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Le agenzie pubblicitarie hanno qualche problema con le donne

Se sei una donna, ci sono buone possibilità che tu non ricopra il ruolo di direttrice creativa di un'agenzia pubblicitaria. Buon per te! È uno dei lavori più inutili mai creati.
12 marzo 2014, 9:33am

Se sei una donna, ci sono buone possibilità che tu non ricopra il ruolo di direttrice creativa di un'agenzia pubblicitaria. Buon per te! È uno dei lavori più inutili mai creati.

Nel mondo della pubblicità, solo il tre percento dei creative director è donna. Il tre percento. E anche se i creative director sono utili più o meno quanto i peli del culo (sono davvero pochi, almeno nelle grandi agenzie, quelli che fanno effettivamente pubblicità), detengono il potere decidendo quali pubblicità vengono presentate ai clienti, quali lavori vengono prodotti e come vengono raffigurate le donne in queste pubblicità.

Dovrebbe essere palese a chiunque sia incappato in un'interruzione pubblicitaria nel 2014 che la campana di vetro intorno al mondo della pubblicità è ancora al suo posto. Lo so per esperienza personale. Una volta, mentre facevo il copywriter freelance, durante una sessione di lavoro notturna in cui non erano presenti donne, ho sentito due creative director dire di non apprezzare i creativi donna perché "prive del coraggio di essere aggressive." È una stronzata. I due migliori art director con cui ho mai lavorato—e ho lavorato con dozzine di art director—erano donne.

Ma le pubblicità di oggi dirette a e/o comprendenti donne non possono fare più schifo che negli anni Sessanta, giusto?

Yogurt Danone Light & Fit

Per le donne di oggi gli spot degli yogurt sono la versione pubblicitaria dell'inferno. Eccone uno uscito di recente, a tema "donne e dieta". Lei si sente già una merda, ma noi possiamo farla sentire ancor più una merda—per esempio mettendo un uomo con un megafono a urlarle in faccia nomi di cibi che non dovrebbe consumare.

I geni del marketing che hanno approvato questo spot si sono poi resi conto della spazzatura misogina che era venuta fuori, e hanno eliminato ogni prova della sua esistenza da YouTube. Per fortuna lo si può ancora trovare su ispot.tv.

Clark Bites

Questo è uno spot tratto da una serie di pubblicità andate in onda negli Stati Uniti che aveva per protagoniste delle donne bellissime che indossavano vestiti striminziti e parlavano lingue straniere. La russa nel vestito striminzito dice:

"Non avete idea di quello che sto dicendo ma mi guardate lo stesso, probabilmente perché sono incredibilmente figa. Coppa, coppa, coppa, coppa, coppa! Ho appena detto la stessa cosa cinque volte di fila, e siete ancora incollati allo schermo. Clark Bites: sei abbastanza Clark?"

Qui c'è il sito, dove si possono trovare tutte le traduzioni e fare un "test di mascolinità" per vedere se sei abbastanza Clark.

Abbastanza uomo. Stiamo parlando di barrette di cioccolato.

(Nota: L'agenzia di pubblicità qui è la Hill Holiday, e il gruppo creativo è composto esclusivamente da uomini.)

Ferro da stiro T-FAL

La scena è questa: ci sono due donne che mentre stirano comunicano tramite "segnali di fumo" da un lato all'altro della strada. Una indossa una collana di perle e un top rosso. L'altra le sta raccontando dell'appuntamento della sera prima, dell'uomo ricco che "ha tirato fuori il suo... portafoglio" e l'ha fatta salire sul suo... jet privato.

Se hai intenzione di fare doppi sensi sul pene, caro copywriter maschio, dovresti almeno trovarne di divertenti, originali, sottili e abbastanza intelligenti—qualcosa a cui non possa aver pensato anche un qualsiasi bambino di otto anni. Quelli sopracitati non soddisfano nessuno di questi requisiti.

Ma ci sono le donne che stirano e va tutto bene, no?

(Nota: Anche qui, il gruppo di creativi responsabile di questo spot, dell'agenzia Faren di Toronto, è interamente composto da uomini.)

TrueCar.com

True Car è un sito di informazioni sull'industria automobilistica. A giudicare da questa pubblicità, andata in onda per la prima volta l'estate scorsa, non credono che una donna sia in grado di comprare una macchina. Le reazioni alla campagna sui social network sono state immediate e particolarmente feroci. Il loro CEO, Scott Painter, ha risposto con una mezza scusa, dichiarando che il creative director interno che ha lavorato alla pubblicità era una donna.

5. Jamaica Tourism

Via Coloribus

Ora, diamo un po' un'occhiata ad alcune pubblicità per la carta stampata. Questa è parte di una nuova campagna lanciata il mese scorso, e la scritta, difficilmente leggibile a prima vista, si rivolge a una donna. "Diresti di sì," perché sei superficiale.

Neanche le bellissime e brillanti pubblicità di Doyle Dane Bernbach per l'ufficio del turismo giamaicano degli anni Sessanta erano così sessiste (anche se erano molto sexy, come potete vedere qui).

Tinta Dcash

Via Ads of The World

Questa pubblicità thailandese ha vinto un Leone—il premio più prestigioso per una pubblicità—al Festival della Pubblicità di Cannes dell'anno scorso. La giuria di Cannes è formata dai "migliori" creative director del mondo. Slogan: "Your Wife: One of the Grey Hair Planters. Dye!"

Sì, "dye", "tingere", come "die", "morire." E sì, la moglie ha in mano dei capelli grigi e li sta piantando sulla testa del marito. Questo tipo di pubblicità è noto come "see-say" ed è qualcosa che qualsiasi studente di pubblicità sa essere l'ingrediente fondamentale di una brutta pubblicità.

Forse rende meglio in thailandese.

Non mi spreco nemmeno a parlare delle pubblicità di Carl’s Jr. o Hardee’s, perché a loro e alle loro agenzie di pubblicità non potrebbe fregare di meno della vostra opinione. Un applauso. Proprio come per il mondo della tecnologia, anche i vertici dell'industria della pubblicità sono un club per soli uomini. E questa cosa forse non cambierà mai.

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