
Pubblicità
La scorsa settimana l’alleanza degli “Amici della Siria” ha deciso di pagare uno stipendio ai combattenti dell'Esercito Siriano Libero in modo da spingere i soldati del regime a disertare. La manovra può essere interpretata come un tentativo indiretto di armare i ribelli, col rischio di scatenare una guerra per procura tra gli Amici della Siria da una parte e il regime con i suoi alleati (Russia, Iran e Cina) dall'altra.
Pubblicità
Come già detto, Asad ha cercato disperatamente di uccidere il maggior numero possibile di ribelli prima della tregua. Scontri si sono registrati a Idlib, Homs e Damasco. Interi villaggi sono stati spazzati via, e i profughi continuano a riparare in Turchia—a volte anche al ritmo di più di un migliaio al giorno. Un citizen journalist che lavora per Avaaz ha commentato: “La situazione è terribile. Quello che sta subendo la popolazione siriana è inaccettabile, e intanto il resto del mondo è fermo a guardare. Nonostante le ferree scadenze proposte da Kofi Annan non c’è stato alcun miglioramento. Negli ultimi giorni, gli attacchi sui villaggi e le città si sono fatti ancora più brutali.”
Pubblicità
Ancora una volta, Homs ha assistito a bombardamenti e arresti di civili.
Dopo il ritiro di un mese fa, i ribelli sono di nuovo penetrati in città e hanno preso il controllo dell’ospedale di Homs. Purtroppo, una volta all'interno della struttura hanno scoperto come questa fosse stata trasformata in fossa comune, con più di 70 corpi congelati nell’obitorio.
Secondo alcuni analisti, l’Esercito Siriano Libero necessita di un cambiamento dal punto di vista tattico. Prima che il regime iniziasse a usare l’artiglieria e gli elicotteri, i ribelli erano in grado di contrattaccare, mentre ora sono sempre più costretti a ritirarsi dalle aree che controllano. Questo ha portato molti combattenti a spostarsi verso la Turchia per riarmarsi, riorganizzarsi e intraprendere azioni di guerriglia.
Riassumendo, Asad può ancora sorprenderci e mantenere la parola, ma a giudicare dai precedenti, sono convinto che la repressione continuerà.Altre notizie:Il fotoreporter freelance John Cantlie ha trascorso due settimane a Idlib per documentare gli attacchi dei ribelli ai carri armati del regime, nella città assediata di Saraqeeb.L'intervista del Global Post al tredicenne siriano Hossam ha confermato le accuse di tortura sui minori mosse contro il regime e le milizie degli shabiha.Le forze di Assad rubano biancheria intima come dei veri duri.
Pubblicità
