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L'alta finanza continua a fotterci tutti

Vi spieghiamo l'ultima grande truffa finanziaria, quella del Libor, che potrebbe mandare a puttane (di nuovo) il sistema economico mondiale.
18.7.12

Che il più grande scandalo bancario della storia, quello che ha fatto sembrare l’intera vicenda Madoff robetta da dilettanti, fosse totalmente prevedibile, è una cosa che fa pensare. Ora sappiamo che la Barclays, insieme alle altre grandi banche mondiali, ha manipolato il calcolo del Libor, un tasso di riferimento dei mercati finanziari internazionali.

Il Libor è un indice del costo del denaro a breve termine, usato come parametro per il calcolo dei tassi di interesse di molteplici operazioni finanziarie. Ogni giorno viene calcolato per dieci valute diverse e utilizzato per stabilire gli interessi sui prestiti milionari tra le banche. Molte istituzioni finanziarie, prestatori di mutui e agenzie di carte di credito, impostano le loro tariffe in base al Libor; secondo alcune stime, il valore totale di attivi, a livello globale, stabilito al tasso Libor, è di circa 300 trilioni di dollari, undici volte il PIL mondiale. “Questa truffa fa sembrare addirtittura irrisoria, in termini di dimensioni, ogni altra truffa nella storia dei mercati finanziari," ha detto Andrew Lo, professore di finanza al MIT.

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E c’è di peggio. Non solo è la più grande truffa di sempre, organizzata peraltro da un cartello di banche di tutto il mondo, ma sembra che le autorità—quelle che dovrebbero proteggerci da cose come questa—fossero coinvolte, o comunque sapessero quanto estese sarebbero state le conseguenze di questa bravata. Secondo un nuovo rapporto dell’agenzia Reuters, la fissazione arbitraria dei tassi non solo era un segreto di Pulcinella a Wall Street, ma era anche cosa nota ai funzionari della Bank of England e della Federal Reserve.

Quanto sapeva la Federal Reserve, e quanto avrebbero potuto farci? Da questo grafico è evidente che la Fed, da quando è iniziata la crisi finanziaria, ha fatto tutto ciò che era in suo potere per mantenere basso il tasso Libor. Nel mondo della finanza questo si risolve in una serie di acronimi: TARP, TALF, QE1—tutti strumenti per estendere il credito e incrementare la circolazione di liquidi, in altre parole, “stampare” moneta.

Ora, cos’è esattamente il tasso Libor? Libor, o LIBOR, sta per "London Interbank Offered Rate" ed è il tasso d’interesse medio al quale le banche più grandi—JPMorgan Chase, Bank of America o Citigroup—stabiliscono i prestiti tra loro e, molto probabilmente, è il numero più importante di tutto l'universo finanziario. Quando andate in banca a chiedere un mutuo, il tasso a cui ve lo propongono è legato al Libor. Le banche chiedono al beneficiario del prestito di pagare un po' più del valore di quanto stabilito con il Libor, a seconda del rischio di credito del beneficiario stesso.

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Per esempio, se il Libor è al cinque percento, la banca potrebbe addebitare il Libor + l’uno percento, o un tasso del sei percento, sul valore del mutuo. Se il mutuo è a tasso fisso, il calcolo viene fatto una sola volta, cioè nel momento in cui il prestito viene concesso. Se invece il mutuo è a tasso variabile, la banca rifarà ogni mese nuovi calcoli in base al Libor, e la rata mensile seguirà le sue oscillazioni. Per alcuni prestiti il ricalcolo avviene quotidianamente.

La questione non riguardava solo i mutui. I prestiti agli studenti (un mercato da un trilione di dollari), le carte di credito (altro mercato da un trilione di dollari) e un'infinità di altri meccanismi finanziari sono sintonizzati con le oscillazioni del Libor, il che rende l'intero sistema molto, molto sinistro. È una truffa che ha toccato quasi ogni angolo del mondo, persone, istituzioni, città, addirittura interi Paesi.

In giugno Matt Taibbi ha scritto su Rolling Stone US: “Questo è il più grande furto di soldi mai perpetrato dalle banche, soldi che altrimenti sarebbero andati ai libri di testo, alla sanità e ai tetti per il cittadino americano medio, e che sono invece stati impiegati in auto sportive e introiti extra per persone già ricche. È come derubare un ente di beneficienza o la cassetta delle offerte di una chiesa per pagarsi le spogliarelliste.”

Le banche erano in grado di manipolare il Libor comodamente, maneggiando, di comune accordo, il modo in cui il Libor è stabilito. Sarebbe ragionevole pensare che un prezzo di riferimento di tale rilevanza internazionale necessiti di un procedimento scientifico, potrebbe, e dovrebbe, essere così. Invece la British Bankers Association, che sovrintende il calcolo del Libor, preferisce tirare le somme in base alle aspettative dichiarate da una dozzina di banche. Il Libor viene calcolato ogni giorno dalla Thomson Reuters in base alla media delle dichiarazioni, al netto degli outlier, i valori esorbitanti. I valori medi venivano invece acriticamente presi per buoni.

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Ma finché si tratta di stime, nessuno si preoccupa di ciò che veramente sta accadendo. Nessuno conosce la verità. “Non esistono informazioni sulle transazioni, nessuno sa cosa sta succedendo realmente sul mercato” dice un ex senior trader di una grossa banca coinvolto personalmente nella regolazione del Libor. “Il problema è che c'è un'eccedenza di strutture finanziarie che fanno i propri calcoli su un tasso che non esiste.”

Un sistema di questo tipo potrebbe, teoricamente, funzionare, se ogni partecipante cercasse di fare del proprio meglio per dare numeri onesti ma, data la natura stessa del sistema, ci sono grosse spinte a falsare e mentire. I guadagni o le perdite giornaliere di una banca dipendono dal Libor, e dai suoi movimenti. E non sarebbe nell'interesse di una banca alzare bandiera bianca e annunciare ai propri rivali di essere debole (dichiarando alti tassi di finanziamento).

Quando la credibilità di un sistema è pari a zero, è solo una questione di tempo prima che i numeri truccati diventino la nuova regola, come è perfettamente stato scritto sullEconomist:

"A volte gli eventi che cambiano il corso del pianeta Terra sono anche i più banali. Nello scandalo, rapidamente dilagato, del Libor (London inter-bank offered rate) il problema è stato che ogni giorno i traders delle banche manipolavano uno dei valori più importanti di tutta la finanza. Hanno scherzato e offerto piccoli favori. 'Ti offrirò un caffè' ha detto un trader in cambio di una cifra truccata. 'Amico, ti devo molto!… Sto stappando una bottiglia di Bollinger' scriveva un altro. Un trader si prendeva appunti per non dimenticare di falsificare i numeri la settimana successiva. Ha scritto in agenda di ricordarsi di chiedere che un certo valore fosse artificalmente alzato, con la tranquillità con cui avrebbe potuto annotare 'Comprare il latte'."

Ecco una delle premesse maggiori dell’attuale storia finanziaria: nonchalance criminale, in cui barare, mentire e rubare non sono azioni da nascondere, ma da compiere apertamente, totalmente accettate e riccamente ricompensate con quello che, sicuramente, sarà stato un caffè parecchio costoso. Possiamo biasimarli? (quella di Bob Diamond, il CEO di Barclays, è stata la prima testa a cadere) Oppure dovremmo preoccuparci dei sistemi che hanno consentito questo tipo di comportamento, frutto di tre decenni di progressivo lassismo nei regolamenti?

Non è che non volevamo fidarci delle banche. È che sono stati loro a dimostrare ancora una volta che non ci si può fidare di loro—almeno non senza un adeguato controllo. Potrebbe essere, come qualcuno ha suggerito, il momento della resa dei conti per le banche? Oppure è solo la punta dell’Iceberg? Perché, di tutto questo, ciò che è veramente agghiacciante non è il fatto che le banche stessero truffando per i propri profitti (il che è ormai concesso), ma che l’intero sistema fosse in collusione per proteggerli—e che, potenzialmente, lo sia ancora.

Nel frattempo, piovono le azioni legali.