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Vice Blog

Un'intervista con Ryan McGinley

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di it
23.7.10

Nei prossimi giorni, vi proporremo delle interviste con alcuni dei fotografi che hanno contribuito al nostro nuovo Photo Issue, Still Lifes. Questa intervista con Ryan McGinley è stata originariamente pubblicata in The Vice Photo Book nel 2007.

Come hai iniziato a collaborare per Vice?
Be', conoscevo Jesse da quando ero editor a Index Magazine. Era amico di Gavin e gli piacevano le mie foto così lo ha mandato da me a vedere il mio lavoro. Era il 2000. Avevo una stanza molto piccola e ho messo le foto sul mio letto per farle vedere a Gavin. Le ha guardate e ha indicato quella di Dash con la maglietta dei Clash che si drogava sul letto e ha detto, "Questa voglio usarla per la copertina. Ha dentro tutto quello che è Vice: Sesso, droga, e rock and roll." Era la mia prima copertina. Avevo appena iniziato, e nessuno conosceva ancora le mie foto. Ricordo che mi ha detto, "Le tue foto sono così belle che fra un anno non lavorerai neanche più per noi, sarai troppo bravo per noi."

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Che carino.
Sì, e poi è uscita la copertina e sembrava veramente una cacca di cane. La color registration era proprio sbagliata. Sembrava che qualcuno ne avesse fatte cento fotocopie colorate. Gavin mi da il giornale con un biglietto con su scritto, "Mi dispiace, a volte succede così. Siamo dei ritardati."

Oh, non era così male! Era solo un po' più scura dell'originale. Si vedono comunque tutti i dettagli. Sembrava solo che Dash fosse moro, non biondo.
Um, sì! I capelli biondi sembravano neri? Be', direi che quello è un problema! I colori in quella foto sono bellissimi e sembrava veramente brutta. Comunque, fa niente. Nel numero successivo hanno stampato quattro pagine di mie foto nella sezione Vice Pictures ed era roba grossa perché c'erano 16 foto e ha generato interesse.

Come sei diventato photo editor?
Nessuno da Vice ne sapeva molto di fotografia. Io ho detto, "Ma che state facendo?" E loro, "Allora perché non diventi il nostro photo editor?" Così per un anno e mezzo circa ho curato la sezione foto. E ho suggerito di fare un numero tutto dedicato alla fotografia e alla fine abbiamo messo insieme il primo Photo Issue. Sono andato in giro per gli studi dei fotografi e ho raccolto tutti quelli che lavorano per Vice da anni. Tim Barber, Richard Kern, Bruce LaBruce, Terry Richardson, Patrick O'Dell…

OK, ora non te la tirare però.
Ehi, sto solo raccontando i fatti. Oh, e ho fatto vedere le polaroid di Dash Snow per la prima volta. E poi Bruce LaBruce ha scritto quell'articolo sulla graffiti crew IRAK. Ricordi, quello su come Dash ha dato fuoco all'albero di Natale e la macchina è esplosa e ha dovuto scappare dalla polizia e quella roba lì. Quelle erano le foto e le storie che facevano dire alla gente, "Merda, questi tipi sono matti." La gente era allibita. Era una follia.

Al tempo era tutto così eccitante.
Ed era vero. Eravamo tutti dei matti scoppiati. Come la foto di Dan Dusted, fatta sul mio tetto dopo che Dan aveva fumato polvere d'angelo tutta la notte. Era a casa di Dash e la polvere gli ha dato visione tunnel, così alla cieca se n'è tornato a casa alle 9 del mattino appoggiandosi agli edifici, nudo, con solo quella coperta addosso e graffiti che gli coprivano la faccia e il corpo. Quando Vice ha pubblicato quella foto, Dan andava a scuola all' RISD e ha detto che gente sconosciuta andava da lui e diceva, "Ommiodio, stai bene???"

Vuoi raccontare la famigerata storia del karaoke?
Non me la ricordo molto. Ricordo che mi sono quasi fulminato il pene con l'elettricità. Perché non la racconti tu?

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OK, be', era l'inverno del 2000, e Jesse e Gavin e io e alcuni altri stavamo facendo il karaoke, completamente ubriachi e fuori. Tu eri appena uscito di prigione.
Oh sì, e avevo tutte queste ingiunzioni, e la polizia è arrivata a casa mia nel mezzo della notte e mi ha tirato giù dal letto e portato in prigione. Ci sono rimasto un paio di giorni. E quando sono uscito, per festeggiare mi sono ridotto a una merda totale.

Sì, sei entrato e ti sei subito spogliato nudo. Hai preso il microfono e gridato delle stronzate, poi hai pisciato sull'enorme schermo TV. Poi hai iniziato a vomitare, ma solo liquido-vomitavi birra pura. Poi sei caduto nella pozzanghera della tua pipì e vomito e ti agitavi come un deficiente. Sono corsa al bagno per prenderti dei fazzoletti e ho provato a pulire. Hai preso in mano i fazzoletti e me li hai buttati in faccia e sono dovuta tornare al bagno con i conati di vomito. E poi sei scappato. Era inverno e tu sei uscito così, senza camicia. Non ricordo neanche se avevi addosso i pantaloni. Abbiamo tutti pensato che non ti avremmo mai più rivisto.
Hahahaha. Credo sia stato quello il momento in cui tutta la gente di Vice si è innamorata di me.

Be', ci hai anche rovinato il karaoke. Per mesi non lo abbiamo più fatto perché sarebbe stato enormemente deludente.
Non ho idea di come sia tornato a casa quella volta senza vestiti. Sono tornato il giorno dopo al posto del karaoke perché avevo lasciato la mia maglietta Air Jordan che avevo da quando ero bambino e non volevo perderla. Ho chiesto se avessero i miei vestiti e mi hanno cacciato fuori.

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Be', quella notte è difficile da battere. Forse ci si avvicina la festa a casa di Jesse quando sei uscito dal bagno con sperma sulla faccia. Ti sei seduto sul divano completamente noncurante e quando ci siamo resi conto di cosa fosse successo tutti erano estasiati. Tranne io-sono corsa in bagno con i conati di vomito, di nuovo.
Hahaha, scusa. Quindi non hai nulla da chiedermi sulla fotografia?

Che palle! OK, OK. Hai sempre voluto essere un fotografo?
Non ho mai pensato che lo sarei diventato. Alla fine del 1998 ho iniziato a fare delle robe e pensavo, "Sono un fotografo? No, non lo sono." Per quattro anni ho scattato foto perché era quello che mi piaceva fare. Poi alla fine del 2001, quando ho cominciato a mostrare in giro i miei lavori e quando Index ha pubblicato il mio primo libro, ricordo che ho pensato, "Oh, ora sì che sono un fotografo!"

Come sei passato dalla roba molto NY alla roba idillica e bucolica che fai ora?
Quando nel 1996 mi sono trasferito a New York non avrei mai voluto andarmene. E più o meno tutto quello che ho fatto fino alla mia mostra al Whitney Museum nel 2003 è stato scattato a New York. Poi nel 2002 sono andato a trovare il mio amico Dan Colen, che viveva fuori città in un fienile. Mi sono portato un gruppo di amici che scattavo al tempo. Così mi sono reso conto che mi piaceva molto l'idea di portare la gente fuori dalla città. Suscitava libertà e energia. La gente si rilassa, e mi piace fotografarla così. Ho iniziato a avere il bisogno di uscire da New York. Quando sei in città pensi sempre alle cose che devi fare. Quando esci dalla città, te ne dimentichi subito. Dato che la maggior parte della gente non è di New York, penso che andare fuori città rimandi all'infanzia e a una sensazione di libertà, che è esattamente quello che voglio dai miei soggetti. Non potrei mai produrre le foto che faccio ora se scattassi solo a New York.

Scatti sempre un sacco. Cioè, UN SACCO. Quanti scatti ci vogliono per fare una buona foto?
Non lo so, ma quando si tratta di fotografia e di fare una foto che mi piace molto, è tutta una questione di eccesso. Scatti su scatti su scatti, e il soggetto che ripete l'azione mille volte. Non ho idea di come si usino le macchine fotografiche o le luci. Non ho mai formalmente studiato fotografia. Ho studiato design, quindi con macchine fotografiche e luci improvviso sempre, devo sempre guardarci dentro per capire cosa sta succedendo. Sono anche il genio del rompere le macchine fotografiche. Riesco sempre a bagnarle e farle cadere. Sono contento quando le cose sono facili e la macchine fotografica è solo un'estensione della mia mano.

Cosa ti piace dell'avere i tuoi lavori su Vice?
La ragione per cui mi piace Vice è che arriva ai ragazzini. I teenager lo leggono e penso sia una cosa fantastica. E credo sia fantastico che sia ancora gratis. Mi piace che Vice mette le foto in copertina senza testo e che la foto non ha nulla a che fare con cosa c'è nell'Issue. Le riviste non fanno mai roba del genere.

Hai dei consigli per i giovani fotografi che ti vedono come modello?
Hahaha, non so, consigli per giovani fotografi? Suona molto gay.

AMY KELLNER