In mezzo a tutto il casino scatenato da Wikileaks e dal suo creatore Julian Assange, non sorprende il fatto che gran parte di noi si sia dimenticata di Bradley Manning, il soldato statunitense che è probabilmente il principale indiziato per questo enorme, fantastico bordello mediatico.
Manning era un intellegence analyst di appena ventidue anni, stanziato a Baghdad, ed era parte di quelle migliaia di persone che aveva accesso ad un network di informazioni protetto. Si presume che abbia copiato i dati segreti facendo finta di masterizzare un CD di Lady Gaga. Chiunque abbia questo tipo di accesso viene sottoposto a una laboriosa formazione anti-spionaggio; nelle forze armate statunitensi, questo programma formativo è noto con il nome di Subversion and Espionage Directed Against the US Army (SAEDA).
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Il video qui sopra, girato negli anni `80, racchiude le norme basilari per sviare la avance di spie estere. È un classico esempio del tono sostenuto delle forze militari durante la guerra fredda, con una grafica digitale a dir poco scarsa, un narratore per niente espressivo che fa uso di formule al quanto dubbiose (“Cos’è l’OPSEC? Ci sono tante definizioni, tante quanto il numero di persone che continuano a fare questa domanda.”), un assortimento di tecnologie antiquate, e avvertimenti sui pericoli dei club privati nelle vicinanze di Washington (notare i due signori durante un intimo incontro al bar.)
Non ci sono dubbi che Manning fosse al corrente di questo regolamento; lui stesso rivelò che era preparato all’eventualità di essere giustiziato per aver esposto i segreti dell’esercito. Oggi il pericolo che spie possano ricattare ufficiali dell’esercito per informazioni segrete sembra quasi ridicolo in confronto a quello che può fare un giovane militare, ideologicamente motivato e tecnologicamente astuto.
STAFF VBS
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