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Un po' di buone notizie a tema ambiente dal 2016

Sapete che c'è? Questo non abbiamo rovinato il pianeta del tutto.
Panda gigante. Immagine: Flickr/playlight55

Non giriamoci intorno più di tanto: quest'anno è stato piuttosto pessimo dal punto di vista dell'ambiente. Abbiamo assistito al raggiungimento delle temperature globali più calde di sempre, alle prime estinzioni di specie di mammiferi a causa del cambiamento climatico e all'elezione di un presidente degli Stati Uniti convinto che gli esseri umani debbano fregarsene di questi problemi.

Ma prima che il nostro orizzonte collettivo diventi permanentemente desolante, vorrei ricordarvi che anche il progresso ambientale è inarrestabile e vari risultati raggiunti quest'anno ne sono la prova. Per questo, ho raggruppato qui, senza un ordine particolare, le storie del 2016 che mi infondono la speranza in un futuro non-così-terribile—e spero che valga lo stesso anche per voi.

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Il presidente Obama ha creato uno dei più grandi monumenti marini di tutto il mondo

Mappa dell'espansione del Papahānaumokuākea Marine National Monument. Immagine: Papahānaumokuākea Marine National Monument

Alla fine di agosto, il presidente degli Stati Uniti Obama ha espanso il Papahānaumokuākea Marine National Monument all'estremità settentrionale delle isole Hawaii. L'area marina protetta è stata istituita nel 2006 dal presidente George W. Bush per la salvaguardia delle specie che popolano la barriera corallina tropicale, come le tartarughe verdi marine, le foche monache delle Hawaii e l'albatro di Laysan albatros. Considerata "la foresta pluviale del mare," il Papahanaumokuakea ospita antiche barriere coralline, 7.000 specie animali, oltre ad un sito culturale considerato sacro dai nativi hawaiani.

COn l'area aggiunta quest'anno, ora il monumento si estende per più di 1.500 chilometri quadrati; una superficie superiore a quella di tutti i parchi nazionali americani sommati.

Il presidente Obama ha dichiarato che la tutela degli ecosistemi marini è questione "di interesse pubblico" e, nonostante le critiche sollevate dalle regole restrittive (la pesca e le altre attività di sfruttamento siano vietate a Papahanaumokuakea), questa area protetta è un esempio di come una generazione può impegnarsi a salvaguardare l'ambiente per quelle future.

Gli scienziati hanno scoperto un modo per intrappolare sottoterra la CO2 nella forma di solido

Campioni di CO2 convertita in ankerite. Immagine: Pacific Northwest National Laboratory

Anche se questa storia non è direttamente connessa all'ambiente, le sue implicazioni sono eccitanti per chiunque abbia a cuore il cambiamento climatico e il rallentamento dei suoi effetti. Due anni fa, i ricercatori dello US Department of Energy's Pacific Northwest National Laboratory hanno immessodell'anidride carbonica all'interno di blocchi di lava basaltica solidificata. Trascorsi due anni, hanno controllato i loro campioni scoprendo che la CO2 allo stato fluido era stata trasformata in un solido minerale stabile denominato "ankerite."

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"Questi formazioni di basalto sono una delle maggiori formazioni geologiche del nostro pianeta. Sono diffuse in tutto il mondo, sia sulla terra ferma che in mare, su scala continentale" mi ha raccontato il mese scorso Peter McGrail, autore principale dello studio. Lo scienziato ritiene che questa tecnica potrebbe aiutare i maggiori paesi che emettono gas serra con formazioni di basalto sono abbondanti, come l'India, a ridurre la loro produzione di anidride carbonica.

Anche se deve essere ancora perfezionato, questo nuovo metodo di riduzione delle emissioni ha un potenziale enorme dal punto di vista commerciale. E dal momento che non interromperemo presto il nostro sfruttamento delle fonti di energia fossili, una tecnica che consente di catturare e conservare i gas ad effetto serra in modo più sicuro sarà cruciale per il futuro del nostro clima.

Le emissioni di carbonio sono diminuite e l'uso di energie rinnovabili è aumentato

Immagine: EIA

Ad ottobre, l'Energy Information Administration (EIA), l'agenzia federale con il compito di raccogliere e analizzare i dati riguardanti l'energia, ha comunicato una serie di buone notizie. Per tutta la prima metà del 2016, le emissioni di carbonio negli Stati Uniti hanno toccato il loro minimo dal 1991, attestandosi intorno alle 2530 milioni di tonnellate.

Secondo l'EIA, i fattori che hanno contribuito a questo risultato sono due: nel complesso, il clima è stato insolitamente caldo e il numero di giorni in cui sarebbe stato necessario tenere acceso il riscaldamento sono stati relativamente pochi. Da sottolineare come sia opinione diffusa che i record di temperature siano un sintomo del riscaldamento globale, come il "global greening," ovvero, il fenomeno che ha causato una maggiore crescita delle piante, a causa dei livelli più elevati di CO2. Riguardo al surriscaldamento globale, il Goddard Institute for Space Studies della NASA ha rilevato che "ognuno dei primi sei mesi del 2016 ha stabilito un record come il rispettivo mese più caldo a livello mondiale da quando si tiene traccia delle temperature, ovvero dal 1880."

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Ma un altro spiegazione per il calo delle emissioni è data dal fatto che l'utilizzo di energie rinnovabili è aumentato del 9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015. Questo traguardo, nello schema generale delle cose, è un fatto positivo per il miglioramento del clima a lungo termine. Il 2016 ha dimostrato che maggiori incentivi abbinati a migliori standard statali e federali per le fonti rinnovabili possono influenzare effettivamente la nostra produzione di carbonio. Insomma, l'adozione di un nuovo mix energetico più pulito non è del tutto impossibile.

I panda giganti non sono più "in via d'estinzione"

Cucciolo di panda gigante. Immagine: Flickr/guido da rozze

Pochi mesi fa, ho scritto un pezzo che cercava di frenare l'entusiasmo per la modifica dello status dei panda giganti come specie a rischio aggiornato a semplicemente "vulnerabile" dalla Union for Conservation of Nature. Sì, le probabilità di non estinguersi sono in miglioramento per questi animali che una volta erano stati dichiarati categoricamente in via di estinzione. Ma realisticamente, i panda sono ancora in pericolo.

Non sto cambiando opinione, voglio semplicemente sottolineare che, se da un alto la popolazione di panda giganti è in aumento grazie all'aiuto fornito da programmi di conservazione ben finanziati, al tempo stesso, il loro declassamento rischia di fare diminuire i provvedimenti per la loro protezione. E a meno che il loro habitat in Cina venga conservato per la loro eventuale reintroduzione (i precedenti tentativi sono stati peggio che disastrosi), possiamo realmente considerare la loro condizione migliorata?

Eppure, la ragione per cui ho incluso i panda giganti in questa lista è simbolica. Proprio come questi animali costituiscono un simbolo per l'intero movimento ambientalistico (si pensi al logo iconico del World Wildlife Fund WWF), la loro riabilitazione in cattività è indice di cosa possiamo ottenere se facciamo seguire degli investimenti effettivi alle buone parole. La preservazione delle specie richiede tempo, impegno, finanziamenti e, soprattutto, che il pubblico si interessi all'argomento. Quindi, di fronte alle innumerevoli minacce di estinzione, aiutiamo sicuramente i panda, ma apriamo anche il nostro cuore (e il nostro portafogli) a tutta quella serie di creature raccapriccianti, moleste e non altrettanto carismatiche bisognose del nostro aiuto.