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Charles Traub: Ero artista e fotografo freelance. Avevo dei contatti con la Light Gallery di New York, e per arrotondare collaboravo con una redazione. L'Italia mi permetteva di sfuggire alla routine—era una fonte di ispirazione e di energia.Cosa l'ha portata in Italia? Perché ha scelto di documentare la vita delle persone che incontrava dal suo punto di vista americano?
L'Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta rappresentava il terreno perfetto per il mio lavoro di fotografo. Sono andato lì per quattro o cinque anni con la sola intenzione di fotografare quelli che definivo "momenti rilevanti". Città e paesaggi erano ancora relativamente conservati. Non avevano subito gli effetti della globalizzazione di oggi.La cultura era ancora abbastanza uniforme, anche se c'era una tendenza a provare a riprodurre il passato, seppure con una certa ironia. Ma è comprensibile, perché dopo tutto forse l'Italia è l'unico paese ad avere fortemente influenzato il pensiero occidentale in due diversi momenti storici: al tempo dell'Impero Romano e durante il Rinascimento.

In realtà non ho mai capito questo termine. Lo trovo inopportuno. Sono sempre stato e sarò sempre qualcuno che cerca di riportare ciò che vede, ciò che ha visto. Sarebbe più corretto parlare di fotografo passeggiatore più che di un fotografo di strada, perché è un fotografo che scatta in interni, all'aperto, ovunque.
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Il design italiano moderno, la ricchezza gastronomica e l'influenza del passato sullo stile di vita degli italiani… Tutto contribuiva a creare il contesto ideale per chi cercava la dolce vita. Tutto deve essere letto in superficie, parafrasando Oscar Wilde; e l'Italia a quel tempo era il posto perfetto per mettere alla prova questa dichiarazione. La complessità della cultura italiana è una fonte inesauribile di ispirazione. C'erano sempre eventi, aneddoti da fotografare. C'è una parola italiana per descrivere questo sentimento: leggerezza.Mi sembra che quasi tutte le foto del libro abbiano una componente sessuale: c'è un sacco di pelle scoperta, la gente cammina per strada in costume da bagno. È d'accordo?
La sensualità delle mie foto deriva dal fatto che sono state scattate in un paese decadente, che stava cercando di nascondere le sue difficoltà economiche, il suo declino, e che viveva nella nostalgia della gloria passata. Durante la pausa pranzo o mentre si cammina, a Roma o a Napoli, lo si fa per mostrarsi, per sfuggire alla routine. Tutti vogliono essere visti. Pochissime persone si opponevano alla mia richiesta di scattare una foto. La sessualità, la sensualità di ognuno, stava a loro il volerla rivelare.
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Dopo aver presentato le immagini negli anni Ottanta le ho messe via, chiuse in scatoloni. Da allora sono tornato altre volte in Italia, anche l'anno scorso, e ho avuto modo di constatare che l'Italia di oggi non è affatto quella della Dolce Via. La leggerezza è evaporata. La gente ha perso ciò che la rendeva così speciale, così diversa dagli altri. L'Italia era una macedonia di frutta esotica. Oggi, purtroppo, è diventata una sorta di frullato.Dolce Via è stato pubblicato da Damiani. Per saperne di più, clicca qui.Per vedere altre foto, vai nelle pagine successive.








