A13N2: IL PHOTO ISSUE 2017

Foto surreali dell'Occidente e dei suoi miti

L'artista svizzero Beni Bischof ci ha raccontato cosa c'è dietro le sue immagini.

di Vendula Knopova; foto di Beni Bischof
17 gennaio 2018, 9:30am

Tutte le foto di Beni Bishof.

Per il Photo Issue 2017 abbiamo contattato fotografi da tutto il mondo. Poi abbiamo chiesto ai loro “idoli” di pubblicare qualche loro immagine. Il risultato è un dialogo tra artisti giovani e artisti affermati, un dialogo che tocca le corde dell’ispirazione. Da un lato rendiamo omaggio ai mostri sacri, dall’altro diamo spazio a nuovi artisti. Vendula Knopovà ha scelto Beni Bischof come suo "idolo".

Quando abbiamo chiesto a Vendula Knopovà con chi voleva essere messa a confronto per questo numero, ci ha risposto con un elenco di nomi, ma al primo posto, seguito da un corredo di emoji esaltate, c'era quello di Beni Bischof.

Non sorprende: Beni Bischof è un artista a tutto tondo, non solo fotografo ma anche e soprattutto pittore, illustratore, scultore—uno che ha fatto dell'ironia e del capovolgimento dei simboli della modernità e del mondo occidentale il suo marchio di fabbrica. Ecco cosa è successo quando i due si sono incontrati tramite una serie di domande e risposte via mail, totalmente al di fuori del controllo della nostra redazione.

Vendula Knopovà: Sei una persona confusa?
Beni Bischof:
Sì, cioè, no, oh, sì, ovviamente no. Devo ammettere che in alcune parti della mia vita lo sono. Ma non in tutte. Ci sono 'aree' della vita in cui posso essere confuso quanto voglio…

Ti piacciono i Beatles?
Mi piacevano quando ero adolescente. Ho molto rispetto per la loro opera omnia, ma non ascolto più la loro musica.

Cosa ne pensi dei soldi, in generale?
I soldi sono una merda, sono il male del mondo. Rendono le persone avide.

Quand'è stata l'ultima volta che sei andato allo zoo?
È buffo che tu me lo chieda. L'ultima volta che sono andato allo zoo ero a Liberec, in Repubblica Ceca. C'era una mia mostra alla Dads Gallery. Con me c'era l'amico Giovanni Carmine della Kunst Halle Sankt Gallen (era il curatore) e siamo andati allo zoo insieme. Gli piace tantissimo andare allo zoo, ogni volta che va in una città straniera ci va. Ricordo che il recinto delle giraffe era molto piccolo—vedi la risposta precedente.

Qual è il tuo incubo peggiore?
Di avere meno tempo del previsto per preparare un esame, o di mandare in vacca una mostra.

Sei felice?
In questo momento, sì. Ci sono giorni in cui mi sento molto fresco. E altri in cui mi sento più pesante. Mi sento meglio prima delle 13. Dalle 12 alle 17 non tanto bene. Poi molto bene dalle 17 a notte. Quando mi sento meglio sono più felice. E non mi piacciono i weekend.

Tutto è possibile, se ci credi. Secondo te è vero?
Dipende da chi lo dice. Ho come un riflesso che mi dice che è una cosa che la gente privilegiata dice agli studentelli senza prospettive per calmarli. Sembra un po' uno slogan della Nike. O preso da una lezione per manager. Instagram life. Spiritualità da film di Hollywood. Ma c'è dentro qualcosa di vero, anche.

Ti piace il calcio?
Sì, mi piace. Il pallone è un'ottima invenzione.

Su cosa stai lavorando, al momento?
Sto preparando due mostre. Una più incentrata sulla fotografia, con foto e sculture che pendono dal soffitto e un grosso murale, l'altra solo acquerelli e dipinti. Poi a dicembre è uscito Bambi, il mio nuovo libro per Nieve Publishing con 320 acquerelli, e anche Texte 3 per Edition Patrick Frey. Poi ho fatto qualche pezzo per un brand di gioielli giovane di Zurigo. E poi continuo a collaborare con i magazine.