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Mi sono fatto McLicenziare

Ho deciso di trascorrere qualche mese della mia vita a cercare lavoro nei fast-food, per poi, una volta assunto, comportarmi da vera testa di cazzo.

Sapete cosa? Fanculo il capitalismo. Sì, l'ho detto. Aprite gli occhi e inizierete a rendervi conto che l'unica cosa a cui porta questo sistema sono i ricconi in posizioni di potere incontestabile, mentre il resto di noi galleggia nella merda, impegnato a costruire jacuzzi per dei grassoni con la Ferrari parcheggiata sotto casa. Non so cosa ne pensiate voi, ma questa non è esattamente la mia idea di paradiso.

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Nel tentativo di far deragliare la macchina del capitalismo ho deciso di trascorrere qualche mese della mia vita a cercare lavoro nei fast-food, per poi, una volta assunto, comportarmi da vera testa di cazzo in modo da essere licenziato il prima possibile. Ho pensato che non ci fosse posto migliore di McDonald's per dare inizio a questa odissea di disobbedienza civile di basso livello. Così sono entrato, armato con un arsenale di atteggiamenti fastidiosissimi e bugie su una presunta esperienza passata da McDonald's.

Il mio primo giorno di lavoro sono stato accolto alla cassa da una giovane ragazza ceca. Era arrivata da poco nel paese ma sembrava gentile, mi ha fatto sapere che mi avrebbe aiutato in caso avessi avuto qualsiasi dubbio. "Sei Kyle?," mi ha chiesto. "Sì, sono io," ho risposto, dandole la mano e facendole un sorriso. "Hai già lavorato da McDonald in passato?" "Sì, più di quanto riesca a ricordarmi," le ho detto. Mi ha mostrato la sala del personale e mi ha detto di salire una volta indossata la divisa.

Dopo mi hanno presentato il caporeparto e l'assistente manager. Ho subito capito che si trattava di due persone che prendevano fin troppo seriamente il proprio lavoro. Gli ho detto che ero molto felice di poter nuovamente indossare la divisa di McDonald's, e prima di andarmene gli ho detto: "Mi metto un po' a una delle casse giusto per riprendere confidenza."

"Ti ricordi come funzionano, vero?" mi fa il caporeparto. "Sì, sì, certo," gli ho risposto a voce alta.

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Non avevo mai visto una di quelle casse in vita mia ma pensavo che me la sarei cavata in qualche modo. Ho alzato gli occhi alla fila di facce affamate. "Il prossimo?" ho gridato, guardando il tizio che era davanti alla fila. Anche se vivo a Brighton, avevo deciso di rivolgermi ai clienti con un fastidioso accento americano. Con i colleghi invece avrei usato la mia voce normale, facendo sì che tutti capissero al volo che usavo l'accento solo quanto prendevo le ordinazioni.

"Ciao, benvenuto da McDonald's, che panino ti posso offrire oggi?" ho detto, in quella che era possibilmente la voce più insopportabile che avessi mai fatto. L'uomo mi ha guardato con esitazione, e poi ha ordinato un cheeseburger menù grande con un milkshake alla fragola.

"Ok, vediamo un po'…" ho detto, guardando la cassa. Nonostante avessi fatto un po' di ricerca su come funzionavano le cose dal McD's, non avevo la più pallida idea di cosa stessi facendo, e la cosa era evidente. Ma la mia aiutante ceca è venuta a salvarmi. Le ho chiesto, usando la mia voce normale, come fare a sostituire una bevanda normale con un milkshake. Dopo aver sistemato l'ordinazione ho alzato gli occhi all'uomo e ho gridato col mio accento americano: "Sono 5 sterline, graaaaaaaaaaaaazie." Mi divertivo a vedere per quanto tempo riuscivo a dire la parola "grazie" a ogni cliente. Allungavo a caso anche altre parole.

"Benvenuto da McDoooooooonaaaaaalds, che panino ti posso offrirreeeeeeeee oggiiiii?" ho chiesto al prossimo cliente. Ho servito un altro paio di persone prima che il supervisore di turno mi chiamasse da parte per parlarmi. Era un uomo piuttosto giovane, con i capelli scuri che parlava con un tono di voce sorprendentemente inespressivo.

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"Quando un cliente si avvicina alla casse, dì semplicemente 'Salve, come sta?' con una voce normale, per favore. La frase con cui ti rivolgi alle persone non è quello che stiamo cercando." Siamo rimasti fermi, guardandoci in silenzio l'un l'altro per un paio di secondi mentre l'assistente manager versava delle patatine in una confezione di cartone a pochi metri da noi.

"Ascolta," gli ho detto. "È stata fatta un'importante ricerca di mercato l'anno scorso. Alcuni scienziati hanno scoperto che, dato che McDonald's è un compagnia americana, a livello inconscio il 95 percento dei clienti si trova più a suo agio quando anche il personale è composto da persone americane."

A questo punto l'assistente manager ha deciso di intromettersi. Era una 30enne bionda con l'aria di una che aveva trascorso i migliori anni della sua vita armata con un frustino da cavallo.

"Magari ti dicevano di fare così nelle Filippine," mi ha detto con tono seccato, "ma qui in Inghilterra diciamo semplicemente 'Salve, come sta?', ok?" Consapevole di tutti quegli anni trascorsi a lavorare al McDonald's di Manila non avevo alcuna intenzione di farmi dare ordini da nessuno.

"Be' se tu vuoi dire così va benissimo," le ho annunciato. "Ma le ricerche dimostrano che la frase di benvenuto che utilizzo io è molto più efficace con i clienti. Dev'essere detta parola per parola per ottenere il miglior risultato – con il pollice in su e con un accento americano. Esattamente in questo modo: "Salve ragazzi, benvenuti da McDonald's, che panino vi posso offrire oggi?"

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"Se la cambi anche solo di pochissimo non funziona più."

"Stammi bene a sentire," ha abbaiato mentre continuavo a spiegarle tutte le mie teorie sulla 'ricerca' e su i famosi 'scienziati'. Continuava a ripetere, ogni volta con tono più agitato, "stammi a sentire…Kyle, ascoltami." Mi sono fermato un secondo per sentire quello che aveva da dirmi. "Questo è il mio ristorante e farai quello che ti dico io!"

"Ok ora tocca a te ascoltare me," le ho detto in maniera composta e autoritaria. "Può darsi che tu non abbia fatto i tuoi compiti, ma io li ho fatti e non lascerò che gli affari vadano male solo perché tu non sei sufficientemente informata. Dare il benvenuto ai clienti nel modo che dico io è importantissimo."

"Torna alla tua cassa," mi ha ordinato con aria esasperata. Io non ho aggiunto altro, non volevo esagerare troppo e sopratutto non troppo presto.

[Ho poi scoperto che a questo punto era andata di sotto a chiamare Marcus, il mio coinquilino che avevo detto essere il mio precedente capo nella sezione delle referenze sul mio curriculum. Abbiamo controllato l'ora della chiamata sul suo cellulare ed era letteralmente pochi secondi dopo. Mi deve aver fatto una referenza da paura.]

Mi sono rimesso a lavorare.

"Salve, benvenuti da McDonald's, che panino vi posso offrire oggi?" ho detto, con voce più alta e più chiara di prima. Il posto iniziava a riempirsi, e mentre prendevo le ordinazioni di un paio di altre persone iniziava a farsi sentire la voce dell'assistente manager che gridava "Forza ragazzi" e ordinava "Più svelti!" ai tizi che stavano alla griglia.

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È una richiesta inappropriata per qualsiasi essere umano, specialmente quando quello che gli stai chiedendo di fare è riempire più velocemente il conto in banca di un grassone capitalista. Così ho deciso di gridare io stesso, dalla mia cassa,"Forza ragazzi!". Lei mi è venuta incontro e mi ha chiesto se avevo contato quello che c'era in cassa prima di averci svuotato dentro le bustine di monete.

"No, non l'ho fatto", ho ammesso, "Mi fido di voi in modo assoluto."

"Non ti fidare di nessuno," ha ringhiato con aria quasi minacciosa.

"Ma bisogna avere fiducia negli altri," le ho detto. "In che genere di mondo vivremmo se non ci fosse fiducia?" Senza nemmeno rispondermi, si è incamminata verso la griglia. L'ho seguita senza aver finito di prendere l'ordinazione.

"Ah, oggi faremo un panino nuovo," le ho detto. "Si chiama 'il McNificent'. È semplicissimo da fare. Praticamente si tratta di un BigMac ma con dentro pesce, pollo e manzo."

"No, possiamo solo servire quello che è scritto sul menù," mi ha risposto dopo qualche secondo.

"Lo servivamo nelle Filippine; è piaciuto veramente un sacco lì, ed è facilissimo da fare. Vado a spiegare ai ragazzi alla griglia come fare dopo che ho finito con questa ordinazione." Me ne sono andato senza lasciarle il tempo di replicare.

"Sono 5 sterline graaaaaaaaazie." Ho guardato il cliente prendere in mano il vassoio e dirigersi verso un tavolo. Mentre vedevo avvicinarsi il prossimo cliente ho pensato che fosse arrivato il momento di iniziare a proporre il mio nuovo prodotto.

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"Salve, benvenuto da McDonald's, che panino posso offrirle oggi?" Era un tipo sui trentanni con i capelli scuri. "Vuole assaggiare il nostro nuovo panino McNificent? È così nuovo che non è ancora sul menù!"

"Il McNificent?" mi ha risposto. "Sì," ho detto. "È come un BigMac ma con dentro pesce, pollo e manzo."

"Pesce, pollo e manzo?"

"Sì, e con in mezzo formaggio e una fetta di pane. C'è anche un pomodoro."

Non lo voleva. Non era la reazione che avevo sperato, e i clienti successivi hanno tutti avuto reazioni simili. Sapevo che la notizia avrebbe presto iniziata a girare, così ho deciso di andare a far vedere ai tizi alla griglia come metterne insieme uno. Quando mi hanno visto arrivare hanno immediatamente smesso di fare quello che stavano facendo. "Ragazzi" ho detto, "oggi faremo un panino nuovo. Si chiama il…"

Prima che potessi finire la frase l'assistente manager è venuta verso di me, esasperata dalla fatto che ancora una volta avevo abbandonato la mia cassa.

"Cosa diavolo stai facendo?" mi ha detto.

"Sto solo facendo vedere a questi ragazzi come fare un McNificent," le ho risposto con tono rilassato e senza dar peso alla sua visibile esasperazione.

"Torna immediatamente alla cassa," ha sbraitato, gesticolando violentemente.

"Non ci metterò molto, volevo solo…"

"Kyle, torna alla cassa!" A questo punto era così incazzata che si era messa a gridare, e molti clienti avevano smesso di mangiare e si erano voltati verso il bancone per vedere cosa stava succedendo.

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"Non posso tornare alla mia cassa," le ho spiegato. "E se qualcuno ordina un McNificent? Loro non sapranno come fare e daremo l'impressione di essere poco professionali. Non vorrai che questo accada?"

"Kyle torna alla cassa, ci sono clienti che aspettano!" mi ha detto.

"Sei tu che mi stai facendo perdere tempo," ho risposto. "Se non fossi venuta qui a intrometterti avrei già finito e sarei pronto a tornare al mio posto."

Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Quello che è successo poco dopo è stato davvero bizzarro. Si è messa a gridare di chiamare la polizia, nel bel mezzo del ristorante.

"Chiamate la polizia, chiamate la polizia!" Gridava isterica, talmente agitata da non rendersi neanche più conto di quello che stava facendo. Tirare in mezzo la polizia a quel punto, prima ancora di avermi licenziato ufficialmente, mi sembrava davvero esagerato.

"Non puoi chiamare la polizia solo per un panino nuovo," ho cercato di spiegarle. "Specialmente quando si tratta di un panino così delizioso. Penseranno che sei pazza."

"Kyle, se non torni alla cassa a servire i clienti sarò costretta a licenziarti!"

"Sto solo cercando di aiutarvi," ho risposto. "Nelle Filippine, appena si è sparsa la voce del nuovo McNificent…"

"Basta! Hai superato il limite! Vattene! Sei licenziato!" è esplosa, mentre la sua voce raggiungeva un volume che probabilmente nemmeno lei aveva mai sentito prima d'ora.

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"Cosa, cioè mi mandi via così?" le ho domandato, con tono mortificato. "Stavo solo cercando di darvi una mano. Evidentemente non siete pronti per il McFuturo!"

"Vai. A. Casa. Kyle."

Totale di ore di lavoro: 53 minuti e 12 secondi.

La scala per arrivare alla stanza del personale sembrava più luminosa e più breve di quando l'avevo salita un paio di ore prima. Una sensazione di sollievo mi ha riempito il corpo, e mentre stavo immettendo il codice di sicurezza per entrare nella stanza del personale, mi sono imbattuto nella mia aiutante ceca che si stava mangiando un panino durante la sua pausa pranzo.

"Perché scendi qui giù?" Mi ha chiesto mentre prendeva un altro morso del suo panino 'a prezzo speciale'.

"Mi hanno appena licenziato," le ho detto.

"Cosa?! Cos'è successo?"

"Be', è che non sono pronti per il McFuturo" ho replicato. "Semplicemente non sono pronti."

"Cosa?"

"Si… Be', grazie comunque del tuo aiuto," le ho detto. "È stato un vero piacere conoscerti."