Recensione: 6IX9INE - DAY69

La musica di 6IX9INE è per il rap quello che The Human Centipede è stato per il cinema: un prodotto così ributtante che non poteva non diventare un caso mediatico.
Elia Alovisi
Italy
1.3.18

Se seguite minimamente 6IX9INE, sapete benissimo che è una persona particolarmente problematica sotto molti punti di vista; se non lo conoscete, allora leggete questo articolo. Breve riassunto se non avete tempo di farlo: il nostro provoca consciamente il suo pubblico usando il maggior numero possibile di argomenti orripilanti, machisti e sessisti nei testi che grida e nel merchandising che produce, e ha caricato volontariamente su internet un video in cui compariva mentre un suo amico abusava sessualmente di una ragazzina minorenne. Se l'è poi cavata con un patteggiamento.

Come ha già dimostrato il complesso caso di XXXTentacion, fare rap violento e finire nel mezzo di un processo non fa che spingere alle stelle la tua popolarità. Ma se X, potenzialmente una persona orribile, ha dimostrato comunque di poter fare qualcosa di interessante a livello sonoro e contenutistico, 6IX9INE non ha alcuna qualità che possa giustificare il piattume della sua musica.

I testi di Day69 sono una ributtante serie di luoghi comuni che avete sicuramente già sentito fino alla nausea. È tutto un cazzi, culi, tette, cocaina, erba, gang, fratelli, niggas e pistole e ti sparo stronzo e leccami la cappella puttana. Non c'è letteralmente altro argomento che 6IX9INE tocchi all'interno delle sue canzoni, nonostante abbia convinto i babbi che lo idolatrano di avere qualcosa da dire dichiarando che il suo brand SCUM significhi "Society Can't Understand Me". È invece perfettamente leggibile, 6IX9INE: è un moderno freak che cerca di guadagnare attenzioni facendo schifo, e ci riesce benissimo.

Come se questo non bastasse, 6IX9INE nemmeno parla di cose scontate in un modo non scontato: non c'è una minima parvenza di gusto per il gioco di parole, la sorpresa, la gioia della scrittura in ciò che pensa e dice. Young Thug, che compare in "RONDO", è allo stesso modo una persona incapace di rappare di argomenti che non rientrano negli standard del rap più greve (e nel suo featuring butta dentro una barra iper-offensiva e disgustosa come "My diamonds 12 different colors like a sissy"), ma almeno lo fa con un approccio così apparentemente naïf e dada da risultare, almeno per ora, innovativo e rivoluzionario all'interno di un contesto hip-hop. 6IX9INE, invece, non fa altro che gridare banalità cercando di farlo più forte di tutti gli altri, come un bambino che piange sempre più rumorosamente per farsi comprare dai suoi genitori il giochino che tanto vuole.

L'unica differenza tra le vecchie cose di 6IX9INE e questo Day69 è il fatto che una major ha speso dei soldi per farci rappare sopra delle persone famose e ha spinto per usare dei beat meno violenti rispetto a quelli a cui il nostro era abituato. 6IX9INE e questo suo tape sono per la musica quello che The Human Centipede è stato per il cinema: un prodotto così ributtante che non poteva non diventare un caso mediatico, e che quindi genererà un sacco di sequel tutti uguali e pian piano si spegnerà fino ad annullarsi e svanire, tornando al terrificante vuoto contenutistico e culturale che lo ha generato.

DAY69 è uscito venerdì 23 febbraio per Interscope/Universal.

Ascolta DAY69 su Spotify (se proprio devi):

Tracklist:

1. BILLY
2. GUMMO
3. RONDO
4. KEKE
5. 93
6. DOOWEE
7. KOODA
8. BUBA
9. MOOKY
10. GUMMO (REMIX)
11. CHOCOLATÉ

Elia è su Instagram: @lvslei

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