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In un parco abbandonato di Melbourne c'è uno squalo in decomposizione

Lungo quattro metri, lo squalo bianco in una vasca di formaldeide sembra un'opera di Damien Hirst incustodita.

di Don Kransky
12 febbraio 2019, 7:10am

Foto dell'autore.

Quando ho sentito questa storia per la prima volta ero al pub con un amico. A quanto pareva, a un'ora e mezza dal centro di Melbourne, in un parco abbandonato, c'era una vasca di formaldeide con dentro il corpo di un gigantesco squalo bianco. Ovviamente, mi sono subito fatto dare l'indirizzo.

Ci ho messo qualche settimana a organizzare il viaggio, e poco prima di partire mi è comparso nel feed un video di qualcuno che ci era già stato. Il video campeggiava anche tra i miei "consigliati" di YouTube, e in pochi giorni ha collezionato milioni di views—oltre che aver fatto peggiorare terribilmente le condizioni di conservazione dello squalo.

Nel video, infatti, uno toglie il coperchio della vasca e qualche altro idiota ci butta dentro un televisore. Nelle riprese si vedono anche delle crepe sul vetro della vasca, come se fosse stata presa a martellate. Sembra insomma che la notizia abbia risvegliato le menti più brillanti della regione, oltre a sprigionare pericolosi fumi di formaldeide.

Decisi a vedere con i nostri occhi cosa stava succedendo, io e un amico abbiamo comprato un paio di costosissime mascherine antigas e qualche merendina e ci siamo messi in viaggio.

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L'area dove è tenuto lo squalo è stata la prima cosa che abbiamo incontrato sul nostro cammino, solo un paio di minuti dopo aver varcato i cancelli d'ingresso del parco abbandonato. È bastato aprire una porta scorrevole, ed eccola lì: una vasca torbida ed enorme, circondata da ogni tipo di spazzatura. In seguito agli atti vandalici, la soluzione in cui è immerso lo squalo si è trasformata in un liquido verde scuro, perciò all'inizio non è stato semplicissimo intravedere lo squalo all'interno. Ma sono bastati pochi minuti, giusto il tempo che i nostri occhi si abituassero all'oscurità, per scorgere la sagome dell'animale nella vasca sotto un un fascio di luce proveniente da un buco nel soffitto. Un cartello sul muro lì accanto diceva "squalo misterioso."

Lo squalo di Melbourne non doveva, inizialmente, essere un'opera d'arte. Catturato nel 1998 al largo delle coste meridionali dell'Australia, era destinato a essere esposto in un centro di ecoturismo dedicato alle otarie. Le otarie, infatti, sono tra i principali elementi nella dieta dello squalo bianco.

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La situazione è degenerata all'inizio degli anni Duemila, quando il centro avrebbe dovuto espandere la sua offerta di animali marini ma non era riuscito a sbloccare i fondi del governo e aveva dovuto abbandonare lo squalo, a cui non era riuscito a trovare una casa migliore. Il proprietario dell'epoca aveva trasportato lo squalo in un piccolo parco acquatico dedicato alla preservazione del lombrico gigante. Anche se forse lì il collegamento risultava meno evidente rispetto alle otarie.

Nel 2003 il parco del lombrico gigante era stato a sua volta venduto, insieme allo squalo, che era stato "temporaneamente" spostato. Il proprietario originario aveva suggerito che l'animale fosse donato al Melbourne Museum, ma la salma era a quel punto di proprietà del parco del lombrico, e chi lo gestiva non riuscì a completare il passaggio.

Qualche anno più tardi le autorità locali avevano deciso di ampliare l'autostrada adiacente il parco eliminando contemporaneamente la relativa uscita, e così la casa dello squalo era caduta nel dimenticatoio. Nonostante nel tempo diversi proprietari e operatori si siano interessati alla struttura, il parco è stato chiuso definitivamente nel 2012 per aver esposto animali senza le necessarie autorizzazioni.

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La cosa strana è che dopo la chiusura del parco, lo squalo e tutte le sue altre attrattive sono state abbandonate. L'interesse dei curatori del Melbourne Museum è calato, e per questi ultimi sette anni questa sorta di opera di Damien Hirst è rimasta indisturbata tra le rovine del parco.

Ora, nel giro di pochi mesi e grazie al successo del video, la situazione è cambiata e il sito ha ricevuto tantissime visite. Purtroppo, considerate tutte le incursioni e i danni provocati dai vandali, al povero squalo non resta molto prima di deteriorarsi del tutto.

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