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Gli scienziati hanno ricreato un ceppo di peste per studiare la sua evoluzione

Il batterio responsabile della peste nera e della peste di Giustiniano torna in vita.
"I cittadini di Tournai seppelliscono i morti durante la peste nera." Miniatura tratta da un manoscritto belga del XIV secolo. Diaspora Museum, Tel Aviv. Immagine: Wikimedia Commons

Il batterio all'origine della famosa peste nera è tornato di recente a far parlare di sé: l'anno scorso, una piccola epidemia ha ucciso diverse persone in Colorado, mentre una più consistente verificatasi sull'isola del Madagascar è costata la vita ad almeno 40 persone, nel 2014. Da allora, i virologi tentano di capire come lo Yersinia pestis, l'organismo responsabile della malattia infettiva, possa mutare in nuovi ceppi.

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Per fortuna i resti di alcune vittime vecchi di centinaia di anni hanno permesso agli scienziati di indagare più a fondo sulla malattia, come se fosse congelata nel tempo. Ora, una ricerca pubblicata su Molecular Biology and Evolution ha gettato una nuova luce su come si sia evoluto l'elemento patogeno letale nel corso degli ultimi 5000 anni.

La prima pandemia di cui ci sia traccia storica, un evento noto come peste di Giustiniano, ha dilagato per l'impero bizantino nel 541 d.C. ha ucciso 25 milioni di persone nel corso di 225 anni. Quasi cinque secoli dopo, lo stesso elemento patogeno avrebbe ucciso il 60 percento della popolazione europea passando alla storia, questa volta, con il nome di peste nera.

Due anni fa, gli scienziati hanno collegato il batterio responsabile della peste di Giustiniano a quello che ha causato la pandemia medievale.

Il batterio diYersinia pestis. Immagine: National Institute of Health

Un gruppo di scienziati tedeschi ha ricostruito il genoma dello Y. pestis, usando il materiale genetico estratto da due scheletri vecchi di 600 anni e trovati sepolti vicino a Monaco. Secondo lo studio, questo specifico ceppo è comparso per la prima volta in corrispondenza con l'inizio dell'epidemia dell'era bizantina. Analizzando l'antico batterio, hanno scoperto mutazioni prima sconosciute associate, a quanto pare, alle capacità infettive della piaga.

"La nostra ricerca conferma il fatto che la peste di Giustiniano sia andata ben oltre la zona dove la malattia è stata documentata storicamente e offre nuove prospettive sulla storia evolutiva dello Yersinia pestis, illustrando il potenziale insito nelle ricostruzioni dei genomi antichi per ampliare la nostra comprensione dell'evoluzione di elementi patogeni e di eventi storici," ha detto in una dichiarazione Michael Feldman, co-autore della ricerca che lavora al Max Planck Institute e alla università di Tubingen, in Germania.

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Queste 30 mutazioni erano posizionate nei geni nrdE, fadJ e pcp—a cui il gruppo di ricerca ha fatto riferimento come geni della virulenza. Stando a quanto sanno i ricercatori, sono strettamente legate al ceppo di Giustiniano, e indicano che lo Y. pestis fosse più diversificato di quando chiunque sospettasse.

Dopo che il batterio di Y. pestis infetta il suo ospite, può portare alla peste bubbonica, a quella setticemica e a quella polmonare. Roditori e pulci sono tra i vettori più comuni della malattia, come spiegano al Centers for Disease Control and Prevention. Oggi, la cura prevede un regime di antibatterici, ma capita che le persone non riescano a riconoscere i sintomi della peste prima che raggiunga uno stadio ormai fatale.

Una cosa che Feldman e i suoi colleghi non sono riusciti a discernere è perché la peste di Giustiniano sia poi diventata dormiente, solo per essere rimpiazzata da nuovi ceppi, a secoli di distanza. In un'intervista con la CNN, ha teorizzato che la prima epidemia potrebbe essere emersa in Cina e aver viaggiato con i mercanti attraverso l'Eurasia. "Le vie commerciali esatte che la malattia avrebbe percorso sono oggetto di dibattito accademico tutt'oggi. È possibile che sia stata trasmessa dalle persone come dai ratti che 'viaggiavano' insieme ai carichi di merci."

"Non sappiamo ancora perché la peste di Giustiniano sia svanita all'improvviso," ha aggiunto. "Il batterio che ha causato la peste nera e quella di Giustiniano è lo stesso, lo Y. pestis, e questo era già noto da studi precedenti. Ad ogni modo, i ceppi del batterio—che possiamo anche chiamare variazioni—che hanno causato le due pandemie erano diversi, e quello di Giustiniano oggi è estinto."

Gli autori hanno intenzione di definire nuove linee guida per l'analisi del genoma dello Y. pestis. Con una migliore comprensione di come si evolva nel tempo la malattia, i professionisti del settore medico potrebbero sviluppare cure più efficaci.