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Dylan Dog sta per diventare una serie TV e io voglio piangere di gioia

Secondo Variety la Bonelli ha messo in produzione una serie live action in dieci puntate dedicata all'Indagatore dell'incubo—ed è solo l'inizio.

di Elena Viale
02 agosto 2018, 10:06am

Immagine via Facebook

Alle forme narrative a puntate ho sempre fatto un po' fatica ad abituarmi: per esempio mi ci sono voluti mesi per finire la seconda stagione di Narcos, e non si contano le uscite settimanali di 'costruisci la carrozza della Principessa Sissi' Fabbri Editori che ho piantato a metà. Tra le rare eccezioni, gli albi illustrati di Dylan Dog che ho collezionato rigorosamente dai dieci ai 23-24 anni, e tuttora compro quando voglio trattarmi bene.

Perciò, soprattutto se siete tra le centinaia di migliaia di fan dell'Indagatore dell'incubo creato da Tiziano Sclavi ed edito fin dal 1986, potrete bene immaginare come mi sia sentita quando il magazine americano Variety ha dato la notizia in esclusiva che Dylan Dog sta per diventare una serie live action (cioè con attori in carne e ossa) in dieci puntate in lingua inglese, che verrà distribuita in 35 paesi di tutto il mondo.

L'iniziativa, secondo l'articolo, fa parte di un più ampio investimento della Sergio Bonelli Editore, la casa editrice di Dylan Dog e di tanti altri fumetti fondamentali del mercato italiano, che mira a diventare una media company e veicolare in forma filmica diversi dei propri titoli di riferimento, dalla serie sci-fi Nathan Never a Mister No a Dampyr a Martin Mystère a Dragonero (per cui si parla di una co-produzione con la RAI).

Sul personaggio di Dylan Dog, che nella versione originale a fumetti è stato ispirato a Rupert Everett (che infatti è anche comparso nel film Dellamore Dellamore basato su un romanzo proprio di Sclavi) e indossa sempre lo stesso outfit rosso-nero-jeans, era già stato realizzato un film indipendente americano nel 2011—senza Rupert Everett—che era però risultato in un flop. Un anno fa la Bonelli si è riassicurata i diritti di sfruttamento cinematografico del suo titolo di punta, ed eccoci qui.

Inoltre Michele Masiero, direttore editoriale Bonelli, ha detto a Variety che i punti di contatto tra le varie serie a fumetti permetterebbe dei cameo di personaggi di Mister No o Martin Mystère in Dylan Dog o viceversa. Cosa che, giusto per non mettere pressione a nessuno, mi fa pensare che possiamo aspettarci una versione italiana degli Avengers ma molto, molto meglio.

Non c'è ancora una data per l'uscita delle dieci puntate, ma se volete ingannare l'attesa, qualche giorno fa è uscito il numero 383 della serie a fumetti, Profondo Nero, sceneggiato da Dario Argento e con una cover—già—argentata.

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