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Com'è essere famosi su Tumblr

L'abbiamo chiesto ai responsabili della vostra nullafacenza quotidiana.

Molly Soda. Foto di Nick Koenig

“Come fai a sapere se qualcuno sta tipo flirtando con te su Tumblr?” recita la mail che mi è stata inoltrata da un amico a proposito di una conoscente che chiamerò “Heather”. Poco dopo, Heather stessa mi scrive un messaggio con una serie di domande talmente leziose che abbiamo giurato di condividerle solo tra di noi e l’invisibile pubblico online.

La sua mail diceva, “Ho mitragliato like tutto il giorno da quando ho ripostato una sua cosa sul mio Tumblr, e ora mi segue.” Faccio una pausa, le dita posate sulla tastiera, poi rispondo, “figo e scemo” e la rassicuro che “allora ci sta.” Il suo è un problema  che vuole essere tanto modesto quanto lusinghiero: abbiamo 23 anni.

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Quando hai 23 anni e sei online, parli con la voce di altre persone. La civetteria di Heater su Gchat e Tumblr è una parodia delle gatte morte, amplificata da una simulata ignoranza (“sta tipo flirtando”) e corrotta da font ricercati, ripetizioni studiate e parossismi di lucidità.

Le imitazioni degli atteggiamenti adolescenziali non sono inusuali; la teoria per cui il tuo compagno di chat è in realtà un 50enne panciuto è il vero punto d'incontro tra internet e le favole. Il problema si fa più scabroso quando sono le ragazze a imitare le ragazzette. Heater e io siamo persone sveglie, capaci, che ricorrono a Tumblr e altri palcoscenici online per comportarci come teste di cazzo. È una cosa particolarmente facile da fare quando ti manca solo un click per ripostare la GIF di una donna con un membro gigante da un Tumblr chiamato “glitter-vag.”

Oltre a essere fico flirtare con i like di Tumblr, quel che rende la storia di Heater degna di essere raccontata è che per un paio di settimane ha raggiunto una certa fama online. Il suo blog è stato linkato da un sito molto noto e ha avuto un aumento vertiginoso dei follower.

All'improvviso, il numero delle sue identità su Tumblr si è moltiplicato da uno a quattro. Ero scettica. “Non ti rattrista?” ho chiesto. “Sì,” mi ha risposto. “Ma è una dipendenza.” Ma perché? Perché una persona vuole diventare famosa su internet?

Quando ho chiesto a Molly Soda, “it girl” di Tumblr, come ha iniziato, mi ha risposto che l'attrazione più forte era la possibilità di mescolare personalità diverse senza troppe preoccupazioni. “Cercavo qualcosa che non prevedesse necessariamente sfoghi emotivi su quanto odio mia madre o di come amassi la mia cotta del liceo, ecc.” mi ha scritto. “Un’amica mi ha parlato di Tumblr, mi sembrava figo. È un bel contenitore per il tuo lavoro cerebrale/quotidiano/artistico, e non ha eccessivamente l'aspetto di un diario."

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Per Bebe Zeva, la decisione di iniziare un blog non derivava tanto dal bisogno di parlare di sé quanto di inventarsi storie.

“Inizialmente ho scelto la fotografia non come mezzo per esprimere creatività, ma per preservarmi,” mi ha scritto via mail. “Mi sembrava avesse più senso immortalarmi online, dove una fotografia statica di me stessa può essere trovata più e più volte da persone realmente interessate.”

La mente dietro a richwhitelesbian, Jimmy H. (ha chiesto che il suo nome completo non comparisse), era d’accordo sul fattore "sincerità". “La cosa bella di Tumblr è che ha davvero poco a che fare con la mia vita di tutti i giorni. Credo sia questo che attrae un sacco di gente. È difficile trovare qualcuno di specifico su Tumblr, cosa che è in forte contrasto con Facebook o Twitter.”

Ma se dobbiamo credere a Jimmy, perché gli utenti di Tumblr lo usano con una intensità tale da avere stili identificabili? La risposta potrebbe stare in un fenomeno che è per me di particolare interesse, quel che la studiosa Kate Durbin ha definito “teen girl Tumblr aesthetic,” espressione che Durbin e la coautrice Alicia Eler hanno coniato in un saggio sul blog Hyperallergic.

Questa estetica, scrivono, “dirotta la nozione di adolescenza, provando a riportarla agli adulti attraverso nostalgia, corpi femminili ipersessualizzati e sentimenti effimeri, sdolcinati.” Oppure, con le parole di una GIF ancora alle prime fasi di circolazione:

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Non fatevi ingannare, però. Anche se l’estetica è spesso usata da donne, l’infantilismo maschile online segue la stessa linea. Nella nostra intervista, Durbin ha dichiarato che quest'ultimo e l’estetica da “ragazzine” condividono una lunga lista di significanti, tra cui Disney, Apple, moda, celebrità, porno e “usi abietti del corpo, come i lividi.”

Gli anime, popolari tra gli utenti maschili di Tumblr come richwhitelesbian, sono un simbolo proprio per queste ragioni. Sono nostalgici, sono riconoscibili e spesso a carattere sessuale.

Immagine via.

Su Tumblr ha una forte importanza anche l'aspetto giocoso, riassunto dall’immagine—tra le tante—di una rosa dal colore tenue con un Word Art verde che recita “Prendimi da dietro”.

Stando a quanto dice Durbin, questo “aggiustamento”, in particolare quando si tratta di sesso, è proprio il punto centrale della questione. “Vediamo un sacco di immagini pornografiche—culi che diventano prismi a specchio, le GIF di Sasha Grey. Le immagini sono altamente sessualizzate, ma trovo difficile credere che qualcuno si ecciti guardandole. A mio giudizio le immagini coordinate sono le più interessanti—e lo è soprattutto il modo in cui vengono manipolate da utenti che possono indebolirne il significato originale, o almeno che riconoscono (consapevolmente o inconsapevolmente) come, mettendole insieme, queste assumano un altro significato in virtù della loro malleabilità.”

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Jimmy—la deviazione estrema tra i miei intervistati—sostiene che la cultura Tumblr condizioni i propri utenti nel confondere ironia e sincerità. “Tumblr e le identità che la gente usa creano una serie infinitamente ripetuta di strati di sarcasmo e ironia al punto che nessuno sa mai se si è seri o no, perché manca la voglia di comprendere il contesto e le motivazioni dietro le parole. Si agisce per riflesso condizionato e intuizioni. E io non sono un’eccezione,” ha concluso.

Tornando a sopra, quindi, Tumblr può anche riguardare l’identità, ma è giocoso, non personale. Così, la fama su Tumblr sembra richiedere una capacità di funambolismo che permetta agli utenti di bilanciare effetto di appiattimento e sincerità. Molly Soda, la più celebre tra i miei intervistati, è anche dichiaratamente la più sincera.

Uno dei momenti nell’intervista a Bebe che mi ha colto di sorpresa è stato quando ha riposizionato l’ironia come risposta agli “hater”. “La maggior parte delle presenze su internet preferirebbe essere vista come ‘particolare’ ed ‘esilarante’, piuttosto che ‘bella’ e ‘provocante’. È semplicemente più sicuro…parte dell’esperienza di internet è di presupporre un pubblico critico. Se non ci fosse un pubblico critico, tutti agirebbero genuinamente.”

Anche se Bebe è probabilmente la personalità più attenta agli “hater”, tutti i miei intervistati hanno ammesso che Tumblr è diventato una componente, se non dell’identità, almeno dell’autostima.

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“Mi sembra di essere più felice da quando ho inziato a usare Tumblr, ma credo che non sia necessariamente un effetto diretto della popolarità,” ha detto Molly. “Anche se Tumblr e la mia presenza su internet hanno avuto un grande peso nella mia crescita, specialmente dopo il college. E non riconoscere che questo ha migliorato il modo in cui mi vedo sarebbe stupido.”

Jimmy e Bebe sono più schietti sulle conferme che ricevono dai ripost e i “cuori”, che sono la versione di Tumblr dei like di Facebook. Bebe ha ammesso, “Ho valore solo se piaccio… Per le donne, l’arena digitale ha semplificato il modo di raccogliere consensi di estranei. Se non ho nessuna nuova notifica, la prendo molto sul personale."

“Dopo aver comprato un iPhone, a febbraio, ho iniziato a vivere cambi di umore drammatici, perché sono più in grado che mai di misurare e rimisurare il mio valore stando alla quantità di attenzione che ricevo,” dice. “A seconda di come variano le interazioni tra me e il mio pubblico, anche la mia sicurezza e il mio umore cambiano. Le 2 di pomeriggio sono il momento di maggiore nervosismo e sconforto, perché ci sono poche persone in internet a rispondere ai miei contenuti.”

Ma non è solo un gioco di numeri. “A volte i ‘like’ che ricevo su Facebook e Tumblr hanno l’effetto opposto,” continua Bebe. “Se la gente a cui piace la foto è sfigata, mi sento incompresa e frustata. Mi chiedo, ‘perché questa foto dovrebbe piacere a questa persona? Ho esagerato e creato qualcosa di avvicinabile?’” Per lei, giocare con l’identità significa fare “rebranding”.

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Bebe non ha torto a connettere il capitale e l’identità, ma se lo zeitgeist è quel che Kate Durbin chiama “aggiustamento”, le identità particolarmente "sofisticate" possono porre un problema: non puoi fare ironia o nemmeno far crescere qualcosa che non esiste.

Di conseguenza, è ovvio che l'esperienza di identità online di Bebe non sia ancora definitiva. Come potrebbe? Il suo pubblico è troppo variegato. L'ultima frase della sua intervista era scritta in un font diverso e probabilmente copia-incollata: “Hai presente le persone normali, il fatto che vedano internet come ‘quella cosa’ che usano per una o due ore al giorno? È così che mi sento rispetto alla vita vera.”

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