Perché gli autistici evitano il contatto visivo

Una youtuber affetta da autismo ci spiega cosa accade nella sua testa quando qualcuno cerca di incrociare il suo sguardo.
17 novembre 2015, 11:24am

Per una persona affetta da autismo evitare il contatto visivo diretto con qualcun altro non è necessariamente sinonimo di mancanza di interesse, anzi, è un modo per mantenere la concentrazione sul compito da svolgere.

Heidi Vormer, anche conosciuta come Remrov, artista e autistica sapiente—ovvero una persona affetta da autismo che dimostra doti straordinarie—che vive in Olanda, ha creato un video che fa luce sul perché lei e le persone affette dalla sua stessa patologia non riescono a guardare negli occhi la gente con cui parlano.

Ci sono diverse ragioni, spiega: a lei sembra una cosa "innaturale" e trova difficile valutare per quanto tempo deve guardare qualcuno negli occhi. Con tutte queste preoccupazioni messe insieme, reggere lo sguardo di una persona scatena una sorta di sovraccarico sensoriale, che rende troppo difficile concentrarsi sul contenuto della conversazione.

"Se guardassi qualcuno negli occhi mentre ci parlo, mi perderei tutto quello che sta dicendo," spiega.

Uno studio del 2013 che ha esaminato bambini con e senza autismo ha scoperto che i bambini con un disturbo di tipo autistico hanno più facilmente una capacità ridotta di controllo sui movimenti dei loro occhi. Un altro studio del 2005 ha scoperto che vedere i volti di altra gente scatena una "reazione alla minaccia" nelle persone autistiche, un'altra ragione per cui il contatto visivo diretto può rappresentare una sfida complessa.