In foto: La “foschia” che ha fatto ammalare mezzo milione di indonesiani

Il forte impatto di El Niño ha peggiorato gli incendi nel Borneo e a Sumatra, appiccati dagli agricoltori per bruciare le foreste e usare i terreni per coltivare olio di palma, polpa di cellulosa e legname.
6.11.15
Photo par Nyimas Laula

Appoggiato a un cuscino, con un tubo per l'ossigeno nel naso, Muhammad Ipandi si guardava intorno.

Altre sei persone erano distese sulle brande attorno a lui. I giocattoli dei bambini erano ammucchiati in un angolo. All'ingresso, dietro alla scrivania delle infermiere, era appesa la foto sorridente del presidente indonesiano Joko Widodo.

"Sono qui a causa della foschia," ha detto il 56enne dopo aver fatto un respiro profondo—un lusso, dopo aver respirato fumi tossici per mesi. "Non riesco a smettere di tossire."

Negli ultimi tre mesi, centinaia di abitanti di Palangkaraya, la capitale della provincia indonesiana del Kalimantan centrale, sono stati costretti a rifugiarsi in centri di recupero come questo.

Nel 2015, la stagione secca particolarmente lunga e il forte impatto di El Niño hanno reso più distruttivi gli incendi boschivi che ogni anno affliggono l'Indonesia.

Centinaia di residenti del Kalimantan centrale, tra cui Muhammad Ipandi, hanno cercato rifugio nei centri di accoglienza che dispensano ossigeno. La foschia che causa problemi respiratori è causata dagli incendi, appiccati di proposito per bruciare le foreste e usare i terreni per coltivare olio di palma, polpa di cellulosa e legname.

Grandi aree del Kalimantan e di Sumatra - oltre a Singapore e alla Malesia - sono state ricoperte da una fitta foschia, generata dagli incendi appiccati per ripulire terreni in vista delle nuove piantagioni.

Le scuole sono state chiuse, molti voli sono stati cancellati ed è stato dichiarato lo stato di emergenza in sei regioni.

A Palangkaraya, dove l'indice della qualità dell'aria ha raggiunto 1900 (qualsiasi valore sopra 300 è considerato pericoloso), gli scienziati hanno registrato nell'aria livelli allarmanti di monossido di carbonio, cianuro, ammoniaca e formaldeide.

Dal primo luglio, sulle due isole indonesiane l'Agenzia per la gestione dei disastri (BNPB) ha registrato più di 500.000 casi di patologie respiratorie, e i media locali parlano di 19 morti causate da sindromi legate alla foschia.

Ipandi ha raccontato di avere difficoltà a respirare - e quindi anche a lavorare - da più di un mese.

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L'Agenzia indonesiana per il clima e la meteorologia ha dichiarato che più di 40 milioni di persone hanno respirato i fumi tossici causati dagli incendi, e il portavoce dell'agenzia Sutopo Puro Nugroho ha definito la situazione un "crimine contro l'umanità."

Il presidente Widodo ha inviato più di 21.000 persone a spegnere gli incendi, e ha dispiegato gli aerei per gettare acqua sui focolai.

A causa dei circa 100.000 incendi nel Kalimantan e a Sumatra, sono state chiude le scuole e cancellati i voli, ed è stato dichiarato lo stato d'emergenza in sei regioni.

Da quando sono iniziati gli incendi tre mesi fa, l'Indonesia è diventato il quarto paese con più emissioni di gas serra al mondo.

Numerosi modelli meteorologici prevedono che El Niño proseguirà anche durante il 2016.

Questo peggiorerà l'impatto degli incendi e renderà l'Indonesia uno dei più grandi produttori di gas serra nel 2015.

Analizzando i dati del Database Mondiale sulle Emissioni degli Incendi, l'ONG World Resources Institute ha calcolato che i circa 100.000 incendi a Sumatra e a Kalimantan hanno prodotto 1,62 miliardi di tonnellate di CO2. Questi numeri hanno fatto schizzare l'Indonesia dal sesto al quarto posto della classifica dei paesi con più emissioni in sole sei settimane.

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Foto di Nyimas Laula