Secondo Snowden, il coronavirus serve a costruire 'l'architettura dell'oppressione'

In un'intervista video con VICE, il noto whistleblower parla dei pericoli per la libertà che leggi di emergenza e crescente autoritarismo rappresentano.
17 aprile 2020, 8:36am
Shane Smith intervista Edward Snowden "Shelter in Place" VICE TV
VICE TV

Il futuro sarà anche imprevedibile, ma le pandemie globali no. Non c'è un solo governo su questa terra che non fosse stato avvisato, ripetutamente, della probabilità che una pandemia virale travolgesse il mondo, provocando morti e danni economici.

Eppure, la maggior parte dei paesi non ha saputo prepararsi per il nuovo coronavirus.

"Ogni accademico, ogni ricercatore che ha studiato la situazione sapeva che era solo questione di tempo," ha detto il noto whistleblower Edward Snowden, in un'intervista esclusiva con VICE. "Eppure, proprio quando ne avevamo bisogno, il sistema ha fallito e ha abbandonato tutti noi."

Snowden è il primo ospite della nuova serie di VICE TV "Shelter in Place," che esamina le risposte globali al COVID-19 e il suo impatto a lungo termine nel mondo. Shane Smith, co-fondatore di VICE, discuterà di questi temi, oltre che di come sopravvivere in quarantena, con un ventaglio di pensatori dal mondo della scienza, dell'intrattenimento, dell'economia e del giornalismo.

Nel primo episodio (che potete vedere integralmente qui sotto), Smith parla con Snowden, che nel 2012 ha portato alla luce le operazioni di sorveglianza di massa condotte dall'NSA (National Security Agency) sulla popolazione americana. Nell'intervista condotta via video-chat da casa, i due affrontano una serie di argomenti: dall'assenza di preparazione davanti a una pandemia globale, a quanto a lungo il virus continuerà a rappresentare una minaccia per l'umanità, e se il potere che stiamo dando ai governi del mondo ci si ritorcerà contro.

Smith: Perché sembriamo così impreparati?
Snowden: In un mondo in cui viviamo compressi in città sovrappopolate e inquinate, non c'è crisi della sanità pubblica più prevedibile di una pandemia. E ogni accademico, ogni ricercatore che ha studiato la situazione sapeva che era solo questione di tempo. Anzi, anche ogni agenzia di intelligence, posso dirtelo per esperienza personale, perché leggevano i report ed erano stati fatti piani per le pandemie.

I regimi autocratici sono davvero più bravi a gestire situazioni come questa, rispetto ai governi democratici?
Non penso proprio. Voglio dire, ci sono disquisizioni sul fatto che la Cina può compiere azioni che gli Stati Uniti non possono fare. Ma questo non significa che quello che fanno i paesi autocratici sia davvero più efficace.

Se guardiamo a paesi come la Cina, dove i casi di contagio sembrano essersi stabilizzati, quanto possiamo fidarci della veridicità di quei numeri?
Non possiamo, a mio avviso. In particolare, il governo cinese ha di recente fatto tutto il possibile per espellere i giornalisti occidentali nel momento stesso in cui l'informazione indipendente sarebbe stata necessaria in questa regione.

Sembra che [il coronavirus] sia l'evento con la portata più importante dell'era moderna per quanto concerne le libertà civili e il diritto alla privacy. Eppure, nessuno si pone questa domanda.
Con il diffondersi dell'autoritarismo, il proliferare di leggi di emergenza, il sacrificio dei nostri diritti, stiamo anche sacrificando la capacità di resistere a un mondo meno libero e liberale. Pensi davvero che, quando la prima, la seconda, persino la sedicesima ondata di coronavirus saranno un ricordo lontano, certi strumenti non saranno mantenuti attivi? Che questi database non saranno conservati? A prescindere da come è o sarà usata, ciò che si sta costruendo è l'architettura dell'oppressione.

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