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Dopo 500 anni, abbiamo davvero risolto il mistero della strage degli Aztechi?

15 milioni di Aztechi morti in sette anni, una delle peggiori epidemie della storia.

di Motherboard Staff
22 gennaio 2018, 10:41am

15 milioni di morti in sette anni: la disastrosa strage degli aztechi a metà del Sedicesimo secolo è stata un mistero per mezzo millennio circa. Per molto tempo si è pensato che fosse a causa degli europei che avevano portato dei virus nella loro regione. Ora un team di ricerca che ha lavorato sugli scheletri sembra aver trovato il motivo per cui il regno centroamericano è stato distrutto in così poco tempo.

Secondo uno studio pubblicato in Nature Ecology & Evolution, una rivista di settore, gli Aztechi non sarebbero morti di morbillo, vaiolo o influenza, ma di una pericolosa epidemia di salmonella. I batteri avrebbero provocato un'intossicazione che ha avuto una rapidissima diffusione: i malati sono stati colpiti prima dalla febbre, poi da forti mal di testa e infine da sanguinamento dal naso, dalla bocca e dagli occhi. Sarebbero morti nel corso di pochi giorni. L'80 percento del popolo azteco è caduto quindi per la cosiddetta "epidemia azteca", che nella lingua locale si chiamava Cocoliztli.

Allo studio hanno partecipato dei ricercatori del Max Planck Institut per le scienze storiche, dell'Università di Tubinga e di Harvard, così come dell'Istituto Nazionale per l'antropologia e la scienza, in Messico.

"La Cocoliztli, negli anni dal 1545 al 1550, è stata una delle tante epidemie che si sono diffuse in Messico dopo l'arrivo degli europei", ha detto al Guardian Åshild Vågene dell'Università di Tubinga. Tuttavia, è stata una delle più devastanti nel suo genere, che ha ucciso la maggior parte della popolazione, ha detto Vågene.

Per dare una nuova risposta alla vecchia questione, i ricercatori hanno analizzato gli ultimi resti biologici di questo periodo. In una fossa comune presso Teposcolula-Yucundaa nella regione messicana di Oxaca, hanno trovato il DNA di 29 scheletri, tutti vittime di Cocoliztli. Con l'aiuto di un nuovo software di analisi del DNA, hanno incrociato le sequenze inserite con un database di malattie conosciute: "Abbiamo confrontato il materiale con tutti i batteri patogeni e con il DNA dei virus," ha detto al Guardian uno degli autori, Alexander Herbig. La salmonella enterica sarebbe stato l'unico gene rilevabile nei resti aztechi.

Una soluzione definitiva del mistero secolare, però, deve ancora venire. Se è vero che negli scheletri sono state ritrovate tracce di salmonella, potrebbero esserci anche altre cause di mortalità che semplicemente non hanno un genoma conosciuto. Detto altrimenti: il fatto di aver trovato dei batteri di salmonella non implica necessariamente che sia stata quella la causa di morte.

Come ha detto Kirsten Bos, coautrice: "non possiamo dire con certezza che la salmonella enterica sia stata la causa dell'epidemia. Noi crediamo che sia comunque una candidata molto credibile."