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Tea's Tacos

Come sopravvivere all'apocalisse nucleare

Fino a quando la gente non capirà che il mondo dovrebbe essere governato da donne e animali avremo a che fare con la guerra, perciò tanto vale accettarla e sfruttarla al meglio.

di Tea Hacic-Vlahovic
08 aprile 2013, 8:41am

Ho letto sui siti d'informazione (Tumblr) che la Corea del Nord è sul piede di guerra con gli Stati Uniti. E mentre tutti sembrano scioccati, io non posso fare a meno di chiedermi perché ci abbiano messo tanto. I giovani del "mondo libero" pensano che non vivranno mai una guerra più o meno come io pensavo che non mi sarei mai beccata un'infezione da clamidia e i californiani pensano che la loro fine non dipenderà da un terremoto apocalittico (l'unica ragione per cui non ci andrei a vivere, oltre al fatto che a LA bisogna guidare, e farlo da sbronza non mi piace). La verità è che la guerra rientra in quella serie di scocciature in cui chi vive sufficientemente a lungo può incappare, proprio come il cancro e i figli. E se lo studio della storia mi ha insegnato qualcosa, è che la gente continuerà a fare cazzate finché non ci distruggeremo del tutto. Purtroppo non ho altri insegnamenti in proposito, perché durante le lezioni ero troppo occupata a escogitare come saltare il pranzo per poter seguire la spiegazione.

Fino a quando la gente non capirà che il mondo dovrebbe essere governato da donne e animali avremo a che fare con la guerra, e al momento non mi è ancora giunta notizia della nomina di un gatto. Perciò, siccome non possiamo cambiare il piacere che gli uomini provano nel far uccidere altri uomini e far stuprare e uccidere donne, credo dovremmo prendere questa situazione così com'è e sfruttarla al meglio.
 

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA ALL'APOCALISSE NUCLEARE DELLA TERZA GUERRA MONDIALE


Be Cool
I nostri nonni sembrano più fighi di noi perché sono effettivamente molto più fighi, e il motivo è che sono sopravvissuti alla guerra. Fare la fame in un campo di concentramento o perdere una gamba conferiscono una street cred immediata. Persino appisolarsi sotto le bombe appare coraggioso e romantico. E vivere una guerra non dà soltanto credibilità, ma potere assoluto su tutti quelli che non c'erano. Prendete me: ogni volta che vado in Croazia la gente mi fa sentire stranamente a disagio per essere fuggita dalla guerra, sottolineando in continuazione che siccome non ero lì non posso avere né esprimere un'opinione. Così ogni volta che ne parlano (ovvero sempre) devo starmene seduta e annuire in silenzio, e chi mi conosce sa benissimo quanto poco riesca a sopportare il non sentire la mia voce. Ma trascorrere l'infanzia in una cantina piena di granate dà il diritto di zittire quella bambina che se l'è scampata. E non c'è niente di più fico che dire agli altri cosa fare.


Be Selfless
Le guerre danno la giusta prospettiva delle cose. Vedere la vostra città rasa a al suolo vi aiuterà a fregarvene di quanti follower Instagram abbia la mamma in più di voi, e fare colazione con la segatura vi distrarrà dal fatto che il vostro [futuro] fidanzato continua a ignorarvi, nonostante sappiate per certo che visita il vostro blog praticamente ogni giorno (mai sentito parlare di indirizzi IP?).


Be Frugal
La guerra migliorerà il vostro guardaroba. Gli stilisti sono tutti dei cagasotto, quindi moriranno nel giro di cinque minuti o andranno a rifugiarsi in Siberia, e voi non avendo più soldi dovrete assicurarvi che ogni cosa che indossate valga davvero la pena di essere sfoggiata. E poi, ehi, esiste qualcosa di più sexy degli uomini in uniforme? Ogni volta che un poliziotto o un soldato o un operaio mi lanciano un'occhiata rischiano di farmi svenire, indipendentemente da quanto orribili potrebbero essere (non lo so, non è la faccia che guardo). Vivo vicino a un'accademia militare e ogni mattina i soldati mi svegliano con il rumore delle marce e i cori, ma va bene, perché indossano l'uniforme, e quando mi ricordo che sono adolescenti va bene lo stesso, perché sono una pervertita.


Be Resourceful
In guerra potreste non avere una connessione, e anche se non fosse così dovrete comunque barattare il vostro iPad in cambio di carta igienica, quindi le persone che sono qualcuno solo su internet e ne dipendono in toto (ovvero la sottoscritta) diventeranno all'improvviso inutili. Suggerisco a tutti i blogger o "online magazine editor" di iniziare fin da adesso a cercarsi un bel posticino lungo il marciapiede, perché la prostituzione è l'unica professione che non conosce crisi. Detto ciò, è importante che ricordiate e annotiate ogni singola cosa vi accadrà durante la guerra, così quando l'America finirà potrete pubblicare un e-book sbanca-tutto.


Be Safe
I rifugi antiaerei vi permetteranno di staccare dalla vostra stanza, la stessa per cui ogni mese sborsate 500 euro nonostante non sia in una zona alla moda e non abbia il riscaldamento—quello che ha, invece, è un portinaio che cerca di toccarvi il culo ogni volta che vi sgrida per aver "riciclato male" (il perché le scatolette di tonno vadano nella plastica invece che nel vetro rimarrà per sempre un mistero).


Be Strong
Il fatto che siate stati così stupidi da arruolarvi o sfortunati da essere richiamati alle armi non significa che non ci sia più speranza. Potreste persino divertirvi! Ora che le americane possono combattere sulle prime linee ci saranno un sacco di stupri storielle romantiche da raccontare nelle lettere che scrivete alla mamma! Chissà come funzionano le relazioni al fronte. I preservativi verranno barattati con sigarette e fasciature? Saranno sempre gli uomini a dover fare la prima possa? Qualche soldatessa si innamorerà del nemico? (Probabilmente no, tutti sanno che a letto i nordcoreani sono un disastro). E come capire se gli piacete veramente o lui vi tiene la mano soltanto per tirarvi fuori dalla trincea? Ma andiamo oltre: in caso sopravviviate potete sempre trascorrere il resto della vita a rifilare le vostre tragiche storie allo sfortunato barista che vi dovrà servire. Al contrario, la morte farà di voi eroi agli occhi di chiunque vi ricorderà. Infine, se tornate indietro senza qualche arto avrete l'assegno d'invalidità, e in fondo è perfetto, perché chiunque sa che la roba gratis è chic.


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