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Recensione: surrenderdorothy - breathingexercise

Peep, Lil Uzi e XXX hanno portato l'emo rap alle masse, ma nessuno lo ha capito davvero come i surrenderdorothy.

di Elia Alovisi
10 aprile 2018, 11:24am

Non avete idea di quanto mi sono gasato ad ascoltare "XO Tour Llif3", a sentire la voce di Lil Uzi che all'ennesimo "Tutti i miei amici sono morti" perdeva senso fino a diventare un lamento primordiale. Please, xanny make it go away. Come a sentire Lil Peep parlare di cose terribili, accorgermi di un riff dei Mineral sotto le sue parole. Insomma, a rendermi conto che il rap contemporaneo ha riconosciuto nella tradizione emo statunitense un enorme serbatoio di significato e ne sta attingendo a piene mani. Ma c'è un ma.

"La mia filosofia è che ci sono due tipi di album. Ci sono persone che fanno album che assomigliano agli album di altri. E ci sono persone che fanno album a cui la gente si ispira per crearne di nuovi. Questi secondi sono i cazzo di album che voglio fare! Venderanno di meno, lo so. Ma avranno un significato maggiore."

Il primo album dei surrenderdorothy, weneveraskedforthis, cominciava con queste parole, campionate da un discorso di Ian MacKaye dei Fugazi. Erano in due allora, sono in due ancora oggi. Uno è Bones, cioè uno dei rapper più influenti della nostra era assieme al suo collettivo, il TeamSESH. Nessuno spazio tra le parole dei titoli. Immagini sfocate. Nessuna intervista, o quasi. Uscite a ritmi frenetici e disordinati. Alias su alias. Un gusto per la bassa risoluzione. Un amore per l'estetica goth, una sbandata per l'immaginario metal e una passione per le modalità espressive dell'emo anni Novanta americano. L'altro è Greaf, uno dei producer del TeamSESH, quello su cui si sa di meno e al contempo quello più capace a tradurre le forme chitarristiche dell'ultimo decennio del millennio nella lingua dell'hip-hop mantenendone la piena espressività. Ecco: ascoltare un beat di Greaf è come leggere una poesia tradotta perfettamente.

Bones e Greaf fanno album che esistono solo su SoundCloud, su YouTube e in link su servizi di hosting da dove possono essere scaricati gratuitamente. breathingexercise è la loro nuova opera, a tre anni di distanza dall'ultima. Non vendono, e neanche vogliono farlo. Ma vogliono incidere un sentiero nell'erba e nella terra, non seguirne uno già battuto. E quindi cantano:

Non riesco a respirare da solo
Ho bisogno di te, più che mai

C'è un senso di solitudine lancinante, in breathingexercise, che si risolve nella ricerca di un altro, che è anche un salvatore. Da cosa? Dalle insicurezze, dal pessimismo, dall'isolamento che ci attende nel nulla alla fine dell'esistenza. È la ricerca di un riferimento nel buio - lighthouses, fari nella notte "il cui splendore non attira alcun occhio". La melodia più dolce, percussioni minimali, uno smeriglio di chitarra acustica a rifrangere sul fondale. Lo stesso che si fa arpeggio in thebestversionofmyself, parentesi di gratitudine: alba, proverò a essere la miglior versione di me stesso per te.

Il rap è un genere drammaticamente incentrato sul concetto di "io". Io spacco, io scopo. Ma anche: io sto male. breathingexercise suggerisce la possibilità di un rap che va oltre le caratteristiche che ne definiscono le impietrite forme basilari. Il "tu", e quindi il "noi", aleggia su ogni nota, su ogni lettera che compone queste canzoni. tendingtothegarden, curando il giardino della nostra relazione. Anche se tutto ciò che tocchiamo si fa pietra. È rap che rifiuta anche la sua stessa linfa vitale, la parola: "Quando mi guardi non riesco a dire nulla", ifihadthewordstospeak, slowcore da cameretta per pianoforte e voci campionate.

Peep era qualcosa di diverso. La depressione, la morte e le relazioni umane, nelle sue splendide parole, apparivano come temi da esplorare tramite l'edonismo. In XXXTentacion le stesse tematiche vengono ridotte all'osso, quasi banalizzate nella loro semplicità, e così risultano al contempo di facile fruizione, evocative seppur accessibili. I surrenderdorothy vengono da un terreno emotivo diverso, più vicino alle quiete, rassegnate implorazioni d'aiuto di Mark Kozelek che alla drammaticità esplosiva di un Corey Taylor. Cosa? Lo slowcore non c'entra niente con il nu metal, potreste dire. Ma, come ha dimostrato X, e prima di lui Yachty, le categorie sono morte. Tutto può essere rap, anche l'emo puro, se viene da persone che abbiamo deciso essere "rapper". E quello dei surrenderdorothy è il miglior emo che possiate ascoltare nel 2018.

breathingexercise è uscito il 30 marzo, lo puoi scaricare gratis.

Ascolta breathingexercise su SoundCloud:

Tracklist:

1. becarefulupthere
2. lighthouses
3. thebestversionofmyself
4. rougharoundtheedges
5. tendingtothegarden
6. lifeasiknowit
7. ifihadthewordstospeak
8. neversaiditwouldbeeasy
9. repeatinfinite

Elia è su Instagram: @lvslei

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