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RIP Stetson Kennedy (1916-2011)

Ovvero, l'uomo che si infiltrò nel Ku Klux Klan e lo scosse alle fondamenta.

Mentre i media americani si concentravano su un uragano che si è rivelato essere poco più di una scorreggia bagnata, una delle notizie più importanti di questo fine settimana è passata quasi inosservata: Stetson Kennedy, uno dei più grandi tesori della cultura americana—l'uomo che si infiltrò nel Ku Klux Klan e lo scosse alle fondamenta—è morto il 27 agosto all'età di 94 anni. In qualche modo abbiamo avuto il privilegio di ottenere la sua ultima intervista lunga (o forse l'ultima e basta) nel nostro numero di aprile.

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Appena lo abbiamo contattato, Stetson acconsentì a fare l'intervista ma poco dopo ci disse che non voleva ricevere i numeri precedenti di VICE. "È pornografia, e non lo dico solo per via delle donne nude", mi disse al telefono. Poi scoprii che sua moglie, Sandra, aveva il pacco che gli avevamo spedito e gli suggerì con varie insinuazioni che collaborando con noi avrebbe rischiato di compromettere il lavoro di tutta una vita.

Ci è voluto circa un altro mese di email e telefonate per convincerlo che il pezzo sarebbe stato lusinghiero e sincero, perché tali erano state le sue risposte alle domande di Bill Bryson. Alla fine, Stetson ha accettato. Dopo aver ricevuto alcune copie del numero, mi scrisse che l'adorava e che "Mia moglie era molto contraria a vedere il mio nome legato alla parola VICE, ma il risultato è stato molto gratificante anche per lei."

Da allora mi ha scritto una mezza dozzina di email per mostrarci il suo sostegno e per richiedere altre copie della rivista. Sandra è stata giustamente protettiva nei confronti di suo marito, una di quelle rare persone buone a cui la storia ha concesso scarsa attenzione a causa della sua correttezza quasi disarmante. Sfortunatamente, è servita la sua morte per farci capire cosa abbiamo perso e quanto aveva ragione.