Il Life Ball è ancora la festa più gay del mondo

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LGBTQ

Il Life Ball è ancora la festa più gay del mondo

Sapevo cosa mi aspettava, ma essere preparati non è mai abbastanza: cosa ho visto alla manifestazione benefica per la lotta al'AIDS più grande del mondo.
12 giugno 2014, 8:00am

Qualche settimana fa al Rathaus di Vienna si è svolto il ventiduesimo Life Ball, l'evento di raccolta fondi per la ricerca e la sensibilizzazione su HIV/AIDS. I costosissimi biglietti consentono di assistere a uno spettacolo circense molto chic, che include discorsi tenuti dai principali esponenti del mondo LGBT, e di presenziare a una fantastica festa che dura fino a tarda notte. L'atmosfera generale di tutto l'evento è insieme disneyana e selvaggia. Ero uno dei pochi giornalisti presenti per raccontare l'evento. Sapevo cosa mi aspettava, dato che in qualche modo ero sopravvissuto all'edizione dello scorso anno.

Era gradito l'abito scuro oppure un travestimento, e il tema dell'edizione di quest'anno era "Il giardino delle delizie" —che per molti significava ricoprirsi le chiappe di brillantini e lasciarsi andare ad attimi di lussuria stile Poison Ivy.

Tra i momenti più memorabili del Life Ball mi sento di includere una perfetta Courtney Love che cammina sulla passerella in un abito di Vivienne Westwood da cui le escono le tette e un concerto di Ricky Martin pieno di movimenti pelvici. Alla fine sono anche riuscito a stalkerare/fare amicizia con Amanda Lepore. Alle cinque di mattina, mentre aspettavamo un taxi che ci portasse a casa, le ho offerto la mia giacca per tenerla al cado. Alla fine abbiamo deciso di fare mattina e fare colazione insieme, dato che il pullman per l'aeroporto sarebbe arrivato solo alle sette e mezza.

Una volta in aeroporto le ho anche portato i bagagli. Mentre passava al controllo passaporti sembrava la versione reale di Jessica Rabbit. Siamo stati gli ultimi ad imbarcarci.

Uno Xanax e un Bloody Mary più tardi mi sono svegliato a New York. Il Life Ball mi aveva dato la vita, poi la morte e poi mi aveva fatto risorgere. Non mi ero mai sentito più gay.