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Manzi Europei

L'Europeo parallelo in cui non contano i gol, ma la gnoccaggine dei giocatori.

di Redazione femminile
13 giugno 2012, 10:00am

Gli Europei e i Mondiali sono l’unica occasione in cui l’intelletto femminile, portato per naturale propensione all’economia ad escludere ciò che è ripetitivo e molto sudato, si abbassa a seguire quel meneito disordinato che è il calcio. Lo si fa per essere patriottici a costo zero, e per capire di che cazzo parlano tutti i padri/morosi/amici/colleghi per circa un mese. Ma soprattutto lo si fa perché i calciatori, spesso, sono dei manzi. Tutti sono aitanti di professione, poi ce ne sono alcuni accompagnati da un buon corredo genetico che li renderebbe anche dei bei macellai, o dei begli idraulici o, in generale, uomini su cui buttare volentieri l'occhio la mattina, il pomeriggio e la sera.

Per rendere meno avvilita la vostra faccia quando vi daranno l’ennesima spiegazione non richiesta del significato del fuorigioco, abbiamo deciso di creare un europeo parallelo selezionando per ogni squadra un manzo rappresentativo che dovrà difendere l’onore della sua nazione in una lotta a chi inumidisce più le nostre parti basse. 

GIRONE A

MANZO GRECO - Georgos Samaras

Georgione, che chiameremo così per distinguerlo dagli altri tre compagni di squadra con lo stesso nome, è probabilmente il più manzo dell'intera penisola balcanica. Con il suo metro e 93 d'altezza, quei capelli lunghi e quegli occhi neri, sembra un principe tenebroso uscito da qualche film fantasy natalizio anni Novanta con Anna Falchi. I suoi labbroni si meritano il titolo.


 

MANZO RUSSO - Anton Shunin

Occhi azzurri, capelli biondi e faccia d'angelo, Anton è indubbiamente lo gnocco numero uno della nazionale sovietica—anche se, visti i compagni, questo non gli fa tanto onore. È il portiere di riserva, e per questo si merita un ruolo di spicco nel torneo dei manzi, dato che difficilmente lo vedremo in campo. Ma meglio così, il vero manzo è quello che vince senza nemmeno partecipare, l'uomo che non deve chiedere mai.
 

MANZO CECO - Václav Pilař

Scegliere un manzo per la Repubblica Ceca non è stato per niente facile—basta che guardiate le foto della squadra sul sito della UEFA. Alla fine l'ha spuntata Václav, il manzo della porta accanto. Giovane e prestante, finora ha segnato una rete contro la Russia, replicando ieri con la Grecia. Con la faccia da bravo ragazzo, rappresenta il sogno alla portata di tutte, uno che finisce gli Europei e torna a casa a cucinarti degli opinabili manicaretti cechi.

 

MANZO POLACCO - Damien Perquis

Damien è di origine francese, ma gioca nella Polonia. A noi poco importa, il manzo non ha bandiera (ma alzabandiera). Secondo noi ha anche qualche goccia di sangue british, perché sembra un po' il cugino povero di David Beckham; chissà, magari se vince il "Manzo d'Europa" qualche marchio polacco gli farà produrre una linea di biancheria intima maschile. Speriamo.


GIRONE B

MANZO OLANDESE - Nigel De Jong

Ciao Nigel, appena ti ho visto ho capito che era te che cercavo, in quell'estate trascorsa a strofinare e sniffare il cd di Fifa 2001 per poi inserirlo nella playstation nel tentativo di creare il mio giocatore ideale, calibrando precisione, dribbling e potenza di lancio (o, più realisticamente, colore della pelle, barba, larghezza delle spalle e divisa). Perdevo così tanto tempo coi parametri che poi mio fratello si stufava e non mi lasciava giocare, e allora tu sei la rivincita, il centrocampo irruente e risolutivo da 174 cm per 73 kg, bando agli alti-e-spessoni. Tosaerba. Nigel. NDJ. Balla ancora.

MANZO TEDESCO - Mats Hummels

Lo ammetto, nello scegliere il girone pregustavo già la turcaggine naturalizzata tedesca con cui avrei abbellito le pareti della mia stanza in questo periodo di Europei. Poi però qualcosa è andato storto, e mesta mesta mi sono rifugiata tra le braccia di Mats, che con le pose da fronte corrugata e sguardo all'orizzonte adottate in conferenza stampa (menzione speciale per la lingua tra le labbra, anche qui) ha fugato ogni dubbio. Difensore 23enne da 191 cm di altezza, i siti specializzati lo definiscono "efficace nelle chiusure e disinvolto nei passaggi", "elegante", "bravo negli anticipi", ma siccome io ancora non l'ho visto giocare, mi limiterò a un aggettivo che nessuna prestazione futura potrà mai smentire: gnocco.
 

MANZO DANESE - Simon Kjaer

Per tutti i telefilm coi biondi bellocci che ho snobbato.
Per tutte le facce senza un filo di barba che ho liquidato alla prima occhiata.
Per tutti i più giovani di me che guai.
Scelgo te, e non dire che non ti piacciono le poesie solo perché non hai fatto l'università come tua madre avrebbe voluto (ecco quest'ultima parte ignorala quando saremo insieme, perché io, a differenza sua, non te lo rinfaccerò mai).
 

MANZO PORTOGHESE - Raul Meireles

Ho perso il conto dei tatuaggi che si porta dietro, ma sono talmente brutti che innescano in me la classica attrazione da rigetto (con caso limite del Chino, ma questa è una storia che non sta nei manzi di nessuna nazione né nella mia vita post-ribellione adolescenziale ai canoni del buon gusto). Raul è il mio esponente per la categoria barba&capelli + fantasie a colazione classe 1983, e si aggiudica il titolo di più figo fuori dal campo—nei limiti del concetto di "stile" quale concepito da un calciatore, s'intende.

 



GIRONE C

MANZO SPAGNOLO - David Silva 

Vi presento uno dei motivi del riscaldamento globale. E non credo di dovermi dilungare. Scommetto che se uniamo tutti i suoi nei con la saliva che stiamo producendo ora ne viene fuori un disegno bellissimo, molto raffinato. Per la scienza, dovrebbe lasciarcelo fare. 

Mi cariño, escapemos juntos y no volvamos más.


 

MANZO ITALIANO - Daniele De Rossi

Finché c’era Nesta andavamo sul sicuro, adesso invece la scelta del manzo italiano ha rischiato di causare uno scisma in seno alla redazione: si inneggiava al gran naso di Chiellini come a una meravigliosa promessa, o al fascino à la Robert Pattinson di Marchisio. Tuttavia, dopo la prestazione “proteggo-tutto-io” di domenica, e in considerazione dell’accoppiata “faccia da galeotto evaso + amorevole padre di famiglia e marito”—accoppiata vincente per noi cuori plasmati sulla commedia sentimentale americana—non possiamo che dare lo scettro al Danielenazionale. Non è il fascino mediterraneo, ma neanche il manzo tedesco sopra sembra proprio uno della Wehrmacht. Poi, signore, questo in campo si fa sempre 90 minuti filati, il che sa di promesse mantenute.
 

MANZO IRLANDESE - Shane Long

Tra gli attempati figli dell’Isola Verde si salva solo il buon Shane, 25 anni (ma ne dimostra cinque in meno). Pelle liscia e gote rosse da bravo ragazzo tutta salute, quello che si fa l’estate in baita a mungere pecore e ammucchiare il fieno perché gli piace il contatto con la natura. Il tipo di uomo  che ti sposa in chiesa e si ricorda del tuo compleanno e ti fa piangere tra le sue braccia. Scommetto che sua madre è fierissima di lui e che ha un cane pastore. Non sappiamo se vogliamo crescere con lui figli dai sani principi o usargli della violenza.
 

MANZO CROATO - Vedran Corluka 

Toro, più che manzo, calcistico, nella sua accezione più classica, Vedran spicca sugli attaccanti avversari con il suo 192 cm per 90 kg, occhio azzurro, capello fluente, cerchietto elastico. Sembra un po’ Gigi Buffon meno sbattuto e con mascella alla Ridge. Ok, non ci è riuscito di trovare foto in cui avesse un’espressione particolarmente sveglia ma non importa, dopotutto, non è il suo ruolo. Come dicevano in quel film, “per favore, smettila di essere interessante. Non ti dona per niente. Sei troppo bello.”


 

GIRONE D

MANZO FRANCESE - Mathieu Debuchy

Il problema dei francesi è che bisogna prendere una posizione precisa: o belli con l’ennui e l’air de suffisance, o brutti ma con gli amici che ti trovano il fumo in due secondi. Dato che siamo donne moderne a cui piace avere lo spacciatore personale, siamo andati sull’uomo-sbuffo. Debuchy è il tipo di ragazzo che non capisce quando stai litigando con lui, e neanche che lo porti fuori con le amiche solo per farlo vedere, ma c’è piacere più sublime di leggere l’invidia nei loro occhi?

MANZO INGLESE - Andy Carroll

È difficile parlare o scrivere di Andy Carroll perché il sangue e i liquidi del corpo finiscono tutti in preparazione di un orgasmo che sarà solo un triste ripiego. Se ogni ginecologo avesse un Andy Carroll in studio, il pap test sarebbe una cosa molto più semplice.

 

MANZO UCRAINO - Andriy Yarmolenko

Andriy ha l’aria del diciassettenne visto per strada che ti fa pentire di non aver avuto una un’adolescenza dissoluta in cui maneggiare quel fisico al massimo del suo splendore, senza passare per nave-scuola. Poi scopri che è del 1989, allora è tutto meno demimooresco di come poteva sembrare.

 

MANZO SVEDESE - Olof Mellberg

È facile trovare un manzo nel Paese dove l’eugenetica non è peccato, ma con il cuore e gli occhi ancora pieni di Fredrik Ljungberg pensavamo che sarebbe stato difficile trovare un sostituto. Poi è apparso Olof Mellberg, e nella mente si sono succedute le immagini dei figli che potremmo avere insieme, oltre a quelle molto esplicite dei loro concepimenti. Solo ora leggo negli occhi di Freddie quella scarsa voglia di praticare sesso orale che non avevo mai notato prima.

La presentazione dei Manzi termina qui. Nel prossimo post entreremo nella fase saliente del torneo, in cui i manzi si sfideranno tra di loro a colpi di gnoccagine. Ci vediamo tra pochi giorni con il prossimo turno dei Manzi Europei.

Il torneo prosegue in: Manzi Europei - Secondo turno

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