Noisey

Beba e Rossella Essence sono la girl gang che stavamo aspettando

Abbiamo intervistato le due nuove promesse del rap italiano e scoperto che non sono la versione femminile di niente e nessuno.

di Giacomo Stefanini
27 luglio 2018, 9:01am

Quando la gente parla di rap o trap come di musica per ragazzini, dimentica la portata rivoluzionaria della musica per ragazzini. Non erano forse folle urlanti di minorenni quelle che accolsero i Beatles durante la loro British Invasion? E che poi, qualche anno più tardi, invasero le strade di Washington, Parigi e Roma in una rivoluzione che, fallita o meno, riuscì a cambiare il volto dell'Occidente? E non erano ragazzine urlanti a sventolare i cartelloni con scritto GIRL POWER ai concerti delle Spice Girls, le stesse che ora guidano la terza ondata femminista che sta faticosamente ma speriamo definitivamente spezzando le reni al patriarcato?

Sono proprio le Spice Girls il punto di riferimento citato da Beba nel suo ultimo singolo "Chicas", prodotto come sempre dalla sua socia Rossella Essence. Il cambio di marcia rispetto al singolo precedente "3ND" è evidente: il beat è latineggiante, la melodia zuccherosa, ma resta di fondo quella botta rap che deriva da anni di studio del genere.

Beba viene da Torino, Rossella da Napoli e insieme, dalla loro base a Milano, si stanno facendo strada nel rap game nazionale con talento, tenacia e forza di volontà. Le abbiamo intervistate per parlare, ovviamente, di donne nel rap, ma anche della loro nuova passione, la dancehall, e di dove sta andando la musica in Italia nel 2018.

Noisey: Cominciamo dall’inizio. Da quanto tempo fate musica, e da quanto collaborate?
Rossella Essence: Io ho iniziato a produrre a 16 anni, sempre lavorando da sola e producendo beat per vari artisti che mi piacevano. Ho avuto a che fare con la musica fin da bambina, ho studiato pianoforte e chitarra, poi mi sono appassionata all’hip hop e ho scoperto che mi piaceva l’idea di stare nelle retrovie e creare la musica per le canzoni hip hop. Poi ho cominciato anche a fare la DJ e ho girato l’Italia, ma al momento sono resident per Akeem Of Zamunda al Rocket di Milano. Ho iniziato a collaborare con Beba circa due anni fa.
Beba: "Io ho iniziato a fare rap circa cinque anni fa e, siccome ci tenevo a maturare bene e trovare le mie sonorità e la mia voce prima di pubblicare qualcosa, mi sono messa a lavorare sodo. Infatti, diciamo che considero il mio primo vero e proprio singolo ufficiale "Grizzly". Comunque incontrando Rossella ho capito che questa era la mia occasione di mettere in piedi il primo duo rap femminile in Italia, e ora le cose stanno andando molto bene."

Recentemente mi è capitato di leggere alcune vostre colleghe definite “esponenti del genere female rap”, come se fosse possibile differenziare un genere musicale a seconda del genere di chi lo pratica. Io lo trovo ridicolo, ma come ve la vivete voi?
Beba: Di sicuro noi non abbiamo alcuna intenzione di definirci esponenti di una scena femminile! La musica è il rap, e il fatto che non ci siano molte donne nella scena è soltanto la conseguenza di una certa arretratezza. Considerarlo un genere a parte vorrebbe dire isolarci ulteriormente, esattamente il contrario di quello che vorremmo. Noi infatti ci relazioniamo a colleghe e colleghi nello stesso identico modo, non facciamo distinzioni perché non vogliamo essere oggetto di distinzioni.
Rossella Essence: La penso allo stesso modo. Sarebbe assurdo parlare di pop al femminile o di rock al femminile. Ovviamente ci teniamo al fatto di essere riconosciute come donne che fanno questo genere, ma non possiamo essere categorizzate secondo questo criterio.
Beba: L’unica distinzione che conta è tra chi lo fa bene e chi lo fa male.

Parlando di musica, finora avete pubblicato soltanto alcuni singoli. State puntando all’album oppure continuerete su questa strada? Quali ambizioni avete per il futuro?
Beba: Per ora ci interessa lavorare di singolo in singolo. Cerchiamo di curare molto bene ogni singolo progetto, dalla parte tematica a quella visiva. Non è ancora il momento dell’album, ma io sto scrivendo tantissimo e la gente ce lo chiede, quindi si tratta solo di questione di tempo.
Rossella Essence: Siamo sempre state d’accordo sul fatto che il nostro album debba cambiare qualcosa nel rap, vogliamo che abbia un impatto molto forte.

Nel vostro stile incastrate molto bene la leggerezza della trap italiana contemporanea più pop e la pesantezza del rap più classico. Voi vi sentite di appartenere più alla scena hip hop o più alla moderna idea di rap come nuovo pop?
Rossella Essence: Io sono cresciuta con l’hip hop e ci sono stata molto legata per molti anni. Ma a un certo punto c’è stato un momento di rottura che mi ha fatto allontanare dalla scena. Dopo aver conosciuto Beba invece ho iniziato a sperimentare, ad esempio cinque anni fa non avrei mai prodotto un beat come “Chicas”. Ora, grazie al mio lavoro nei club, la dancehall influenza molto le mie produzioni e non mi sento più legata al genere hip hop, ma non voglio nemmeno fare la solita trap. Sto cercando di seguire una mia strada.
Beba: Io sono cresciuta ascoltando l’hip hop classico, ho imparato con Fibra. Uomini Di Mare mi piace ancora, ma non mi viene da scrivere su quelle sonorità. Ora ascolto principalmente cose straniere, e mi viene automatico seguire quell’onda perché mi sembra più fresh. Con “Chicas” mi piaceva l’idea di fare una cosa un po’ più soft, soprattutto dopo i sei freestyle che ho fatto uscire su Instagram, che erano molto rappati e molto tecnici, però al di là degli esperimenti più pop io resto anche molto legata alla tecnica del rap. Siamo un po’ una via di mezzo.

Beba, ti è mai capitato di venire tirata in mezzo nella polemica sui contenuti? Come la vedi tu? Beba: Sì, mi è capitato eccome. Se si parla dei freestyle, la cosa non mi tocca: la gente non capisce che è roba scritta veramente in 10 minuti, un esercizio di stile, quindi è ovvio che non parli della pace nel mondo. Ma in generale non mi interessa dare un messaggio o un contenuto preciso, lascio spazio all’interpretazione dell’ascoltatore. In molti, soprattutto donne, mi scrivono per dirmi che ascoltando i miei pezzi si sono sentite più forti, più determinate. E penso che sia proprio quello il mio messaggio: non ti dico nulla di preciso, ma se tu percepisci la determinazione che c’è dietro il mio progetto e dietro quello che faccio, il messaggio lo trovi da te.
Rossella Essence: Secondo me in “3ND” c’è un messaggio abbastanza forte, che poi abbiamo inserito anche in maniera più “pop” su “Chicas”. Magari non lo senti isolando una rima, ma se ascolti bene l’insieme della canzone capisci qual è il contenuto alla base. Magari più in là ci saranno cose più impegnate, soprattutto considerando che il nostro pubblico è composto per la maggioranza da ragazze giovani. Mi piacerebbe che fossimo un punto di riferimento per loro.

Approfondiamo questo punto, il rapporto con le vostre fan.
Beba: Che si tratti principalmente di ragazze giovani dipende anche dal fatto che gli ultimi due singoli che abbiamo pubblicato sono rivolti proprio a quel pubblico, ma questa è una cosa che abbiamo fatto apposta. Io sono cresciuta ascoltando solo rap, e non c’era una canzone in cui potessi identificarmi come donna; così ho voluto farlo io. All’inizio è stata dura, i primi due video sono stati bersagliati da commenti indecenti. Ma ora anche la parte maschile del mio pubblico è molto rispettosa nei miei confronti, magari mi scrivono “sei bellissima”, ma parlano anche di musica, mostrano ammirazione, mi chiedono di fare un feat o di scrivere un pezzo. Credo che ci siamo meritate questo rispetto.
Rossella Essence: Spesso mi scrivono ragazze che vorrebbero diventare DJ per farmi domande; io rispondo sempre, perché un giorno mi piacerebbe sapere di aver ispirato una ragazza a prendere questa strada.
Beba: Questo vale anche per me. È bellissimo ricevere i messaggi di ragazze che dicono: “Pensavo che una donna non potesse farcela nel rap in Italia, invece grazie a te ho capito che ci devo provare”. E ci mandano le loro canzoni, fantastico.

Quando voi avete iniziato, avevate dei punti di riferimento a cui ispirarvi?
Rossella Essence: All’inizio ascoltavo tanti DJ americani, cercando di copiarli. Ma la cosa più importante è stata l’aiuto dei miei amici. Ora questo contatto umano si è un po’ perso e le cose si fanno con i tutorial.
Beba: Io ho fatto la maggior parte del lavoro da sola in cameretta, nessuno mi ha aiutata. Eppure sono cresciuta a Torino in mezzo ai rapper, ma per quanto fossero miei amici non mi hanno mai supportata. Anche questo fa comunque parte della mia formazione: ho fatto sempre tutto da sola e i risultati si vedono, mentre quelli che mi trattavano con sufficienza magari adesso non stanno facendo niente.

Un argomento che ritorna ciclicamente nelle conversazioni tra i redattori di Noisey è quello della misoginia nei testi rap. Fa parte dello stile o è ora di superarla?
Beba: Io penso che un ascoltatore di questo genere sia consapevole di questo fatto, e condivida in un certo senso la responsabilità con l’artista. È il modo di comunicare del rap: è sempre stato forte, d’impatto, violento, senza peli sulla lingua. La misoginia riflette le origini di questa musica e, secondo me, è una componente che si andrà perdendo con gli anni.
Rossella Essence: Prendiamo Fabri Fibra, che qualche anno fa è stato escluso dal concerto del Primo Maggio per le proteste delle femministe. In quel caso secondo me gli è stata negata la libertà d’espressione. Io non credo che lui sia misogino nella vita, è un personaggio che ha scelto di interpretare. Credo che l’ascoltatore debba anche saper capire le sfumature di certe cose. C’è chi lo fa con gusto e chi no. Ma non credo che la misoginia nel rap sia un grave problema, credo che il problema stia nell’ascoltatore che interiorizza quel messaggio. È un po’ come dire che i videogiochi istigano alla violenza.
Beba: È come il Truceklan che dice “bevo rum, fumo crack, faccio rap”: è ovvio che se un ragazzino di 13 anni dopo averla ascoltata si mette a fumare il crack il problema non è di Noyz Narcos, ma suo. Se Fibra dice che se le scopa tutte e tu inizi a trattare le donne come oggetti il problema è tuo, non di Fabri Fibra.

Vi sentite parte di una corrente o di una scena in Italia? Con chi vi sentite a vostro agio?
Rossella Essence: Io ho sempre bazzicato nell’ambiente hip hop, ma prima di conoscere Beba avevo deciso di smettere perché mi ero stufata dei rapper. Ora la situazione non è cambiata di molto, nel senso che noi due non frequentiamo rapper, non abbiamo in programma nessun featuring e io sento molto distaccata dal resto della scena. Quasi nessuno dimostra supporto.
Beba: Conosciamo tutti personalmente, sia chiaro. Ma la nostra musica non viene riconosciuta, per loro non stiamo facendo quello che fanno loro. Poco tempo fa ho fatto un live con un altro rapper che ha più o meno i miei stessi numeri, e a fine concerto lui mi ha detto: “Spacchi… per essere una donna”.

Avrebbe bisogno di un ripassino del movimento riot grrrl, insomma.
Rossella Essence: Ma noi andiamo avanti da sole. Io sono molto contenta che nessun rapper ci spinga, perché sembra sempre che debba essere il rapper maschio a dire che spacchi. Fa anche capire che noi non lecchiamo il culo a nessuno per fare i numeri che stiamo facendo.
Beba: Abbiamo fatto tutto da sole.

Come vi rapportate al live?
Rossella Essence: Vanno sempre meglio. Sempre più gente canta i pezzi, sempre più maschi anche. Beba rappa sempre dal vivo, non teniamo la voce in base come fanno tanti altri rapper, e in pezzi più tecnici come “3ND” il pubblico nota la differenza, quindi a ogni concerto guadagniamo nuovi fan.
Beba: Questo per noi è fondamentale, è live che un artista si migliora, se canti con la voce in base non serve a nulla.
Rossella Essence: Se vai a vedere uno di sti rapper spesso rimani delusa, mentre quello che vogliamo noi è che la gente venga al live e abbia ancora più voglia di ascoltare la nostra musica.

Per concludere, una domanda un po’ scema: qual è il vostro featuring da sogno? Se poteste collaborare con chiunque nel mondo?
Rossella Essence: A me piacerebbe tantissimo Bad Bunny.
Beba: Anche a me!
Rossella Essence: Per me questo è proprio il momento della trap latina. Tra l’altro non è nemmeno così impossibile, perché se Sfera è arrivato a lavorare con il suo stesso produttore, Rvssian, ce la possiamo fare anche noi.

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