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La senatrice italiana che organizza un sit-in contro i migranti e si ritrova da sola

All'ex grillina Paola De Pin non è andata proprio benissimo. Ma grazie comunque per lo sforzo.
Leonardo Bianchi
Rome, IT
Paola De Pin nel corso di un'altra protesta contro i migranti. Grab via YouTube

Avete presente la sensazione che si prova quando fissate un appuntamento, e la gente che aspettate non si presenta? Di solito si controlla l'orologio, si compulsa il cellulare, e ci si guarda intorno spaesati. Inevitabilmente sale il nervosismo e sorgono gli interrogativi: non è che hanno capito male il luogo? L'orario era quello giusto? Forse ci sono stati contrattempi? Perché sta andando tutto storto?

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Ecco, ieri è successo esattamento questo alla senatrice veneta Paola De Pin. Nel suo caso, però, l'appuntamento consisteva in una manifestazione contro i migranti ospitati nell'ex caserma Zanusso a Oderzo, in provincia di Treviso.

Ma facciamo un minimo di ordine. Paola De Pin è entrata in parlamento nelle file del MoVimento 5 Stelle per uscirne nel giugno del 2013. Nello stesso anno era assurta alle cronache per aver votato la fiducia al governo Letta e per essere stata insultata dai suoi ex colleghi di partito al grido di "venduta."

Da allora la senatrice di Fontanelle (sempre Treviso) è transitata in vari gruppi—prima in Gap (Gruppo Azione Popolare) insieme ad altri transfughi del M5S; poi con i Verdi e con Gal (Grandi Autonomie e Libertà); e infine con Riscossa Italia, un micro-partito sovranista e anti-euro di cui è l'unica esponente eletta.

Le sue posizioni politiche, seppur meno estreme, sono per certi versi sovrapponibili a quelle del senatore ultracomplottista Bartolomeo Pepe, anch'egli venuto fuori dalla prima ondata grillina in Parlamento. Dalla sua bacheca su Facebook emerge il campionario del parlamentare anti-Casta e anti-sistema: antivaccinismo spinto, $oros, link di VoxNews, interventi in piazza rilanciati da baluardi della controinformazione quali InformareXResistere e LoSai?, articoli sulla "dittatura SBOLDRINIANA" e status con gli sfondi colorati che denunciano Il Grande Inganno perpetrato ai danni del Popolo Italico.

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Per quanto riguarda le iniziative anti-migranti, quella di Oderzo non è stata la prima che ha visto De Pin in prima linea. Riferendosi a un'abitazione di Lutrano di Fontanelle che ospita 28 richiedenti asilo donne, qualche settimana fa De Pin aveva pubblicato un volantino su cui si leggeva: "Stop immigrazione! NO sfruttamento prostituzione, NO ius soli." Secondo la senatrice e alcuni residenti, le migranti avrebbero infatti cercato di "adescare" dei cittadini.

Nel corso del presidio—partecipato da una ventina di persone—De Pin aveva dichiarato che "siamo qui per difendere i nostri figli ed il nostro orgoglio," nonché per dire "basta agli immigrati." In un'intervista alla rete locale Antenna3 ha anche chiesto la "chiusura dei porti" italiani.

La protesta si era poi spostata a Oderzo, dove da ormai parecchio tempo l'ex caserma è nel mirino di residenti e di movimenti come Prima i Trevigiani. All'inizio di luglio, ad esempio, era scoppiata una polemica perché nei bidoni antistanti alla struttura era stato trovato del cibo, con il solito corredo di commenti sugli "Italiani che muoiono di fame perché ormai ridotti alla povertà."

Cercando di infilarsi nel caso, De Pin ha organizzato un altro presidio per le ore 20 del 31 luglio. Ma quando è arrivata, be', non ha trovato nessuno—solo un ingente spiegamento di forze dell'ordine: quattro auto della polizia locale, due volanti dei carabinieri e una camionetta della polizia. "Vogliono toglierci il diritto a manifestare," ha detto scherzosamente la senatrice ai cronisti.

Secondo quanto riporta TrevisoToday, le forze dell'ordine avevano spostato il presidio dal piazzale di fronte all'ex caserma alla vicina via Magera, dove si trova una sezione della croce rossa di Oderzo. È per questo motivo che De Pin non ha trovato anima viva: i pochi manifestanti (all'incirca una ventina) che avevano aderito all'appello si trovavano proprio davanti ai cancelli, e non in via Magera. Non potendo stare lì, un funzionario di polizia li ha invitati ad allontanarsi. Alla senatrice e ai suoi dimostranti, dunque, non è rimasto altro che tornare a casa con la coda tra le gambe.

Nonostante il clamoroso fallimento dell'iniziativa, De Pin sembra non avere alcuna intenzione di demordere. "Continuare a manifestare il proprio dissenso contro le decisioni prese da Roma sulla questione migranti è l'unico modo per cercare di cambiare questa situazione," ha dichiarato. "Ero venuta qui a manifestare il mio dissenso e nei prossimi giorni tornerò ancora per far sentire la mia voce, sperando possa essere ascoltata."

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