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Armi, droga e discoteche: il carcere di lusso del boss venezuelano El Conejo

L'influenza di El Conejo era tale che nel 2013 è stato inaugurato uno yacht club all'interno della struttura, che ospitava anche una piscina, un night club e un ristorante.

di Victor Amaya
03 febbraio 2016, 8:15am

Photo via Facebook

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Nella morte, proprio come nella vita, il narcotrafficante venezuelano Teofilo Rodríguez Cazorla è riuscito a farsi notare.

Conosciuto come El Conejo, il coniglio, Rodríguez è stato freddato nella sua auto pochi giorni fa di fronte a un night club di Porlamar, la città principale dell'isola di Margarita. La macchina è stata perforata da circa 70 proiettili.

Il giorno successivo, il corpo di El Conejo è stato portato - tra grandi cerimonie - nella prigione dell'isola di San Antonio, dove era recluso—almeno in teoria. In quanto "boss" del carcere, gli era consentito uscire e rientrare quando voleva.

Quando la bara è arrivata nella prigione, decine di carcerati si sono radunati sul tetto per commemorare la scomparsa del loro leader, scaricando in cielo raffiche d'armi automatiche. Mentre questa particolare 'celebrazione' avveniva, gli ufficiali della Guardia Nazionale sono rimasti a guardare, impassibili.

Video via YouTube

La sepoltura di El Conejo è avvenuta martedì scorso, tra due ali di folla. Le strade principali della città sono state chiuse al traffico, così come alcune scuole. 

I video della processione sono diventati virali sui social network, ponendo interrogativi sull'influenza e il potere detenuti in Venezuela dai pranes, i boss che controllano molte delle prigioni del paese, senza che il governo faccia granché per evitarlo.

Nel 2011, il neoeletto Ministro venezuelano per le Prigioni Iris Varela ha incontrato alcuni di questi boss, cercando di convincerli a ridurre il livello di violenza dietro le sbarre.

Questi colloqui sono stati considerati un segno della scarsa influenza del governo su queste figure criminali: l'incontro di Varela con El Conejo, per farvi capire, è terminato con un selfie.

Via Twitter

El Conejo è recluso nella prigione di San Antonio dal 2003, condannato per traffico di droga, furto d'auto, possesso di armi da fuoco senza licenza.

Dopo essere stato eletto pran, Rodriguez è diventato il leader incontrastato del carcere. L'uomo organizzava l'accesso di armi e droga nella struttura penitenziaria. Da recluso, El Conejo controllava gran parte dei traffici criminali dell'isola, tra cui lo spaccio di droga nel mercato locale, 'frequentato' anche da molti turisti.

La sua organizzazione è nota come il treno del Pacifico, Tren del Pacífico. "Tren del Pacífico saluta il re dei re, il boss," ha scritto un affiliato sulla sua pagina Facebook poco dopo la morte di El Conejo. "Le persone muoiono solo quando vengono dimenticate, e la tua gente non ti dimenticherà mai."

Durante il suo regno a San Antonio, El Conejo girava accompagnato costantemente da carcerati armati, che esibivano dei tatuaggi raffiguranti piccoli conigli.

Nella sua cella c'era un bagno privato e una stanza a parte che fungeva da sala d'attesa, oltre a un letto king size, una televisione al plasma da 42 pollici, e diversi ritratti appesi ai muri — tra cui quello della figlia. L'uomo aveva anche due barboncini.

Su tutti i muri della sua cella El Conejo aveva fatto dipingere il simbolo di Playboy - che utilizzava come suo 'logo' personale - e non mancavano persino i ritratti del boss insieme all'ex presidente del paese, Hugo Chávez.

Foto via Facebook

L'influenza del Conejo nella prigione era tale che, nel 2013, uno yacht club è stato inaugurato all'interno della struttura. 

Una festa in grande stile, in cui sono stati utilizzati un impianto luci e audio professionale, aria condizionata, e ballerine. Ma la dolce vita nella prigione non ha limiti: nel carcere, infatti, si trovano anche una piscina, un night club e un ristorante.

La prigione di San Antonio non è l'unica, in Venezuela, a disporre di questi lussi. Dietro le sbarre non è raro trovare discoteche, piscine, ring di combattimento, sale banchetti, aree giochi. Nella prigione di Tocorón ci sarebbe persino la filiale di una banca.

Ottenere informazioni ufficiali, tuttavia, è quasi impossibile.

Secondo l'ONG Venezuelan Prison Observatory, al momento le case circondariali venezuelane ospitano circa 50.000 prigionieri, e soltanto due terzi di loro sono stati effettivamente condannati. Il sovraffollamento è la normalità: il numero di carcerati eccederebbe la capacità del 100 per cento secondo alcuni studi, del 900 per cento secondo altri.

Il ministro Varela ha spiegato nei giorni scorsi alla radio che "tutti condannano" la celebrazione riservata a El Conejo da parte dei suoi compagni di galera, e ha promesso la confisca delle armi utilizzate e visibili nei video.

"I carcerati volevano che autorizzassi il trasporto della bara alla prigione," ha spiegato. "Gli ho detto di no."

Secondo Varela, l'assoluta assenza di contrasti all'interno della prigione è un buon segno. Il ministro ha spiegato che El Conejo, al momento della morte, era un uomo libero, avendo scontato interamente la sua sentenza. Questo però è contraddetto da altre fonti, che spiegano come Rodriguez dovesse ancora scontare una parte della sua pena, stabilita in 18 anni.

Video via YouTube

Secondo quanto riferito da alcuni giornalisti locali a VICE News, l'omicidio di El Conejo sarebbe opera di una gang rivale, desiderosa di espandere il proprio business sull'isola di Margarita. Gli stessi reporter hanno spiegato che il successore del boss avrebbe già preso possesso del carcere, per proseguire nel solco del defunto leader. 

Leggi anche: Queste prigioni brasiliane sono controllate dalle gang criminali


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