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Come migliorare le droghe nel 2014

Cosa aspettarci da questo nuovo anno? La legalizzazione toccherà le sponde europee? È in arrivo la droga perfetta? Molto probabilmente no, ma nel frattempo è bene capire dove siamo arrivati.

di Max Daly
17 gennaio 2014, 9:47am


Foto di Dana Boulos

L'Europa del 2014 non è proprio come il Messico, dove i cartelli della droga non si fanno troppi problemi a decapitare la gente per strada, ma le brutte avventure capitano anche da queste parti. Sfortunatamente per i cittadini amanti di queste attività ricreative, la politica sugli stupefacenti della maggior parte degli stati europei è infatti arretratissima, e nonostante gli enormi danni collaterali provocati dalle politiche proibizioniste, tanti politici sembrano terrorizzati all'idea di qualsiasi passo in avanti. 


David Bienenstock di VICE esamina la merce nel primo giorno di vendita di marijuana in Colorado

Quando il Portogallo e la Repubblica Ceca hanno deciso di allentare la morsa contro il consumo di droghe non è stata la fine del mondo. Al contrario, tali politiche sembrano aver accontentato tanto la polizia che i consumatori che la gente in generale. Ma di casi fortunati si parla soprattutto oltreoceano: lo scorso mese in Colorado sono partiti i primi 348 lotti di licenze per la vendita di marijuana come parte della liberalizzazione dell'industria a scopo ricreativo. Un'industria che ha già dato buoni risultati, e che presto si espanderà in altre parti degli Stati Uniti.

Spostandoci un po' di chilometri a sud, l'Uruguay ha ottenuto un primato legalizzando la produzione, il consumo e la vendita di erba. Come ha riportato l'Economist “si tratta di un cambiamento chiaramente sensibile, che mette in un angolo la criminalità e consente alle autorità di concentrarsi su crimini più gravi."
Con il sostegno degli elettori, i leader di questi paesi hanno recapitato un gigante fanculo alle leggi anti-droga di tutto il mondo prendendo congedo dalla lotta internazionale agli stupefacenti. 

Colorado e Washington non sono le uniche eccezioni del nord. Ad oggi circa 20 stati americani hanno legalizzato la marijuana a uso medico, e molti altri contano di farlo nel 2014. Gli economisti prevedono che quest'anno il "mercato verde" farà il botto, e la California, che ha raccolto circa 100 milioni di dollari in tasse sulla vendita di marijuana medica, sarà molto attenta agli sviluppi futuri del Colorado e dello stato di Washington.

Tutto questo accade in quel paese che ha fatto firmare il primo trattato internazionale contro le droghe nel 1912 e che è stato l'orchestratore della Lotta alla Droga dell'ultimo secolo. Dieci anni fa, l'America impediva alle Nazioni Unite di parlare di "riduzione del del danno" e "scambio di aghi", e guardate dov'è adesso. 

Sarà interessante vedere cosa accadrà anche nella vecchia Europa, anche se in materia di legalizzazione e regolamentazione delle droghe i grossi cambiamenti non sembrano dietro l'angolo. È importante però considerare che l'industria del tabacco andrà verso una lenta morte da qui ai prossimi 20 anni, ed è improbabile che le aziende si lascino scappare la possibilità di iniziare a commercializzare le cugine simpatiche delle sigarette. Pensateci, i pacchetti sarebbero così pieni di estetica reggae che varrebbe quasi la pena riconsiderare tutta questa storia della legalizzazione.


I messaggi di uno spacciatore, pubblicati su Reddit

Del resto, si parla ormai da tempo di come la guerra alla droga sia in realtà una guerra contro i poveri, spesso poveri non-bianchi. Non succede solo negli Stati Uniti (in caso voleste approfondire la questione, vi consigliamo il documentario di Jarecki The House I Live In) e l'approfondita ricerca della britannica Release, passata per lo più inosservata, ne è la prova. Secondo quanto si legge nelle sue pagine, infatti, rispetto ai bianchi le persone di colore hanno sei volte più probabilità di essere fermati e perquisiti, e il doppio delle probabilità di finire in tribunale per possesso di droga, pur essendo il consumo tra quest'ultima parte della popolazione meno elevato.

Nel 1985, Ronald Reagan aveva previsto che entro il 1995 l'America avrebbe visto il trionfo della guerra alla droga. Quanto accaduto negli ultimi decenni dimostra che la sua era una fantasia , e oggi, come esposto da Mike Jay, autore di High Society: Mind-Altering Drugs in History and Culture, "la risposta più ovvia a un passo avanti nel campo degli stupefacenti è la legalizzazione. E se ciò non avviene, l'attenzione pubblica alla questione può portare comunque ad effetti benefici, poiché permetterà che i consumatori non vengano automaticamente demonizzati. Al contrario, si integreranno maggiormente, e questa è la vera e propria via a un consumo più sicuro e a una minore vittimizzazione."


Benzo Fury, uno dei "legal high" in procinto di essere vietati nel Regno Unito.

Ma cosa dire delle sostanze in sé? La legalizzazione è figa e tutto, però, francamente, la gente assume droghe illegalmente da tempo, e in una guida del genere è giusto lasciare un po' di spazio anche a questo ambito. Allora, nel 2014 circoleranno sostanze migliori? C’è la droga perfetta all’orizzonte?

Probabilmente no. La brutta notizia è che le droghe stanno peggiorando e continueranno a peggiorare. E questa è principalmente conseguenza della crescita del mercato delle droghe online e della diffusione di sostanze sempre più difficili da decifrare.

La questione è finita sulle prime pagine di tutto il mondo nel 2013, con l’avvento e la caduta di Silk Road, e anche se ora il fondatore Ross Ulbricht insegna yoga in una prigione americana in attesa del processo, la chiusura del suo mercato nero non ha segnato e non segnerà la fine del traffico di droga online. Imprenditori capaci troveranno metodi più sicuri e più efficienti. Del resto, se risulta difficile tenere le droghe lontane persino dai carceri di massima sicurezza, provare a bloccarvi l'accesso da internet e dal sistema di spedizioni globali è praticamente un esercizio futile.

Quanto alle cosiddette "legal high", le sostanze intossicanti non proibite dalla legge, l'esempio inglese può valere per tutti: di questi tempi, appena una sostanza viene proibita, la si rimpiazza con altre sostanze, spesso più pericolose. “È una corsa verso il basso, con ogni novità meno interessante della precedente—durano meno, hanno effetti collaterali più gravi e così via,” spiega Mike Jay.

Nel 2013 nel Regno Unito il PMA, un sostituto in pillole più tossico dell’MDMA, è stato collegato a 23 morti. Sempre più frequentemente, i cannabinoidi sintetici—un'infinita serie di rimpiazzi della cannabis elaborati chimicamente—vengono associati a una serie di malori e morti. Considerati spesso legali, possono contenere sostanze chimiche proibite, e in alcuni paesi si possono trovare anche al bancone di benzinai, studi di tutuaggi o edicole. Non è difficile ipotizzare che se la catena divieto-invenzione-divieto-invenzione andrà avanti, le droghe diventeranno una sostanza amorfa e beige chiamata “Roba” di volta in volta sempre più misteriosa e, di conseguenza, pericolosa.

“La gente non usa le legal high perché sono sicure, ma perché sono legali,” dice Adam Winstock, psichiatra delle dipendenze a capo del Global Drugs Survey. “Come per ogni altra categoria, i consumatori di droga ci dicono che vogliono un prodotto economico, che dia il massimo piacere e il minimo rischio.” Quindi, se volete migliorare il vostro rapporto con le droghe nel 2014, vi consigliamo di evitare nuove sostanze psicoattive e legal high. Smettetela di fare i porcellini d’India: la caccia alla droga perfetta è affare degli psiconauti, nella maggior parte dei casi persone con una conoscenza discretamente approfondita della roba che decidono di testare.


Una vignetta del The Sun

Tornando alle sostanze illegali in generale, l’MDMA resta la droga ideale dei consumatori di droghe. Delle 77.000 persone che hanno risposto al Global Drug Survey di quest’anno, l’MDMA risulta in cima alle classifiche del Pleasure Index, seguito da LSD, funghetti e cannabis. Allo stesso tempo, l’MDMA è anche la droga che molte delle nuove sostanze psicoattive provano, senza riuscirci, a replicare.

“Continueranno a uscire nuovi prodotti, e molti saranno mediocri,” commenta Harry Sumnall, professore del Centre for Public Health inglese. “Un prodotto sintetico a rischio più basso, con proprietà prosociali e tenui, sarebbe popolare tra i consumatori, ma non verrebbe comunque accettato dai legislatori inglesi. Indipendentemente dalle proprietà psicofarmacologiche e tossicologiche, alcuni stati alterati di coscienza provocati da sostanze chimiche sono troppo pericolosi per essere tollerati.”

Quest’anno, il Global Drug Survey produrrà un Drug Highway Code contenente tutti i consigli per rendere il consumo di droga il più sicuro possibile—come provare piccole quantità, controllare gli amici e prestare attenzione alla temperatura corporea e ai livelli di idratazione. Non è roba rivoluzionaria, ma lo sarà finché i nostri governi non rivoluzioneranno le leggi per riflettere la realtà odierna.

“I principali cambiamenti pragmatici stanno nelle mani dei governi, più che dei consumatori di droga,” conclude Mike Jay. “Nel mentre, i consumatori devono fare il possibile per informarsi riguardo ai rischi, in particolare per le sostanze psicoattive—ovviamente la legge massimizza gli aspetti negativi lasciando ai distributori di legal high la scelta sul darci informazioni utili o meno, quindi gli utenti devono essere gli adulti in questo caso.”

CONSIGLI PER UN MIGLIOR CONSUMO DI DROGHE NEL 2014:

Le droghe dovrebbero trovarsi un avvocato
Queste sostanze chimiche sono scarsamente rappresentate, e vengono accusate di una lunga serie di crimini. Le celebrità le usano come scusa per qualsiasi cosa, mentre politici e media le etichettano come causa di dipendenza quando non lo sono. È necessario un chiarimento.

Ridurre i dibattiti sulle droghe negli studi televisivi, e smettere di reclutare solo consumatori idioti in TV
Sono terribili. Mettono la telecamera davanti a due persone che non sanno niente sulle droghe e le fanno discutere a riguardo. Ogni consumatore di droga che appare in tv è una testa di cazzo, ghettizzando chiunque faccia uso di sostanze.

Abolire lo slang legato alle droghe: non serve a niente
Perché sono tutti ossessionati con lo slang per le droghe? Il più delle volte nomi come “meow meow” sono inventati dai giornali e dalla TV. Di questi tempi è inutile, nessuno sa cosa sta prendendo.

Far tornare il fumo marocchino
Ammettiamolo, il 2014 sarebbe un anno migliore per i fumatori di cannabis se non dovessero scegliere tra la skunk o diavoli chimici come il Clockwork Orange. Non sono buoni. All’inizio del 2000, il Marocco forniva un sacco di hashish. Poi il governo ha chiuso i rubinetti. Adesso è il momento di ridare vita alla corrente, magari anche per aiutare l’economia in crisi del Marocco.

Prendere posizione nella Guerra contro la Droga
Putin ha già fatto la sua scelta.

Max Daly è uno degli autori di Narcomania: How Britain Got Hooked on Drugs. Seguilo su Twitter: @Narcomania

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