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Cinque regole per sfondare su YouTube

Le abbiamo chieste al nostro esperto in materia, Costantino della Gherardesca.


Pipilotti Rist - Open My Glade (via)

"Chi non ha mai sognato di diventare una star? Se credete di avere un talento particolare, una passione che vi distingue, una vocazione a metterli davanti alla telecamera, allora potreste diventare una star di YouTube. Forse non ha lo stesso appeal di un talent sulla tv nazionale, ma le chance di emergere sono molte di più di quello che immaginate." (cit. Corriere della Sera)

In effetti, se al giorno d'oggi non volete diventare delle star di YouTube, significa sostanzialmente che siete degli stronzi. Tutti, infatti, possediamo qualche talento, e tutti, di conseguenza, dobbiamo sfruttarlo per diventare delle superstar che guadagneranno 500 euro di introiti pubblicitari in sei mesi solo dopo aver registrato milioni di visualizzazioni. Non è il sogno di tutti?

Per questo la giovane imprenditrice Paola Marinone ha creato BuzzMyVideos, "startup il cui obiettivo è proprio quello di aiutarvi a sfondare sul web" e "diventare i prossimi 'Fiorello'."

In particolare, secondo Bengu Atamer, "vera e propria coach di talenti telematici, approdata da poco in BuzzMyVideos dopo aver lavorato a lungo in YouTube," sono cinque gli elementi da tenere in mente quando si crea un video. Dopo aver dato un'occhiata ai consigli di Bengu ci siamo resi conto che erano completamente sbagliati. Quindi abbiamo chiesto a un esperto in materia di darci quelli che funzionano davvero. Ecco dunque le Cinque Verità da tenere in mente prima di fare un video su YouTube.


1. Non sprecate tempo sulla qualità del contenuto. Le racchie delle startup londinesi cercheranno di convincervi del valore della creatività, dell’importanza dell’informazione di qualità e checazzonesò magari, visto che ci sono, che dovete fare del volontariato. Esempio scientifico: Willwoosh che fa ridere più o meno quanto un ascesso nel midollo spinale ha 65 milioni di visualizzazioni, mentre Alva Noë che spiega i confini della nostra coscienza ne ha 2.600. Quindi vi conviene tenere il livello dei contenuti bassissimo, possibilmente sacrificando il benessere psicologico di un animale domestico. Gioca a vostro favore il fatto che Paperissima Sprint trasmette ancora vecchi video VHS mentre voi potreste avere delle telecamere ad alta definizione.


Un video per YouTube con parametri contenutistici esemplari.

2. L’unica cosa importante è la funzionalità del vostro video. Secondo certe esperte dei media YouTube deve essere considerato un motore di ricerca. Quindi se io volessi sapere qual è la capitale della Svizzera, dopo aver controllato su Google, chiesto in giro su Facebook e dato un’occhiata a Mr Porter andrei su YouTube e digiterei “capitale svizzera”. Sicuramente uscirebbe un video con degli indizi che dopo un po’ mi condurrebbero alla nuova memoria umana: Wikipedia. Questa parabola sulla mnemotecnica serve a farci capire che al giorno d’oggi non ci ricordiamo un cazzo e che, proprio per quello, i video di YouTube vengono premiati dagli utenti solo ed esclusivamente se hanno un aspetto funzionale. Un esempio perfetto è questo video sul lavaggio del retto fatto, guardacaso, da un tedesco.


Medical Warning: come spiegato all’inizio del video, questo genere di pulizia del colon è adatta come preparazione a del banale sesso anale e NON VA ASSOLUTAMENTE BENE per il fisting.

3. Non collaborate con nessuno, tenetevi le informazioni per voi. Parlare delle vostre idee con amici e colleghi può avere due esiti: o annoiate i vostri amici facendo la figura delle media-whore rampanti, oppure verrete derubati. Da noi la situazione è particolarmente pericolosa, visto che la stragrande maggioranza dei giornalisti e scrittori italiani sono dei ninja del furto. Sì, insomma, dei ninja che ci mettono due mesi a copiare battute da una serie televisiva americana o un contenuto dal New York Times. Forse è meglio definirli dei maestri Tai Chi? Degli Andrew Lloyd Webber?


Necrologio del plagiatore Andrew Lloyd Webber, Victor Lewis-Smith1998 (segmento di programma TV).

4. Spammate come delle troie. Magari pensate che spammare il vostro video sui socialnetwork, twitter o checcazzonesò sia brutto o vi renda poco cool perché il pubblico dovrebbe arrivarci da solo a scoprire questa piccola perla di cultura di nicchia che magari è un video musicale. Vorrei ridere forte ma sono le 11 del mattino e ho appena fumato una sigaretta.

Spammate e non rompete troppo il cazzo con snobismi vari, se volete fare i convinti, i genuini, i puri vi consiglio di andare al conservatorio, studiare composizione per 10 anni e poi suonare a Donaushingen.


Gli Acid Mothers Temple in “What’s In My Bag?” di Amoeba Records, vincitore Webby Awards 2013 nella categoria “varietà”.

5. Non pensate in grande, pensate al vostro pubblico. Ci sono vari motivi per cui Rupert Murdoch raggiunge un numero di contatti diverso rispetto a Alby Makeup: la politica, le frequenze, e soprattutto i soldi. In mancanza di tutte queste cose siete costretti a ragionare in termini di narrowcasting. Il vostro pubblico potrebbe essere composto dagli avventori di Porta Ticinese? Bene, in quel caso dovreste produrre dei video per YouTube che spiegano come lavare a mano le felpe stampate, dei tutorial su come andare in skateboard con l’artrosi, e soprattutto un'indagine su quale sia il filtro Instagram che distorce più efficacemente la realtà.


Con i suoi video YouTube Ryan Trecartin, ad esempio, fa un narrowcasting diretto a lesbiche borghesi di Los Seliz e giovani art hipster di Eagle Rock.


Segui Costantino su Twitter: @CdGherardesca