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Cultura

Le 6 proiezioni che non dovresti perderti al Milano Film Festival

Matthew McConaughey e Snoop Dogg, un horror su una tizia che ingoia oggetti non commestibili, un corto del regista de "La Favorita" e molto altro.

di Vincenzo Ligresti
02 ottobre 2019, 10:01am

Still da The Beach Bum.

Dal 4 al 10 ottobre, allo Spazio Cinema Odeon, si terrà la nuova edizione del Milano Film Festival. Per l'occasione VICE, che sarà media partner, ha organizzato un sacco di cose belle. Ma anche scandagliato il fittissimo programma—tra lungometraggi, cortometraggi, film fuori concorso, masterclass e workshop—per selezionare quelle che secondo il nostro modesto (ahaha) parere sono le proiezioni più interessanti. Iniziamo.

The Beach Bum (lungometraggio fuori concorso)

Sesso, eccessi e creatività. The Beach Bum è il film co-prodotto da VICE Studios che aprirà ufficialmente il MFF. È diretto da Harmony Korine, quello che a soli 19 anni ha scritto lo sceneggiato dell’iconico Kids (1995), e i cui lavori successivi (Lonely, 2007; Trash Humpers, 2008) hanno trovato spazio nelle precedenti edizioni del Festival. Ma bando alle ciance: tutta la trama di The Beach Bum ruota intorno al personaggio di Moondog, un poeta che gironzola in camicie hawaiane e alla costante ricerca di divertimento, interpretato da Matthew McConaughey. Al suo fianco, ma non sempre, c’è Minnie, interpretata da Isla Fisher, la moglie ereditiera che gli permette uno stile di vita altrimenti inabbordabile. Poi c’è anche l’amico di una vita, Lingerie—e Snoop Dogg, che ne veste i panni, ha confessato che quella che fuma nel film è tutta erba vera. Infine c’è Flicker, una sorta di aiutante da schema di Propp, che poi sarebbe Zac Efron con una barba un po’ particolare. Comunque c’è un sacco di poesia dentro e forse a un certo punto dei delfini, ma non mi dilungherò oltre.

Quando: Il 4 ottobre, alle 20.

Swallow (lungometraggio in concorso)

Tra dark comedy e horror, Swallow racconta di Hunter, una casalinga dall’esistenza apparentemente serena, che a un certo punto inizia a manifestare il malessere dettato dalle dinamiche familiari e dal sentirsi spesso invisibile tramite il picacismo. Si tratta di quel disturbo alimentare che ti porta a ingerire oggetti non commestibili, e nella sua villa vista lago Hunter ne adocchierà sempre di più pericolosi e acuminati. “Che ne comprenda o meno la compulsione, ogni singolo oggetto che mette in bocca è una scelta, un reclamo all’indipendenza,” scrive Variety su quella che sembra essere la “parabola dolente” su una certa “condizione femminile”. Astenersi i debolissimi di stomaco.

Quando: il 4 ottobre alle 21:30, sala 9; il 7 alle 19:30, sala 9.

Ham on Rye (lungometraggio in concorso)

Ham on Rye è un film indipendente del 2019 diretto da Tyler Taormina. All’inizio della sua carriera Taormina si occupava di programmi tv per bambini, quindi gli sarà sembrato sensato realizzare poco dopo un film sull’adolescenza con lo stesso titolo del romanzo semi-autobiografico sull’adolescenza di Charles Bukowski—che a sua volta ammiccava a The Catcher in the Rye, titolo originale del romanzo adolescenziale Il giovane Holden di J. D. Salinger. Quindi sì, come avrete intuito, il film parla di adolescenza, ma attraverso uno strambo rito di passaggio a cui devono sottoporsi i suoi innumerevoli protagonisti. Giusto per rimettere in discussione tutte le fragili idee che ci eravamo fatti sul “coming of age.”

Quando: il 5 ottobre, alle 21:30, sala 9; il 9 ottobre, alle 22.30, sala 3.

La scomparsa di mia madre (documentario fuori concorso)

Immagino che avere una madre che è un po’ un sunto del meglio della seconda metà del XX secolo sia complicato da raccontare, soprattutto se a un certo punto si è messa in testa che il suo obiettivo ultimo è sparire per sempre, come un personaggio dei romanzi di Elena Ferrante. La scomparsa di mia madre, presentato anche al Sundace, è l’opera prima di Beniamino Barrese. In pratica Beniamino si è messo a filmare in prima persona Benedetta Barzini (75 anni), che per l’appunto è sua madre, mentre lo rimprovera o gli sistema i capelli. Ripercorrendone nel frattempo la storia—gli anni da top model, l’amicizia con Dalì e Warhol, la vita privata intrecciata a cognomi importanti, l’attivismo nel movimento femminista degli anni Settanta, la carriera da giornalista e le cattedre universitaria in cui insegna Storia dell’abito—per tirarle fuori pensieri e ricordi su come abbia cercato di combattere misoginia e stereotipi dei tempi che ha attraversato. Poi ci sarebbe anche l’acuita riluttanza di Barzini per le immagini e apparire in esse, ma questo lo noterete fin da subito.

Quando: l’8 ottobre, alle ore 20, sala 3.

O Fim do Mundo (lungometraggio in concorso)

Il regista Basil Da Cunha è un po’ in fissa con Reboleira, il quartiere di Lisbona in cui si è trasferito. Lì, dal 2011 in poi, ha girato Nuvem, Os vivos tambem choram e O Fim do Mundo. Il protagonista dell’ultima opera della lista—selezionata anche per il Festival di Locarno nel 2019—è Spira, un ragazzo che, dopo aver scontato una pena di otto anni, deve continuare a fare i conti con la realtà criminale del suo quartiere. Che potrebbe essere Reboleira come altrove perché, come si legge sul sito di MFF, “O Fim do Mundo è un racconto che trascende i comuni confini geografici del cinema europeo, [...] un film corale che si nutre di una complessità più vicina al cinema documentario che a quello di finzione.”

Quando: il 6 ottobre alle 21:30, sala 9; il 10 ottobre alle ore 18, sala 5.

Nimic (cortometraggio fuori concorso)

Avete presente Yorgos Lanthimos? Il regista di The Lobster? Quello che ha messo spesso davanti alla telecamera Collin Farrell? E il cui ultimo film, La favorita, è stato candidato a dieci Oscar? Ecco—mettendo da parte un attimo l’immagine di Olivia Colman che si becca il premio come migliore attrice agli ultimi Academy—l’unico corto fuori concorso che abbiamo selezionato in questa lista è proprio di Lanthimos. Si chiama Nimic, che in rumeno significa “nulla,” dura 12 minuti ed è molto difficile da raccontare. Diciamo che c’è un tizio in metro, un violoncellista di nome Matt Dillon che, invece di domandare il solito “Sa che ore sono?,” la butta un po’ in caciara con un: “Do you have the time?” Sipario.

Due bonus

Segnatevi anche che il 5 ottobre alle 16.00, ci sarà la Masterclass su Selfie, film girato interamente con il cellulare da due ragazzi del Rione Traiano di Napoli, con il regista Agostino Ferrante, che abbiamo intervistato di recente. Iil 9 ottobre alle 21:30 ci sarà l'altro film in collaborazione con VICE: Searching Eva, ritratto di Eva Collé, sex worker e modella italiana che vive a Berlino. In sala ci saranno lei, la regista Pia Hellenthal, e l’autrice Giorgia Malatrasi in conversazione con la nostra host Irene Graziosi.

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