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música

Storie di Borgata Boredom

Report dal live romano.

di Demented Burrocacao
06 maggio 2011, 9:08am

Foto di Bea De Giacomo, Fango Crew, Laura Laakso, Alexei Popov.

Il 14 aprile a Roma c'è stato un evento chiamato Borgata Boredom anche conosciuto col nome di Borsata Borislav o di Borzalla Borum o, ancora, di Booooaaaaaa Booeeeooo. Come già vi avevamo accennato in un precedente post, non ci sono definizioni, musicali e non, che riescano a inquadrare con precisione il fenomeno Borsalla—e proprio per questo, e per non stare lì a citare generi musicali che in realtà non esistono, vi avevamo fatto un apposito mixtape. Nella magica serata del 14 aprile, i vari esponenti della scena che da qualche tempo a questa parte anima le serate di Roma Est, si sono riuniti al Circolo degli Artisti e hanno suonato assieme. Ma non tutti contemporaneamente. Grazie a Dio. Molti hanno detto che è stato stupendo, altri addirittura che è stato stucazzopendo, altri ancora hanno riportato danni permanenti al sistema uditivo, ma lo stesso sono tornati a casa col sorriso sulla bocca.

Il nostro collaboratore musicale Stefano, aka Demented Burrocacao, era lì a suonare e ci ha anche fatto un bel report. Ce l'ha mandato ora, circa due anni dopo che la serata è stata consumata, perché a Roma, si sa, 'a gente nun c'ha voja de fa 'n cazzo, e quindi le cose si fanno con calma.

La mostra Memorabilia dei Last Wanks, installata impeccabilmente. In questo caso potete osservare una vecchia foto promozionale del terzetto in posa da duri, costellati di flyer. Pepito temeva gli inculassero la chitarra che faceva parte dell'installazione, e quindi l'ha fissata col fil di ferro; è stata comunque pura questione di culo che l'ha ritrovata al suo posto alla fine del concerto.

Ecco Bob dei Bobsleigh Baby nel pieno dell'esibizione: il gruppo più sexy di Roma Est non si è affatto risparmiato ed erano più cattivi che mai, come dimostra questa foto in cui Bob sembra voler divorare il pubblico presente. Il capello elettrizzato dice il resto.

I Capputtini I Lignu, coppia nella musica e nella vita, si scambiano cenni d'intesa durante la performance. Samir, reduce da uno spiacevole incidente che non vi sto a raccontare—roba di bevute e risse di quartiere—sembrava incredibilmente fresco, e ovviamente pieno di blues. Il rosso in sottofondo era preciso nelle loro corde.

I Duodenum fanno musica deforme e scassata, in questo caso anche la foto ha carpito queste istanze. Ragion per cui non era difficile pensare ad un carretto di zingari con la gente sopra a ballare sbracciandosi in modo insensato, mentre da un ampli anni sessanta attaccato con lo sputo esce roba distorta che parla di bocchini. Senza dubbio uno dei migliori act della serata.

Gingagaruga ci ha stupiti tutti perchè al set harsh che ci aspettavamo ha sostituito una cosa stordente a base di campanellini e onde quadre che comunque ha avuto lo stesso effetto se non meglio. Sta emigrando verso l'harsh noise tibetano, e la posizione yoga che assume unita al barbone la dice lunga. L'erede di Yuri Camisasca?

Grip Casino dialoga col suo ampli massacrato dai flangers: ce lo ricordiamo da sempre con la chitarra a tracolla ma in effetti è una rottura di palle la chitarra, pesa e va accordata, anche se a cazzo. Voce e ampli è molto meglio, massimo risultato col minimo sforzo e molte ragazzine in visibilio.

Gli Heroin in Thaiti hanno cullato la folla in un'orgia di hawaiane nude con problemi mentali. Perennemente insoddisfatto Thalido pensa di non aver dato il massimo ma posso assicurare il contrario, certe volte accennava addirittura a sorrisi.

Jabba Boy degli Hiroshima Rocks Around innalza il sassofono al cielo, gesto che fa spesso e volentieri durante i live. Un po' per richiamare Dio, un po' per allontanarlo a calci. Gli HRA hanno finalmente presentato i nuovi brani dopo anni di mozzarelle di bufala—sempre di qualità, per carità—tutti ansiosi di sentire le prossime uscite che sembrano all'altezza delle aspettative.

In questa foto dove non si vede e capisce un cazzo, ci dovrebbero essere i Maximillian I° a suonare. Lanci di chitarre, gesti inconsulti e una sassaiola di space noise epilettico per tutto lo show erano gli ingredienti della performance. Anche ospiti di un certo livello fra i quali un certo Aldo Russo al sax sintetico e lo stesso Grip Casino, che probabilmente Trap Jaw—nella foto—sta cercando fra la folla per mollargli il microfono fra i denti.

Trecento persone e qualcosa, diciamo eterogenei ma anche uniti dalla voglia di vedere queste bestie allo zoo. Qualcuno è stato anche aggredito ma non ci sono stati morti, anzi sono addirittura nati dei bambini come a Woodstock.

Toni Cutrone, co-ideatore della manifestazione, in azione con i Trouble vs Glue, autori di un set danzereccio e ovviamente suonato a cazzo di cane. La gente gradiva e Marù, la cantante, faceva dei larghi sorrisoni (insomma stessa situazione di Thalido).

Il fisico teorico Wolf Anus pigia i suoi pedaletti per dargli di cagnara e alte frequenze, diciamo un'anticipazione del fatto che molesterà ragazze per tutta la serata. Ci porta ovviamente gli ultimi hype sonori dal Belgio, dove dimora. Tutto questo in un alone di santità che manco Giovanni Paolo Secondo ( per l'appunto...)

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