Guida pratica ai migliori meme cinesi
Immagine: via wxcha.com / Alex Pasternack

Guida pratica ai migliori meme cinesi

A metà strada tra le rage face e le reaction GIF, i biaoqing sono diventati una parte fondamentale di internet in Cina.
16.8.16

I biologi hanno scoperto che il linguaggio umano, un po' come il canto degli uccelli, si evolve per accordarsi con l'ambiente che lo circonda tramite l'adattamento acustico. I climi umidi e caldi inghiottono le consonanti, mentre portano le vocali lunghe a strascicarsi, così che l'inglese rigido base si trasforma per esempio in quello cantilenato degli stati nel sud degli Stati Uniti. Ho l'impressione che su internet si manifesti un fenomeno simile per quanto riguarda i linguaggi visivi: i nostri meme raccontano qualcosa dei paesaggi digitali in cui proliferano.

In Cina, chi è attivo nel mondo digitale conserva cartelle e cartelle di 表情 (biǎo qíng), che significa letteralmente "espressione facciale." Nel mondo digitale, per biaoqing si intende qualsiasi immagine che aggiunge uno strato visivo ed emotivo alle conversazioni testuali che avvengono online: nella sua accezione più ampia, fa riferimento a qualsiasi cosa che vada dalle emoticon alle reaction GIF. Il significato a cui è associato più spesso sul web cinese, però, è qualcosa di simile a quello che vedete qui sotto, e appare come risposta in chat di gruppo o nei commenti a un post:

Per quanto abbiano preso in prestito elementi dai meme di Reddit e 4chan, i biaoqing si sono evoluti in una forma specifica, legata a doppio filo con il mondo di internet in Cina, completa di una propria tradizione e di proprie convenzioni. Come altri sistemi di meme già consolidati, i biaoqing sono un gergo visivo basilare e che si evolve in fretta, che sfiora e cataloga le esperienze condivise e le emozioni del pubblico di internet in Cina, una sorta di stele di Rosetta per identificare e interpretare i riferimenti culturali condivisi. Sono anche state sfruttate come armi, in un certo senso—radunate di recente in un episodio denso di meme di una contesa tra la Cina e il Taiwan.

Nonostante l'idea che si ha all'estero dell'internet cinese sia legata soprattutto al fantasma della censura, evocato dal Great Firewall, i biaoqing complicano l'idea che l'internet cinese sia spaventato al punto da restare immobile; da lontano, l'impalcatura legale è sicuramente quella più visibile, ma da vicino si trovano ovunque persone giocose, emotive e assertive. Riflessa in queste piccole immagini non c'è solo un'abbondanza di riferimenti alla cultura pop, ma anche una pratica che rivela tanto della cultura cinese quanto della nostra, nelle differenze e nelle somiglianze che le caratterizzano.

Pensate a questo articolo come a una guida pratica ai biaoqing cinesi.

Anatomia

Quasi tutti i biaoqing sono costituiti da un'immagine (o un'animazione) e una frase. Il grosso del lavoro semantico è fatto dal testo; la componente visiva indica soprattutto il tono generale, spesso in un modo ridicolo.

I biaoqing si nutrono del ricco substrato di media contemporanei popolari tra gli internauti cinesi, e distillano questi contenuti in icone dense di significato. I più letterali sono spesso screencap di telefilm famosi, come l'adattamento televisivo del 1986 di Journey to the West e la commedia storica degli anni Novanta Huan Zhu Ge Ge. Si trovano spesso anche frammenti di video e fotografie di capi di stato cinesi passati e presenti—Mao, Jiang Zemin, e il premier attuale Xi Jinping—e spesso sono tra i più esilaranti.

Considerata la prossimità geografica e culturale della Cina con il Giappone, non sorprende il fatto che la cultura otaku (che in Cina prende il nome di "ACG," per Anime, Comics, Games) sia molto popolare, specialmente per i giovani che sono nati a cavallo degli anni Novanta. Molti biaoqing, di conseguenza, utilizzano personaggi celebri degli anime e dei manga.

Ma la maggior parte dei biaoqing somigliano al panda che vedete qua sopra: simbolico, iconico, un fotomontaggio tra una fotografia e un'illustrazione grezza. L'idea di trasformare figure riconoscibili in espressioni facciali minimali in bianco e nero sembra aver avuto inizio come risposta cinese ai rage comic, ma è finito per diventare un intero pantheon alternativo. In aggiunta alla faccia di Yao Ming originata in America e al cane "doge" che si trova un po' ovunque, alcuni esempi comuni includono:

Da sinistra verso destra:

Queste faccine standardizzate possono essere associate a una sola frase fatta, ma la vera magia è quando vengono create varianti infinite per rappresentare situazioni ed emozioni diverse.

I biaoqing incarnano la stessa estetica Internet Ugly dei rage comic—i loro creatori tendono a usare disegni copiaincollati male e non hanno nessun interesse per il perfezionismo. Dato che sono utilizzati nelle app che ottimizzano le immagini per gli schermi mobile, i biaoqing vengono compressi e ricompressi infinite volte, cosa che li rende glitchati e deformati. Come le pagine di una rivista che diventano sempre più sfocate a ogni fotocopia, i biaoqing si deteriorano con l'uso e le modifiche che subiscono.

Attenzione: nonostante l'epoca d'oro dei rage comic sia ormai tramontata negli Stati Uniti, in Cina continuano a spopolare. Addirittura, Baozoumanhua (che letteralmente significa rage comic, appunto) è un'azienda di Xi'an che ha costruito un piccolo impero mediatico su questo concetto, producendo di tutto, da video che spiegano la storia cinese usando le rage face, a un notiziario/programma comico web sulla falsa riga del Daily Show molto seguito, condotto da un presentatore con indosso una rage face. Il più popolare di questi video ha 42 milioni di iscritti su Youku, una piattaforma video cinese.

Habitat naturale

L'equivalente inglese che si avvicina di più al significato di biaoqing è forse la parola "emoticon." In parte perché sono più o meno i diretti discendenti dei set personalizzati di emoticon creati dalle community delle message board, molte delle quali sono ancora attive nell'internet cinese del 2016.

"L'internet cinese" esiste in quanto nicchia a sé stante per ragioni politiche, culturali e di infrastruttura. Per i meno esperti: il Great Firewall della Cina, un insieme di restrizioni tecniche e normative create dal governo cinese, controlla la libertà di parola online e l'accesso a determinate parti del web per chi vive entro i confini dello stato. Al momento, il GFW blocca completamente Google, Twitter e Facebook, e con essi le aziende satellite come Instagram e YouTube; qualsiasi piattaforma permessa, domestica o straniera che sia, deve avere necessariamente i propri server cinesi su suolo cinese e acconsentire alle regole di censura locali.

Il Great Firewall è forse la barriera più visibile, ma la lingua e persino lo scarto temporale rappresentano due barriere ben più trincerate. Il GFW può essere superato con tool VPN—e così accade effettivamente tutti i giorni—, ma Twitter non è proprio il massimo se i tuoi orari di sonno coincidono con i suoi momenti più attivi e non sai leggere la maggior parte delle battute che circolano sulla piattaforma. L'effetto collaterale del GFW—o forse il suo vero obiettivo—è la creazione di un'opportunità immensa per le aziende tech locali di prosperare, costruendo piattaforme ad hoc per gli utenti cinesi.

Mentre queste piattaforme dove chiacchierare e scambiarsi battute diventavano popolari—QQ (discendente del sistema di messaggistica istantanea ICQ), Weibo (equivalmente cinese di Twitter), WeChat—i biaoqing migravano e si adattavano ai nuovi ambienti. Tendono ad essere più grandi dei loro antenati da message board ora, sia per formato che per dimensione del file, ma sono ancora vincolati dai limiti di queste nuove piattaforme: la mancanza di un supporto efficiente per le GIF, gli schermi da dispositivo mobile piccoli, e il desiderio di minimizzare il consumo dati.

Creazione e riproduzione

Come le reaction GIF, i biaoqing si diffondono naturalmente durante le conversazioni online—una persona ne condivide una per enfatizzare un certo umore, e il destinatario o uno spettatore la scarica per usarla successivamente. Le persone più coinvolte nelle fandom online ci tengono a collezionare i nuovi esemplari o a creare delle varianti personali degli stessi basate sulle celebrità, i film e i programmi televisivi che preferiscono. Nel caso più banale, si tratta di aggiungere una nuova frase su un'immagine già esistente. Gli utenti più esperti creano invece GIF e screencap da nuovi frammenti video, enucleano nuove espressioni, e creano nuovi remix ricchi di citazioni.

Per un internauta americano, i biaoqing possono sembrare stranamente piatti nel complesso. Pheona Chen, una ricercatrice di Beijing che studia le fandom cinesi, mi ha detto che pensa che il punto siano le infrastrutture digitali e il potenziale di remix di ciò che viene prodotto:

Le piattaforme non supportano pienamente le GIF: per esempio, non si possono postare GIF su WeChat Moments, e Weibo non permette di commentare con delle GIF [benché sia permesso usarle in un post originale]. La cosa più importante è che i biaoqing devono essere facili da modificare. Le frasi sui biaoqing vengono costantemente aggiornate con l'ultimo modo di dire o slang, e le immagini hanno anche più varianti. Ogni fandom, che sia quella di una celebrità o di una serie o di un film, crea e utilizza il proprio armamentario di biaoqing. Quando esce un nuovo film di successo, l'intero vocabolario di biaoqing viene sostituito con uno nuovo nel giro di una notte.

Flame War

Nel gennaio del 2016, alimentato dall'ansia crescente per le imminenti elezioni in Taiwan, è scoppiata una flame war gigantesca tra gli internauti cinesi e quelli del Taiwan a proposito della sovranità Taiwanese. L'elemento catalizzante sono stati i commenti di una star Kpop e le sue scuse forzate subito dopo; il teatro principale degli scontri, invece, la pagina Facebook di un attore cinese. Entrambi gli schieramenti hanno usato linguaggi pesanti e meme di insulti in abbondanza. Sull'internet cinese, il caso è stato definito 表情包大战: "The Great Biaoqing-Pack War".

Come spesso accade in questo genere di conflitti di soft power, entrambe le parti hanno cantato vittoria. Sulla terraferma, un blog dopo l'altro ha sostenuto che i biaoqing del Taiwan erano obsoleti e malfatti. Nel frattempo, la copertura dei social media del Taiwan ha ignorato la cosa completamente e si è concentrata sullo zelo gretto considerato tipico dei patrioti cinesi, e hanno sottolineato gongolando l'aspetto ironico di un patriottismo che deve per forza superare illegalmente il firewall del proprio governo, che impedisce di accedere a Facebook.

Ad un osservatore esterno, però, le cose erano chiare: i cinesi hanno vinto la Biaoqing War, ma perché erano gli unici a combatterla davvero. Le regole e le tradizioni dei biaoqing, così radicate nell'internet cinese da essere invisibili, non sono mai arrivate oltre lo stretto. Una guerra di biaoqing è una guerra unilaterale quanto un torneo internazionale di football americano.

In termini biologici: l'isolamento a lungo termine causato dal Great Firewall ha comportato la nascita di piattaforme separate, disconnesse dagli ecosistemi online e, alla fine, nuove specie di meme. Anche se i blocchi tecnici e legislativi tra l'internet cinese e il nostro scomparissero domani, le barriere culturali e linguistiche continuerebbero a intralciare un dialogo e uno scambio davvero significativo. L'anno scorso, il presidente Obama ha lanciato un'iniziativa per spingere 1 milione di giovanissimi studenti americani a imparare il cinese mandarino, così da facilitare le future collaborazioni tra gli Stati Uniti e la Cina—magari i compiti a casa dovrebbero comprendere anche la realizzazione di un milione di biaoqing.