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MARIJUANA

Qual è la vera storia del 420, il numero preferito da ogni fumatore di erba

Le leggende che riguardano il 20 aprile—o come viene scritta questa data negli Stati Uniti, 4.20—sono infinite. Una cosa però è certa: oggi un sacco di persone saranno completamente fatte.

di Chris Connolly
20 aprile 2016, 10:20am

Photo par Reuters

Le leggende che riguardano il 20 aprile—o come viene scritta questa data negli Stati Uniti, 4.20—sono infinite. Una cosa però è certa: oggi un sacco di persone saranno completamente fatte.

Il 20 aprile è diventato per i fumatori di marijuana quello che l'Oktoberfest è per gli amanti della birra: una festa laica dedicata al consumo di sostanze stupefacenti.

Ma come mai questa data è diventata un giorno di festa per i fumatori di erba di tutto il mondo? Da dove viene questa tradizione? E come è possibile che i fattoni riescano a ricordarsi un numero tanto a lungo da trasformarlo in una tradizione?

Indagare sull'origine del mito di 4.20 non è, in effetti, un compito semplicissimo.

Secondo diversi giornali—tra cui l'Huffington Post e il Los Angeles Times—tutto avrebbe avuto inizio negli anni '70 con un gruppo di teenager, noti come Waldos, provenienti dalla Contea di Marin in California.

Venivano chiamati Waldos perché erano soliti passare il tempo vicino a un muro ("wall") della scuola superiore di San Rafael.

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Mark Gravitch, Dave Reddix e Steve Capper, alcuni dei Waldos, hanno tentato di nascondere la loro identità per proteggere le proprie carriere.

I tre erano soliti utilizzare nomi in codice come Waldo Dave, Waldo Steve e Waldo Mark. Oggi, però, si godono il ruolo che hanno giocato nella storia dell'erba.

Per dimostrare il loro coinvolgimento nella nascita della leggenda, avrebbero recuperato e mostrato ai compagni di scorribande una bandiera recante il numero 420 da loro utilizzata, insieme ad alcune lettere francobollate; il numero era utilizzato da loro come un codice per indicare la marijuana.

Ma perché i Waldos hanno dovuto dimostrare di essere i creatori della leggenda del 420? Semplice, perché negli anni sono state inventate le teorie più strampalate riguardo all'origine del numero.

Queste, ad esempio, sono alcune delle false leggende sul numero 420 circolate negli anni:

- Non è vero che 420 è un codice utilizzato dalla polizia per identificare i reati connessi all'uso di marijuana;

- Non è vero che 420 è il numero dei componenti chimici attivi contenuti nella marijuana (in realtà, sono 315);

- Non è vero che 420 è il compleanno di Adolf Hitler, ma ciò non ha niente a che fare con questa tradizione.

- Non è vero che 420 è il numero che si ottiene moltiplicando 12 e 35, i numeri presenti nel titolo della canzone di Bob Dylan "Rainy Day Woman #12 & 35".

- È vero che il ritornello della canzone dice "tutti dovrebbero essere fatti", ma non è questo il motivo per cui 420 è diventato il numero preferito di ogni fattone.

La vera origine del numero è un'altra: 4:20 era l'ora in cui i cinque Waldos si incontravano ogni giorno per andare alla ricerca di un mitologico campo di marijuana nascosto vicino alla stazione della Guardia Costiera di Point Reyes.

Nel 1971 i Waldos erano tipici studenti da college, e quindi amanti dell'erba. Avevano sentito che un tizio della Guardia Costiera era stato costretto ad abbandonare un appezzamento di terreno coltivato a marijuana, e così si sono messi a cercarlo.

Si davano appuntamento alla 4:20 vicino alla statua di Louis Pasteur e poi, dopo aver fumato una canna, si aggiravano per i campi di Point Reyes.

Dopo settimane di vana ricerca, i Waldos lasciarono perdere. Tuttavia, avevano ormai coniato un codice che potevano usare per nascondere la loro abitudine a genitori e insegnanti.

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Con tutta probabilità la leggenda del 420 sarebbe morta sul nascerese non fosse che il fratello maggiore di Waldo Dave era amico di Phil Lesh, il bassista dei Grateful Dead, una famosissima rock band.

Dopo aver appreso il codice dai Waldos, Leash e i Grateful Dead se ne appropriarono; così, passarono i successivi 35 anni a girare il mondo, fumando erba e diffondendo il legame tra il numero 420 e il consumo di marijuana.

Dopo essersi diffuso nelle comunità di fumatori, le quali hanno sempre adorato coniare metodi semi-segreti per comunicare il proprio amore per l'erba, il numero 420 è comparso in posti impensabili.

In Pulp Fiction, per esempio, tutti gli orologi segnano le ore 4 e 20, mentre un decreto di legge californiano sull'utilizzo della marijuana medica è chiamato "State Bill 420".

Evan Goding, che somiglia parecchio a Shaggy di Scooby Doo, ha avuto i suoi 14 minuti e 20 secondi di celebrità quando, partecipando come concorrente a "Ok, il Prezzo è Giusto", ha continuato imperterrito a puntare 420 o 1420 dollari su ognuno degli oggetti della trasmissione — riuscendo quasi ad accaparrarsi un set per il karaoke, poi soffiatogli da un altro concorrente che ha offerto un dollaro in più.

Il miglio marcatore 420 della strada statale per Denver è stato rubato così tante volte che, qualche anno fa, è stato rimpiazzato da uno nuovo — in via eccezionale, recante il numero 419.99.

La popolarità del numero 420 è esplosa quando l'avvento di internet ha ridotto drasticamente i tempi di comunicazione. E questo, insieme alla crescente depenalizzazione della marijuana, ha contribuito a creare questo nuovo mito.

Oggi, il numero 420 è diventato ormai un codice in cui riconoscersi: su Craigslist gli annunci per coinquilini "420-friendly", così come eventi 4.20 si sono diffusi in diverse città americane — da Denver ad Atlanta a New York, Los Angeles e Las Vegas.

Ci ha messo quasi mezzo secolo, ma il 420 ha concluso il suo lunghissimo viaggio, da un muro della Contea di Marin all'empireo del mondo dei fumatori.

Se solo i suoi ideatori riuscissero a trovare quel maledetto campo di marijuana a Point Reyes...


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