il mio disco domani.
Non vede l’ora di sentire di nuovo le canzoni, anche se ormai le conosce a memoria.
Dice che mi augura il meglio
che resterò per sempre una parte importante della sua vita.

E non c’è un briciolo di rabbia nelle sue parole
non c’è amarezza
non c’è neanche un vago tentativo di farmi sentire in colpa
quando ne avrebbe avuto tutto il diritto e sarebbe più che umano.

In quel momento mi rendo conto di cosa vuol dire amare qualcuno

fontane su fontane
tanto la gente intorno pensa che sono contento
effettivamente qualcuno si accorge che sono eccessivamente commosso
riesco a smorzare.

La serata inaugurale di Sanremo sta per iniziare.
Tutti la vogliono guardare.
Io però canto domani e non ho nessuna voglia di farmi salire ancora di più la tensione.

Ho un'idea.
Chiamo l’autista che ho a disposizione per il resto della settimana e mi faccio portare al Casinò.
L’adrenalina di vincere o perdere soldi potrebbe aiutare a smuovermi emotivamente.

Salto la cena per lo stomaco chiuso e parto.
Arrivo in grande stile.
Mai stato in un posto così.

Cerco subito il Poker.
Il mio unico gioco d’azzardo preferito
forse il mio gioco preferito e basta.
Il torneo non parte per mancanza di giocatori
e l’autista tornerà a prendermi fra almeno un’ora.

Devo aspettare.

Vado in giro per il Casinò con le mie scarpe gialle fluorescenti
le stesse scarpe che la sera dopo deciderò di mettere per la paura di non essere abbastanza televisivo
penso a come sarà cantare con tutta quella paura addosso
penso a quanto sarà inutile il mio computer sul palco dato che mi hanno obbligato a suonare con la band e potrò solo fare finta di spingere i miei tasti

Penso che non andrà tanto bene.
Infatti alla fine non è andata bene a Sanremo.

Mi hanno eliminato al primo turno
appena uscito dal palco sono stato mezz’ora con la testa fra le mani a pensare a come ero riuscito a rovinare la mia carriera e la mia vita in un colpo solo.

Ancora oggi rimpiango tante cose riguardo a questa esperienza.
Tranne una.

La sera prima di cantare,
mentre giravo per il Casinò con quel vestito ridicolo sperando che partisse il Poker,
ho trovato il coraggio di chiamarla,
e le ho chiesto scusa.

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