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Cosa succederebbe con Baricco Ministro della Cultura

A tutti piace parlare della futura composizione del governo Renzi. Noi abbiamo fatto un passo avanti, stilando una lista assolutamente neutrale di quelli che saranno i primi rivoluzionari provvedimenti.

di Laura Tonini
14 febbraio 2014, 12:08pm


Via Flickr.

Ieri pomeriggio il governo è caduto in diretta streaming, durante la direzione del PD in cui Matteo Renzi ha sostanzialmente sfiduciato Letta sul posto.

Non appena è stato chiaro che il coup era avvenuto e Letta ha annunciato l’intenzione di dimettersi, legioni di carrarmati hanno cominciato a farsi strada dai punti vendita Eataly di tutta Italia e una presenza inquietante ha preso a sbattere le porte finestre e a produrre vaghi echi di clangori metallici per tutto il Nazareno: qualcuno ha evocato il fantasma di Baricco al Ministero della Cultura.

A tutti piace parlare della futura composizione del governo Renzi e immaginare un mondo migliore, quasi quanto a lui piace fare metafore sugli sport di squadra. E Baricco fa inevitabilmente parte della gioiosa weltanschauung rottamatrice. Anzi, ne è uno dei simboli più noti. 

Indipendentemente da come la si pensi, è importante parlare di una nuova impostazione nel gestire il patrimonio culturale nazionale, un’impostazione che magari sia anche solo vagamente diversa da come l’avevano strutturata delle persone che non concedevano il voto alle donne, morivano prima dei sessant’anni e curavano l’epilessia con le sanguisughe. Allo stesso modo, è interessante l’idea di Renzi di utilizzare una personalità viva e ben inserita nell’ambiente per ricoprire un ruolo così complesso, e noi probabilmente dovremmo smetterla di essere così diffidenti e ostili solo perché Alessandro Baricco intende la letteratura e la cultura in generale come protesi all’ego di Alessandro Baricco. 


Ecco perché ho provato a stilare una lista assolutamente neutrale di quelli che secondo me saranno i primi rivoluzionari provvedimenti:
 

IL MINISTERO

A Renzi non piace come è fatto il Ministero della Cultura, è noto. È probabile che uno dei primi interventi del nuovo Ministro riguardi proprio la struttura del dicastero. Lento, centralista, non lascia nessuna autonomia ai musei e soprattutto non ha mai inserito Castelli di Rabbia fra le letture propedeutiche dell’istruzione liceale. Tra le innovazioni del nuovo Ministero ci sarà una tessera del pane, che si troverà unicamente nelle copie di Internazionale spedite agli abbonati e nella quarta di copertina dei libri di Alessandro Baricco. La tessera sarà valida solo per i punti vendita Eataly, ma non sarà un problema, perché tutta l’industria pesante nazionale verrà convertita in supermercati Eataly, e così anche tutte le altre attività commerciali.

LA RAI

Un altro degli obiettivi su cui si abbatterà, probabilmente presto, la robotica felicità rottamatrice è la RAI—luogo notoriamente aperto alla crescita e all’evoluzione, dove a ogni alito di vento c’è qualcuno che aggiunge un chiodino di tungsteno sotto la sua sedia. Alla rivoluzione della tv di stato Renzi dedica non uno, ma due punti, così che sia chiara la pianificazione di un intervento d’impatto comprensivo di risoluzioni storiche come l’abolizione del canone. È sostanzialmente un miracolo che nessun capostruttura gli abbia incendiato la macchina.

LA SCUOLA

La riforma della scuola è un tema molto caro a Renzi, che ha espresso più volte la necessità di un intervento urgente capace di riformare del tutto il meccanismo di assunzione degli insegnanti e che renda meno “statica” la loro carriera, con sistemi di incentivazione economica per i migliori risultati sia per presidi sia per il corpo insegnante. Ci si concentrerà inoltre sugli aspetti fondamentali del processo educativo, con l’introduzione della lingua inglese fin dai primi anni di studi e l’utilizzo di ebook al posto dei normali testi scolastici. I licei classici stessi cambieranno intestazione: si chiameranno tutti “Alessandro Baricco” seguiti da progressione numerica. Inoltre La Scuola Holden, la scuola di scrittura per inquieti figli di dentisti e ragazze facoltose che vorrebbero un sacco essere Marguerite Duras, diventerà propedeutica per l’accesso agli esami di licenza media.

IL RILANCIO ECONOMICO DELLA CULTURA

È un tema su cui Renzi si è molto speso. La ripresa economica della cultura è uno dei punti fondamentali della narrativa renziana e il segretario promette defiscalizzazione totale per i contributi al patrimonio culturale e un sostegno statale fisso che arrivi all’1 percento del Pil, come in Francia. Naturalmente sono già stati messi a punto dei metodi per un rapido conseguimento dell’obiettivo: la Corte dei Conti verrà sostituita nelle sue funzioni dal gruppo autoriale di Che Tempo che fa con effetto immediato e il pedaggio autostradale non sarà più corrispondibile in denaro, bensì in recitazioni di spezzoni di spettacoli teatrali di Ricci/Forte al casellante.


In realtà le probabilità che ci sia una nomina effettiva sono piuttosto scarse. Ma anche se dovesse succedere, Baricco è di sinistra, sa chi sia stato David Foster Wallace, probabilmente sa aprire da solo una mail. È persino fotogenico.


Non c’è niente da temere. No?


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