Vi presentiamo la donna che ha inventato la prima tenda compostabile al mondo

Vi presentiamo la donna che ha inventato la prima tenda compostabile al mondo

La missione di Amanda Campbell, laureata all'UCL, è una sola: rendere i festival musicali più ecologici.
16.5.16

La missione di Amanda Campbell, laureata all'UCL, è una sola: rendere i festival musicali più ecologici.

Tutti siamo stati ad almeno un festival musicale, ma pochi sono rimasti abbastanza a lungo da assistere alle massicce operazioni di pulizia che scattano il lunedì successivo. Proprio come uscire di soppiatto da una festa prima che il padrone di casa si svegli e realizzi la portata del disastro, è meglio per la nostra coscienza allontanarci dal campo e lasciarci alle spalle tutta quell'immondizia il più velocemente possibile. Anche se questo significa abbandonare in loco diversi oggetti, giusto? Giusto. Questo, ovviamente, è uno dei motivi per cui le operazioni di pulizia sono così complesse. Non so se questo vi stupirà o no (dipende da che tipo di amanti di festival siete), ma si stima che ogni anno circa 13.500 tende vengano abbandonate al Reading Festival. A Glastonbury, parliamo di circa 20.000. E nonostante vengano impiegate squadre di persone per raccogliere e riciclare il più possibile, ogni anno tonnellate di tende abbandonate finiscono nella spazzatura.

Pubblicità

Nonostante si sia alla ricerca di metodi per rendere i festival più ecologici, nessuno è mai riuscito a risolvere il problema delle tende stesse. Le tende low-cost sono state una rivelazione per chi le utilizza solo per un paio di giorni ogni estate, ma il loro prezzo bassissimo ha anche un impatto pessimo sull'ambiente, a causa della nostra mentalità usa e getta. Amanda Campbell, che ha lavorato nelle squadre di polizia di numerosi festival, ha visto di persona la quantità di archi, picchetti e plastica che finiscono nella spazzatura. "Tutti pensano: 'Oh, c'è Oxfam, tutte queste tende probabilmente verranno date in beneficenza.' Ma un anno sono rimasta dopo un festival e ho visto che venivano buttate via. Parliamo di migliaia e migliaia di tende. Ho pensato che fosse una follia, e che dovesse esserci un'alternativa."

L'alternativa non esisteva – finché non l'ha creata lei. Durante i suoi anni di studi in architettura alla UCL, infatti, Amanda ha iniziato a cercare un modo per costruire una tenda riciclabile al 100%. Dopo un paio di tentativi con il cartone andati a vuoto - "troppo pesante"- Amanda ha iniziato a sperimentare con le bio plastiche, finché non è riuscita a ottenere un design che non solo è leggero e waterproof, ma anche completamente compostabile.

Poco tempo dopo, Amanda ha vinto il prestigioso premio dell'UCL "Bright Ideas Award", che le ha garantito i fondi per brevettare la sua idea e le ha dato la sicurezza necessaria a lanciare il suo progetto: Comp-A-Tent, la prima tenda compostabile al 100%.
"È accaduto tutto così in fretta che mi sembra di non riuscire a starci dietro," dice. "Mi sono laureata l'anno scorso, e ho appena trovato un business partner disposto a lasciare il suo posto di lavoro in Giappone per lavorare a questo progetto. È stato come andare sulle montagne russe."

Pubblicità

Tutti i materiali utilizzati per la tenda sono biodegradabili – persino la colla che tiene insieme il palo centrale (in carta) della tenda deriva dal latte – e secondo Amanda ci vogliono più o meno 120 giorni prima che la tenda si distrugga completamente.
"L'idea è che sia il più possibile a zero emissioni. Elementi come il trasporto influiscono su questo aspetto, e al momento gli unici luoghi in cui vengono create le bio plastiche usando energie rinnovabili implicano costi molto, molto alti. Ma tra un paio di anni saranno più abbordabili."

Amanda presenterà le prime tende ai festival quest'estate, così avrà finalmente l'opportunità di vedere come funzionano con le diverse squadre di pulizie e ottenere feedback dai clienti. "Adoro il campeggio," dice. "Conosco gli elementi necessari a vivere una esperienza di campeggio positiva. Ovvio, non ci sarà paragone con le tende più tecnologiche, ma d'altro canto le mie tende non sono fatte per essere riutilizzate."

Dicono che non si debba unire lavoro e piacere, ma se crei una start-up dal nulla devi essere davvero appassionato di quello che stai facendo. "Se non hai passione per quello che fai, faresti meglio a cercarti un posto fisso perché lavorando in una start-up come la mia ti mancherà socializzare con gli amici, ed è davvero difficile avere una relazione stabile. Se non fossi appassionata, probabilmente avrei già mollato tutto." Poter far ruotare il suo business intorno a ciò che ama di più – i festival musicali – è uno degli aspetti che ha permesso ad Amanda di essere positiva anche durante i momenti di sconforto.

"Sono molto sorpresa da me stessa per quanto sono stata in grado di fare, ma ho anche imparato cosa non sono capace di fare. Ci sono stati alti e bassi, ma al momento mi sto godendo tutto il processo."
Ovviamente, Amanda se lo sta godendo abbastanza da pensare al futuro, e a come potrebbe espandere il suo giro d'affari.

"Non voglio limitarmi alle tende per i festival," dice. "Voglio creare rifugi umanitari e magari anche tende militari; mi piacerebbe anche individuare altri prodotti che sono ritenuti biodegradabili e vedere se possono essere realizzati in maniera più efficiente."
Amanda spera anche che Comp-A-Tent ispiri altre persone ad assumersi la responsabilità del pianeta. "Voglio davvero dimostrare che chiunque può fare la differenza, se si impegna davvero – che tutti possiamo affrontare i problemi ambientali, non solo i governi."

Nonostante le tende economiche siano il vero nemico di Amanda, spera di emularne una cosa: il successo. "Spero che la mia tenda si imponga come le tende economiche, specialmente grazie al supporto dei festival. Questo è il mio sogno."