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Stupidi che non sanno di esserlo

Le persone stupide sono più complesse di quanto immaginiate, perché meno sanno, meno sono al corrente della quantità di roba che ignorano.
10.2.12

Una sera di qualche anno fa, mentre guidavo per un vicolo del centro di Los Angeles, una macchina proveniente dalla direzione opposta ha iniziato a venirmi incontro, ignorando il visibilissimo cartello SENSO UNICO a mio favore. I nostri veicoli si sono progressivamente avvicinati, e fermati. Dal tettuccio della macchina di fronte a me è spuntato come una molla un giovane dall'aspetto atletico. Indossava un cappellino da baseball al contrario, e le sue braccia erano aperte e tese a riprodurre il simbolo universale del "viril martirio" diffuso dal frontman dei Creed, Scott Stapp.

“È una strada a senso unico!” ha gridato il ragazzino. Aveva la metà dei miei anni.

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Quando sono intrappolato nel traffico, nei vicoli, o quando mi trovo di fronte uomini arrabbiati che spuntano dal nulla mi capita spesso di ripensare a quell'episodio. Cos’è successo, di preciso? Sono almeno tre i significati attribuibili a questa vicenda solo apparentemente lineare. L’interpretazione ovvia—che Stapp Junior fosse troppo scemo per comprendere il suo errore—è forse un po’ troppo ovvia. Il mio istinto mi dice che non gli importava nulla del suo errore, o che gli importava talmente poco da voler mettere nero su bianco che il torto fosse mio perché, povero me, avevo osato sfidarlo (invece di evaporare, così su due piedi, in una nube di polvere).

Le persone stupide sono più complesse di quanto immaginiate. Uno studio del 1999 della Cornell University, “How Difficulties in Recognizing One's Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments" [Come le difficoltà nel riconoscere le proprie incompetenze ingigantiscano la valutazione delle proprie conoscenze] si chiude con un verdetto inevitabile: la stupidità rafforza la fiducia più o meno allo stesso modo in cui l’intelligenza indebolisce la sicurezza. Meno sapete, meno siete al corrente della quantità di roba che ignorate.

Classiche stronzate da intellettualoide, vero? Lo studio non tiene conto di una distinzione cruciale. Le persone che non sanno di essere stupide non sono necessariamente le stesse che ostentano sfacciatamente la loro stupidità. Individui come Bush II e Sarah Palin hanno fatto carriera giocando la parte dell’anti-intellettuale un po' fesso. In segreto, ovviamente, ci tenevano a fare sapere ai loro amichetti di essere invece molto intelligenti, proprio perché lasciavano credere a noi cervelloni—i veri tonti—che loro, i presunti tonti, fossero realmente tonti.

È complicato! A rendere le cose ancora più difficili, c'è poi la confusione tra gli stupidi consci di esserlo e gli stupidi-stupidi. L’opinionista Michelle Malkin se la prende con i topi di biblioteca, ma usa anche la parola “Idiocracy” senza sapere che è il titolo di un film che dipinge in modo dettagliato cosa sarebbe della civiltà se lei e i suoi simili potessero continuare a spalare merda su qualsiasi cosa. Il mondo è pieno di stupidi che comprano libri scritti con il solo scopo di illuderli che la loro stupidità è moralmente superiore alla comune intelligenza. Ogni settimana, un cretino eletto a furor di popolo viene applaudito per avere denunciato come oltraggiose semplici manifestazioni di satira politica, che siano gag di Colbert o le notizie inventate di The Onion. Il tipo con il cartello “Get a brain! Morans” potrebbe decisamente essere il prossimo candidato, forte del suo errore ortografico.

Quella notte, in quella stradina desolata, a faccia a faccia con l'Amico del Tettuccio, ho avuto una visione: lui, un giorno, avrebbe lavorato all’ospedale o nell’ospizio in cui avrei passato la vecchiaia. Avrebbe portato ancora il cappellino da baseball con la visiera all’indietro. Anni di violento esercizio sessuale gli avrebbero fruttato un fisico forte e asciutto, tale da permettergli di torreggiare sopra il mio debole corpo ridotto a letto esclamando, ad uso dei suoi sgherri ridacchianti, “Vediamo un po’ come sta il fottuto cervellone.”

E quando io avessi alzato lo sguardo, lasciando scivolare una singola lacrima lungo la mia guancia avvizzita, lui avrebbe gonfiato il petto, paralizzato.

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