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Europa

Come si spiega l'exploit seriale di violenza dei tifosi russi a Euro 2016

Gli ultras del calcio non esistevano nell'Unione Sovietica. Ma nella Russia di oggi, i tifosi che hanno imparato ad azzuffarsi ispirandosi agli hooligan inglesi hanno quasi superato i maestri.

di Vladimir Kozlov
16 giugno 2016, 12:55pm

Tifosi russi a Marsiglia (Foto di Reuters)

A Euro 2016 i tifosi russi sono scatenati: non tanto sulle tribune degli stadi mentre gioca la loro nazionale, quanto piuttosto per le strade delle città francesi.

Dopo i gravi incidenti di Marsiglia della settimana scorsa, che avevano causato oltre 30 feriti e l'arresto di sei persone, ieri gli scontri tra russi e inglesi hanno portato subbuglio nel centro di Lille. E adesso, a ogni partita della Russia, le autorità francesi rimangono in allerta.

Se un tempo quello dell'"hooliganismo" era un fenomeno tipico dei tifosi inglesi - conosciuti in tutta Europa per la violenza mostrata sia nei tornei internazionali che nei campionati nazionali - oggi non è più così. I tifosi violenti si trovano ormai in tutto il continente, e gli scontri di Marsiglia sono la prova che i russi sono al pari di tutti gli altri quando si tratta di risse da stadio.

C'è di più: dalle foto e dai video emersi dopo gli scontri di Marsiglia è chiaro che i russi coinvolti non erano semplici tifosi, ma hooligan ben organizzati e adeguatamente addestrati.

La polizia francese, che ha focalizzato molta della sua preparazione pre-Europei all'allerta terrorismo, è apparsa assolutamente impreparata. A parziale giustificazione, il fatto che i violenti tifosi russi non siano molto conosciuti nemmeno alle forze dell'ordine del loro paese: inesistenti nell'Unione Sovietica, gli hooligan sono un fenomeno relativamente nuovo in Russia.

Si stima che in Francia siano presenti tra i 70 e i 250 tifosi di varie squadre russe, temporaneamente riunitisi per sostenere la nazionale: dai club più importanti di Mosca ad altri meno noti, come gli Steel Monsters di Ekateringburg, una città degli Urali.

Dopo Marsiglia, due membri degli Steel Monsters hanno postato una foto sui social media mostrando una bandiera inglese insanguinata come "trofeo."

Foto via Vk.com

Alexander Shprygin, capo dell'Unione Tifosi Russi e ex hooligan della Dinamo Mosca, non ha voluto dirci quante, tra le oltre 40 persone fermate dalla polizia francese, facciano in realtà parte di gruppi organizzati. "Non è una domanda da fare," ha detto. Secondo lui, nessuno dei tifosi fermati era coinvolto negli scontri.

La Russia ha ricevuto una sazione dalla UEFA, l'organo di governo del calcio europeo; per questo, se i tifosi si dimostreranno ancora violenti, la squadra sarà squalificata dal torneo. Alcuni dei supporter estremi sono già stati espulsi dalla Francia. Ma Shprygin sostiene che la colpa per gli incidenti di Marsiglia sia da attribuire "all'inadeguatezza della polizia locale, e alla cattiva organizzazione del torneo."

A essere sinceri, l'arrivo di tifosi russi potenzialmente violenti non era del tutto inaspettato, visto che i russi, negli ultimi anni, erano già stati coinvolti in episodi violenti durante diverse trasferte europee. Tuttavia, il numero relativamente ridotto di persone coinvolte avevano sempre destato un allarme minimo.

Gli hooligan più accaniti, in Europa, tendono ad essere organizzati in quelle che si chiamano fazioni ultrà, riconoscibili - e quindi evitabili - da colori e cori precisi. L'equivalente russo degli ultras non è molto noto al tifoso europeo medio — né alla polizia.

Il primo exploit violento dei tifosi russi risale a quattro anni fa, quando la Russia giocò contro la Polonia a Varsavia, nella precedente edizione precedente degli Europei.

'Il calcio è lo sport più aggressivo, e questo ha un impatto sui suoi tifosi.'

Allora, una folla di 5.000 russi aveva marciato dal centro della città fino allo stadio. Dopo una serie di tafferugli con i tifosi avversari, la polizia è intervenuta con proiettili in gomma e lacrimogeni. Le autorità locali e i media diedero la colpa degli scontri ai polacchi, e la vicenda fu dimenticata velocemente.

Ma i tifosi russi stavano chiaramente cercando di capire come scontrarsi all'estero. Ironia della sorte, stavano imparando dai maestri con cui si sono poi scontrati a Marsiglia: gli inglesi stessi, a cui avevo cominciato a ispirarsi già a partire dagli anni Novanta, quando la cultura hooligan era giunta in Russia in seguito alla caduta della cortina di ferro.

Gli hooligan russi iniziarono allora a devastare gli stadi, sradicando le sedute di plastica per usarle contro gli avversari e la polizia. Le autorità hanno risposto aumentando le misure di sicurezza, ma il risultato è stato quello di spostare gli atti di violenza dallo stadio a luoghi oscuri della periferia cittadina, dove i fan violenti si allenavano e organizzavano risse di massa.

"Negli anni Duemila, l'hooliganismo non era più al centro del dibattito pubblico e le autorità avevano un po' chiuso un occhio," spiega Semyon Charny, ricercatore del gruppo per i diritti umani di Mosca, Memorial. "Ultimamente ci sono stati meno incidenti, probabilmente perché le autorità hanno irrigidito i controlli negli stadi. Ma le aggressioni non sono scomparse."

Come mostrato dalle immagini di Marsiglia, i tifosi violenti russi tendono a essere più disciplinati e più in forma dei loro avversari. E la partita degli Europei 2016 contro l'Inghilterra, la nazione che ha inventato gli hooligan, era l'occasione perfetta per presentarsi all'Europa.

Tifosi russi (sullo sfondo) affrontano gli inglesi in una strada del Vecchio Porto di Marsiglia, l'undici giugno. Foto di Guillaume Horcajuelo/EPA

I politici russi non si sono sentiti necessariamente in imbarazzo per il comportamento tenuto dei propri cittadini a Marsiglia. Addirittura, alcuni sono ricorsi al nazionalismo e alla retorica anti-occidentale, seguendo quella che in Russia negli ultimi due anni è diventata un'abitudine.

Vladimir Marking, capo delle relazioni con i media per il Comitato investigativo della Federazione Russa, un'agenzia paragonabile all'FBI americana, ha riferito che i tifosi russi sarebbero "ragazzi normali," riducendosi poi a fare dichiarazioni omofobiche e piene di pregiudizi sulla virilità.

In risposta al comunicato del procuratore di Marsiglia Brice Robin sul fatto che gli hooligan russi sarebbero stati "addestrati alla rissa," ha detto su Twitter che "un ragazzo normale, così come deve essere, probabilmente li sorprende. Sono abituati a vedere i loro 'uomini' solo alle parate del gay pride..."

"Non ci vedo niente di male in una rissa tra tifosi," aveva twittato Igor Lebedev, presidente della Duma - la camera bassa del Parlamento russo - e membro della commissione esecutiva della Lega calcio russa. "Al contrario, i nostri ragazzi hanno fatto bene. Vai così!"

"Mi vergogno," confessa invece una donna di mezza età che si è presentata come Tatyana. "Si sono comportati come animali. Questo è il motivo per cui non sono a mio agio nel dire che sono russa quando viaggio all'estero."

Gli scontri tra tifosi russi e inglesi sono avvenuti in un momento in cui le relazioni tra la Russia e l'Occidente sono ai minimi storici dai tempi della Guerra fredda, in seguito all'annessione della Crimea e al supporto fornito ai separatisti pro-Russia nell'est del paese.

"Il calcio è lo sport più aggressivo, e questo ha un impatto sui suoi tifosi," riferisce Charny, il ricercatore. "Non vedi questo tipo di aggressioni tra i fan di tennis, per esempio."

"Nel calcio, il livello di xenofobia è molto alto," aggiunge. "È usato sempre contro l'avversario. E non è una cosa che riguarda soltanto la Russia, ma è un problema di tutta l'Europa."

I gruppi di tifosi russi si erano fatti conoscere in passato per i loro agganci con organizzazioni politiche, come i movimenti giovanili pro-Cremlino Idushchiye Vmeste ('Quelli che camminano insieme') e Nashi ('Nostro').

Non è chiaro comunque se queste relazioni continuino ancora oggi — non ci sono nemmeno indicazioni che i tifosi violenti in Francia siano governati dall'alto.

Ma trattandosi della Russia, esistono certamente delle teorie del complotto. Una ha a che fare con un evento calcistico ancora più importante degli Europei: la Coppa del Mondo. La prossima si terrà nel 2018 — proprio in Russia.

"Qualcuno potrebbe avere interessi a vedere la Russia perdere la Coppa del Mondo, perché potrebbe apparire come un forte segno di scorrettezza e pregiudizio nei confronti del calcio russo, a conferma che le politiche aggressive nei confronti dell'Occidente sono giuste," aveva detto alla radio Ekho Moskva Konstantin Remchukov, direttore del giornale indipendente Nezavisimaya Gazeta.

"Ma questa," aveva aggiunto, "è solo un'ipotesi."


Vladimir Kozlov è l'autore Fanaty (Fan), un libro del 2008 sugli hooligan del calcio russo.

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