Greenwald e Snowden nella stanza d'albergo. Immagine: TwC/Radius
Poi Snowden copre sé e il suo computer con una coperta rossa, per evitare la sorveglianza visiva, e inizia a scrivere. È un momento di paranoia stile 1984 che lascia increduli e allo stesso tempo è una parodia di se stesso. La videocamera si sofferma sull'espressione disorientata e ansiosa di Greenwald, che esprime perfettamente la situazione, tanto critica quanto surreale. ("Non è fantascienza," dice Snowden a Greenwald a un certo punto. "Sta succedendo davvero.") In questa stanza si sta facendo la storia e queste persone si ritrovano nel bel mezzo di un evento epocale, e anche noi. Greenwald rappresenta tutti noi, sospeso tra lo sbigottimento e l'angoscia, per il sovraccarico di informazioni, per l'enorme importanza della storia, per la confusione provocata da un giovane uomo che sembra aver deciso di condannare se stesso a una vita di sofferenze.Snowden è entrato in contatto con Poitras, in parte perché aveva visto The Program, un corto che la regista aveva realizzato su Bill Binney, esperto di matematica dell'NSA che aveva tentato di fermare il sistema di sorveglianza domestica portato avanti dall'agenzia dopo l'11 settembre, lavorando "dall'interno del sistema." Nel 2007, alcuni agenti dell'FBI avevano fatto un blitz nella sua abitazione nel contesto di un'indagine pubblicata nel 2005 dal New York Times sul programma di intercettazioni selvagge dell'agenzia. The Program non era come gli altri film diretti da Poitras: non c'era azione, solo un uomo seduto che rispondeva a delle domande e alcune riprese di un cantiere nello Utah. Tuttavia, è avvincente e ricco di tensione drammatica.L'ESPRESSIONE DI GREENWALD è TRA LO SBIGOTTITO E L'ANGOSCIATO, PER IL SOVRACCARICO DI INFORMAZIONI, PER L'ENORME IMPORTANZA DELLA STORIA, PER LA CONFUSIONE LEGATA ALLA STORIA DI UN GIOVANE UOMO CHE HA DECISO CONDANNARE SE STESSO A UNA VITA DI SOFFERENZE
Una scena tratta da "O'Say Can You See" del 2011 di Poitras
Quel momento ha richiesto una pianificazione e accese discussioni. Visti i recenti controlli governativi sulle azioni di reporter come James Rosen e James Risen, Poitras si è consultata con alcuni avvocati di New York prima di recarsi a Hong Kong. Ad aprile, la sua fonte anonima l'ha colta di sorpresa dicendole che non era importante che rimanesse anonima: dopo le rivelazioni, sarebbe comunque stato smascherato dal governo. "Il mio desiderio personale è che tu disegni il mirino direttamente sulla mia schiena," ha detto Snowden a Poitras in una delle prima mail che vengono mostrate nel film. Invece di lasciare che fosse il governo a scoprire la sua identità, o alimentare le speculazioni sull'illegalità delle sue azioni, Snowden ha insistito sul "crocefiggermi immediatamente invece di proteggermi come informatore." Riguardo l'idea di diffondere i documenti anonimamente, a un certo punto Snowden ha detto semplicemente "vaffanculo."SNOWDEN INIZIALMENTE ERA SCETTICO. QUINDI GLI HO SPIEGATO PERCHÉ SAREBBE STATO COSì IMPORTANTE AVERE UNA REGISTRAZIONE. NON SUCCEDE SPESSO CHE UNA PERSONA SI ASSUMA COSì TANTI RISCHI.
Laura Poitras e alcuni dei personaggi che appaiono in "Citizenfour", accanto alla famiglia di Snowden al Film Festival di New York. Immagine: Alex Pasternack
Edward Snowden e la sua compagna Lindsey Mills in Russia. Immagine: "Citizenfour"