Un sacco di coppie stanno divorziando "per colpa" di Fortnite

Nel 2018 il videogioco è stato indicato come causa di divorzio in 200 casi solo in Inghilterra.
Giulia Trincardi
Milan, IT
17.9.18
Immagine via: Twitter/Fortnite

Fortnite — il titolo survival di Epic Games che ti fionda su un'isola a lottare per la tua sopravvivenza contro creature aliene o contro altri giocatori (a secondo della modalità) — non è solo il videogioco più popolare al momento, ma anche una crescente causa di divorzio per le coppie sposate.

Stando infatti a una ricerca condotta e pubblicata sul proprio blog da Divorce Online — il più longevo sito inglese di consulenza legale per divorzi —, su un totale di 4.665 richieste di divorzio gestite dall'azienda da gennaio 2018, ben 200 hanno inserito tra le ragioni della separazione coniugale proprio la "dipendenza" da Fortnite e altri videogiochi. I dati analizzati da Divorce-Online riguardano — ovviamente — solo coppie che vivono nel Regno Unito e fanno uso dei loro servizi, ma — considerato soprattutto l'ampio bacino di utenti su cui il sito ha potuto fare data mining — sono comunque indicativi dell'evoluzione di una questione sociale che, in realtà, ha precedenti ben più antichi dell'ultima fissazione collettiva per Fortnite.

Solo nel 2011, un altro studio condotto sempre da Divorce Online sosteneva che il 15 percento delle donne che indicavano un "comportamento irragionevole" alla base della richiesta di divorzio dal marito, specificasse come motivazione l'abuso di World of Warcraft e Call of Duty. All'epoca, in un'intervista, un portavoce dell'azienda aveva ipotizzato che le persone — in particolare gli uomini — sviluppassero una "dipendenza" da videogiochi passando troppo tempo in casa per via della crisi economica.

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Stando al commento riportato insieme allo studio più recente, "la rivoluzione digitale ha introdotto nuove dipendenze, tra cui [dipendenza da] pornografia online, gaming online e social media," che andrebbero ad aggiungersi a quelle che già citate come ragione di rottura nelle relazioni — tipo alcool, droga o gioco d'azzardo. "Per cui," ha specificato in questo caso il portavoce di Divorce Online, "non ci stupisce che sempre più persone abbiano problemi di coppia legati alle dipendenze digitali."

L'aspetto problematico, in realtà, è piuttosto la leggerezza con cui, ancora una volta, si parla di dipendenza da videogiochi come di una malattia ben definita. La sua inclusione nell'indice dei disturbi e delle malattie conosciuti, voluta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità solo la scorsa primavera, ha ricevuto non poche critiche tanto da parte di esperti di settore videoludico che di psicologi e medici — preoccupati che il "panico morale" contro i videogiochi possa "portare a sforzi normativi mal pensati e inefficaci, atti solo a limitare il tempo passato a giocare."

Esiste, ovviamente, un consumo non salutare di videogiochi, ma la percezione sociale che si ha di quell'eccesso come problematico di per sé — e non, invece, sintomatico di altri problemi — rischia di buttare anche i videogiochi nel calderone della generale ignoranza umana su cosa sia (o non sia) la dipendenza.

I videogiochi rappresentano una parte consistente della vita di molte persone e sono — per loro natura e per deliberato impegno di chi li produce — un'attività che consuma molto tempo e denaro. Ma cos'altro può emergere da un dato apparentemente semplice come il fatto che Fortnite sia la causa percepita del 5 percento dei matrimoni falliti nel 2018 in Inghilterra? Quali sono le altre domande che dovremmo porci e che magari riguardano condizioni economiche, sociali e di genere, o la crisi dell'istituzione del matrimonio di per sé, che coincide in larga parte con la generazione che conta più giocatori?

Un buon inizio sarebbe, per esempio, aprire una conversazione costruttiva sull'argomento.