Ava Rose su Zoom, immagine proiettata su sfondo con grattacieli

La ragazza che è scappata dai suoi milioni di follower su TikTok

Ava Rose era seguita da 2 milioni di follower, ma uno di questi è diventato il suo stalker.
20.4.21

Questo articolo fa parte della serie The Future of Fame Is the Fan. Si trova anche nell’ultimo numero del cartaceo di VICE (in inglese).

Era un pomeriggio di luglio uguale a tanti altri e la sedicenne Ava Rose Beaune era a casa di un’amica quando, per un attimo, il cellulare smise di funzionare. Provò a mandare un messaggio al padre, ma senza successo. Lo trovò piuttosto insolito, eppure lì per lì non si preoccupò eccessivamente.

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Poi diverse persone cominciarono a scriverle: Hai visto cosa c’è sul tuo Twitter, e su Instagram? Cosa sta succedendo? Dopo aver controllato i suoi account social, si accorse che il suo ultimo status su Facebook alludeva al suicidio—e non l’aveva postato lei. “La mia famiglia pensava che volessi uccidermi,” ricorda Ava.

Di punto in bianco, un uomo che non aveva mai incontrato prima chiamò i suoi genitori chiedendo di parlare con lei. Aveva il controllo di tutti i suoi contatti, i messaggi, le email e gli account social. Il giorno dopo le scrisse: Voglio solo parlarti. (Le frasi del presunto stalker di Ava sono in corsivo per indicare che non sono per forza di cose delle citazioni dirette e rispecchiano piuttosto i ricordi di Ava.) La chiamò il giorno dopo, e lei rispose dicendogli di fare qualsiasi cosa volesse al suo Instagram, se quello era il suo desiderio. “Cancellalo. Cancellalo e lasciami in pace,” gli disse. Non ti conviene, rispose. “Invece sì,” replicò lei. Voglio solo incontrarti e fare sesso con te, rispose a sua volta l’uomo.

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L’estraneo era riuscito ad hackerare i suoi account con la tecnica dello “scambio di SIM”: aveva contattato il suo operatore riuscendo a farsi passare per il proprietario dell’account e dicendo di aver bisogno di trasferire l’accesso al telefono nelle sue mani—così facendo, in sostanza, si era impossessato di tutta la vita digitale di Ava.

Come mostrato a VICE grazie ad alcuni screenshot, l’hacker ha anche postato sull’Instagram di Ava una story nella quale afferma di essere il suo nuovo ragazzo, la minaccia di stupro e scrive cose come “Non vedo il momento di metterti incinta e sposarti. Vivi a 5 minuti da me.” Ava è poi riuscita ad avere indietro i suoi account e a risolvere il problema con l’operatore telefonico. “Ok, è finita,” ricorda di aver pensato.

Con oltre due milioni di follower su TikTok, Ava era una piccola celebrità nel suo ambito e, come sottolinea lei stessa, era abituata tanto alle uscite inquietanti e fuori luogo da parte degli uomini, quanto alla vera e propria ostilità. Per questo pensava fosse finita, nonostante tutti i limiti superati dall’uomo. Solo che le cose non stavano davvero così. Questo era solo l’inizio di settimane di molestie quotidiane così gravi da stravolgerle la vita.

​A Zoom portrait of Ava Rose outside.

Oggi TikTok ha più di un miliardo di utenti mensili attivi e la società di ricerche di mercato Statista stima la presenza degli adolescenti tra i 10 e 19 anni nell’ordine del 32,5 percento. TikTok è il successore spirituale di Vine, una piattaforma di condivisione di microvideo che favorisce uno stile estemporaneo, improvvisato e fai-da-te: persone di tutte le età fanno playback su filmati e canzoni, imitano o riproducono balli e movenze elaborati nei loro salotti, e usano i filtri per modificare i loro 60 secondi di video fino a trasformarli in piccoli prodotti artistici. In più, è anche una sorta di lotteria della celebrità.

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Adolescenti normalissimi come Ava—che ha firmato con un’agenzia di talent a gennaio del 2020—col tempo sono diventati tanto consumatori voraci quanto creatori incontenibili, con la speranza fissa di diventare ricchi e famosi, essere scoperti o, almeno, di essere scelti per il feed dei “Per te”—cioè di creare quel singolo video, pescato da qualche algoritmo misterioso, che sarà in grado di arrivare istantaneamente a diversi milioni di spettatori.

Gli esperti di cyberbullismo sostengono che TikTok non sia il social media più a rischio per quanto riguarda le molestie online. “Il modo in cui è costruito riduce il rischio del cyberbullismo, se paragonato ad altre app,” conferma Sameer Hinduja, il co-direttore del Cyberbullying Research Center. Alcune sue caratteristiche lo distinguono da altre app simili: ad esempio i messaggi diretti che permettono soltanto a chi si segue a vicenda di contattarsi, oppure l’impossibilità di aggiungere immagini o video nella sezione commenti. “Il cyberbullismo può presentarsi ovviamente anche su TikTok, sotto forma di video offensivi rivolti direttamente agli altri, così come nei commenti o nelle chat in livestream—in questo non c’è nulla di diverso rispetto agli altri social media,” sottolinea Hinduja.

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Secondo il report di trasparenza di TikTok del 2020, il 2,5 percento dei video rimossi dalla piattaforma riguarda atti di bullismo o molestie. Tuttavia, ci sono anche alcune caratteristiche esclusive di TikTok che lo rendono incline a un tipo di molestia differente, più personale. Il “duetto”, ad esempio, permette agli utenti di ripostare i video altrui con l’aggiunta di una funzione di split-screen che consente di affiancare un nuovo video di “commento”. La maggior parte delle volte questa caratteristica viene utilizzata in maniera innocente, per cantare la cover di una canzone o per qualche scenetta, ma alcuni utenti hanno segnalato che apre le porte anche a inquietanti abusi e angherie.

Nel 2018, BuzzFeed News ha riscontrato che diverse persone—spesso, in particolare, i più piccoli—avevano creato un duetto nel quale fingevano il suicidio per dimostrare di essere disgustati dal post originale, mettendosi dei sacchetti di plastica in testa o delle cinture intorno al collo. In più, bisogna ricordare che un duetto tratto da un account più popolare può creare un’ondata di curiosità e attenzione da parte dei follower della pagina originale, un’attenzione non sempre del tutto positiva.

Nick, che gestisce un account di TikTok con Sienna, la figlia di cinque anni—la famiglia usa soltanto i nomi di battesimo per proteggere la propria privacy—, racconta di aver più volte sperimentato insulti e persecuzioni varie via duetto, in aggiunta alle solite crudeltà contenute nella sezione commenti. “Alcuni utenti facevano duetti sui nostri video per dire cose cattive, meschine e false,” dice. “E all’inizio ci hanno fatto mettere in dubbio quello che stavamo facendo.”

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Tra l’altro la cosa non si è mai fermata, sin dal giorno in cui hanno aperto l’account a ottobre del 2018 e hanno cominciato ad accumulare i loro 14 milioni di follower. Ma sono diventati più bravi a gestire il tutto, afferma Nick. “Per fortuna Sienna è molto intelligente e sa che questi comportamenti sono sbagliati. Mi sono assicurato di spiegarglielo, enfatizzando quanto lei sia speciale, ma dicendole anche che alcune persone potrebbero non accorgersene subito.”

Nick crede che TikTok faccia un buon lavoro nella gestione delle molestie e degli insulti online, e che dia ai creator gli strumenti per gestirli a loro volta. “Se arrivano molestie costanti da parte di un account specifico, blocco e cancello tutti i commenti,” dice. “E per quanto riguarda i commenti negativi in generale, tendo semplicemente a ignorarli. Non voglio dare a quelle persone la soddisfazione di farsi notare.” TikTok inoltre permette agli utenti di disattivare la funzione dei duetti. Ma è proprio questo tipo di funzione e caratteristica che può catapultarti nella celebrità; rinunciare significa rinunciare alla possibilità di diventare virali o anche soltanto di far crescere il proprio pubblico.

Fatima e Munera Fahiye sono due sorelle con 3 milioni di follower ciascuna su TikTok, e hanno entrambe confermato che la piattaforma secondo loro è efficiente e reattiva quando hanno bisogno di supporto. “C’erano diversi account che si spacciavano per me e TikTok mi ha aiutata a verificare il mio per evitare problemi,” dice Munera.

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Qualsiasi tipo di molestia ricevano—cosa che spesso si traduce in commenti razzisti—, le due sorelle dicono di essere compensate dal supporto dei loro fan. “Sono su TikTok da un anno ormai, e non ho sperimentato nessuna molestia. Però, dopo aver cominciato ad accumulare un po’ di follower, di tanto in tanto ho visto spuntare fuori qualche commento perfido sul mio hijab. Cerco di non farci troppa attenzione, perché l’amore e il supporto dei fan valgono più di quel poco d’odio,” dice Fatima.

Ad ogni modo, le molestie che hanno luogo su TikTok non rimangono soltanto lì. Su Reddit, ci sono community i cui membri scandagliano i video TikTok di giovani donne in cerca di centimetri di pelle scoperta. Ma ci sono anche veri e propri siti internet dedicati a questo scopo, così come per molestare o fare doxxing alle donne che hanno anche TikTok oltre a un OnlyFans, o altre piattaforme simili per adulti.

Nel 2020, un server su Discord—la piattaforma di chat per il gaming—ha accettato diverse richieste per inserire alcune creator di TikTok nei deepfake—cioè in porno falsificati grazie ad immagini generate da AI. E benché la pedopornografia vada contro i termini di utilizzo di Discord, anche nella forma dei deepfake, uno dei soggetti più richiesti aveva solo 17 anni. Inoltre, una richiesta per un altro deepfake riportava, “in ogni caso compie 18 anni tra 4 giorni.”

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Diverse creator hanno anche ritrovato i loro contenuti ripostati direttamente su siti porno, dove sono sia vestite come negli originali che rimodellate con i deepfake.

​A Zoom portrait of Ava Rose outside.

Prima di TikTok, Ava non era mai stata davvero interessata ai social media, “Mi sono sempre detta che non avrei mai aperto TikTok, perché tutti i miei amici l’avevano e secondo me era una roba cringe,” dice. “Ma loro insistevano e alla fine l’ho fatto.”

Ava racconta di aver creato il suo primo account a 15 anni e di aver postato le solite cose: balletti e video di make up. In pochi giorni, il suo pubblico si era moltiplicato ed era arrivato a 150.000 follower—un salto in popolarità che ancora oggi fatica a spiegarsi. L’attenzione improvvisa però l’aveva spaventata e spinta a disattivare l’account. Ava aveva poi accidentalmente riattivato l’account qualche tempo dopo, decidendo però a questo punto di provarci ancora.

Una volta che aveva ricominciato a postare nuovi video, però, erano tornati anche i commenti odiosi. “Erano body shaming e odio generico, cose che non mi davano più di tanto fastidio e che ero in grado di ignorare,” dice. Un po’ di utenti avevano persino creato degli account per postare minacce di stupro contro di lei; questo in effetti era riuscito a turbarla, benché l’avesse preso come una parte normale del percorso di una giovane donna online.

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Almeno fino a quando uno dei suoi follower non ha cominciato a tormentare lei e la sua migliore amica, Gabriel. Quel follower aveva messaggiato con Gabriel, menzionando il suo indirizzo di casa e chiedendole di sapere con chi stava uscendo. “Ci siamo messe entrambe a ridere, pensando che fosse un fan un po’ particolare,” ricorda.

Ho organizzato qualcosa per Ava. Lo vedrai nei prossimi tre mesi. Sto progettando qualcosa di grosso, aveva detto l’uomo a Gabriel. Tre mesi dopo aveva poi hackerato il telefono di Ava, cominciando a scriverle ogni giorno.

“Scriveva a mio padre dicendogli, Non ha il permesso di uscire con i suoi amici, se esce io lo saprò, e aggiungendo che mi teneva d’occhio.” Poi un sasso aveva spaccato il vetro della macchina di sua madre, con un messaggio: Voglio prenderti e ingravidarti.

Il cyberbullismo ha effetti duraturi sugli adolescenti e i giovani adulti. Come sottolineato da Hinduja, le ricerche mostrano che è legato all’insorgere di problemi famigliari e condizioni depressive, ansia e bassa autostima, difficoltà accademiche, delinquenza, violenza a scuola, pensieri e comportamenti suicidari.

Secondo le sue ricerche e quelle del co-direttore del Cyberbullying Research Center Justin Patchin, oltre il 60 percento degli studenti che hanno fatto esperienza di cyberbullismo riferisce che questo ha “pesantemente condizionato” le loro capacità d’apprendere e di sentirsi al sicuro, mentre il 10 percento degli intervistati dice di aver saltato la scuola almeno una volta in un anno proprio a causa del bullismo.

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Maxwell Mitcheson, l’agente di Ava e responsabile dei nuovi talenti presso la TalentX Entertainment, dice: “Molti creator stanno letteralmente crescendo di fronte a milioni di persone, ma questo implica la possibilità di commettere errori, di crescere e imparare. La retorica piena d’odio pesa proprio su queste persone: alcuni non sono nemmeno più in grado di leggere la propria sezione dei commenti, perché hanno bisogno di provare a restare positivi.”

“Sono l’impossibilità di fare errori, il fatto di essere attaccati perché si sceglie di essere genuinamente se stessi, e l’improvvisa mancanza dell’anonimato a diventare un problema,” sostiene Mitcheson. L’esperienza di Ava è stata piuttosto estrema, ci spiega, ma diversi creator della sua agenzia hanno subito altri casi di hacking e stalking, oppure i fan si sono direttamente presentati a casa loro. “Abbiamo dovuto far ricorso alla sicurezza e agli investigatori privati diverse volte in passato, ma la situazione di Ava sarebbe potuta finire in tragedia, se la polizia di Toronto non fosse intervenuta.”

Dopo le minacce e il vetro rotto, la polizia intimò ad Ava di non rimanere a casa e la ragazza andò quindi a stare da amici, benché anche in questo caso venne raggiunta dal suo stalker. “Continuava a dire cose del tipo, Guarda cosa hai fatto, è tutta colpa tua,” ricorda. Le mandò un messaggio privato in grado di autocancellarsi dopo essere stato letto, che tuttavia lei ha registrato con un altro telefono:

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Devi accettare il fatto che ti sto ricattando, che non finirà e che nessuno riuscirà a prendermi, la polizia non mi ha preso neanche le altre volte, accetta la situazione, dammi quello che voglio, voglio che ti incontri con me al parco dietro casa tua, voglio farti tutto questo

Se non lo farai ucciderò i tuoi genitori davanti ai tuoi occhi in casa tua e dopo ti farò mia

Alla fine, l’uomo venne catturato grazie a un suo errore: aveva disattivato per un attimo la VPN che usava per nascondere la sua posizione—abbastanza a lungo per essere individuato dagli investigatori, come ha ricordato Ava. La polizia ha poi rimarcato che l’uomo aveva sei diversi telefoni e un mucchio di SIM piene di immagini e video di Ava presi dai suoi account.

​A Zoom portrait of Ava Rose projected against a skyline.

Mentre mi parla su Zoom, tra le lezioni e con la prospettiva degli esami, Ava sembra tranquilla. È in grado di raccontare la sua storia nei dettagli, senza batter ciglio. Capisce perfettamente la gravità di tutto quel che le è successo, e il modo in cui le ha stravolto la vita. Tra le altre cose, la sua famiglia ha deciso di trasferirsi, “nel mezzo del nulla, in pratica.”

Ma qualcosa è cambiato. Ava ha smesso di postare su TikTok per concentrarsi sugli amici e sulla famiglia, benché ogni tanto usi ancora Instagram. Vorrebbe essere più attiva sui social, ma non vuole sforzarsi. Ha una forma d’ansia che descrive come “davvero pesante.”

“Mi ha davvero condizionato il fatto di non poter vivere nella mia stessa casa e di non sentirmi al sicuro da nessuna parte… è molto difficile, in special modo se hai 16 anni,” sottolinea. “Così come è dura sapere quanto stress devono sopportare anche i tuoi genitori, che non possono nemmeno uscire o passeggiare senza aver paura…”

Prima di smettere di pubblicare su TikTok, Ava ha provato anche ad aprirsi pubblicamente e rivelare quel che aveva passato e come stava a livello di salute mentale, ma il pubblico non si è dimostrato molto ricettivo. “Ho provato ad andare in terapia e a superarlo, ma quando succede qualcosa di simile dopo diventi comunque un’altra persona. Hai una prospettiva diversa sui social media e hai paura possa capitare di nuovo. Non pensi che persone simili esistano, finché non capita a te.”

Le molestie online tendono a silenziare le persone di ogni età e genere, ma per le donne è persino peggio, e ciò vale in special modo per le più giovani, che vengono spinte offline a un’età sempre più precoce, fuori da ogni discorso pubblico e dal controllo della propria storia. Da adolescenti impatta sui loro risultati scolastici, crea le condizioni per comportamenti a rischio e può portare a tentativi di suicidio o autolesionismo. Da adulte, prende la forma dell’ansia, della mancanza di autostima, l’insonnia, la scelta di uscire da ogni conversazione online per proteggere la propria salute mentale o, nei casi peggiori, per la sicurezza di se stesse e dei loro cari. Quando alle molestie viene poi permesso di proseguire indisturbate, e le donne vengono umiliate quando cercano aiuto, il danno si fa ancora più profondo.

Ho domandato a Ava cosa vorrebbe che le altre persone capissero—di lei, di cosa significa avere un grande seguito sui social quando si è così giovani. “Vorrei solo fosse chiaro che avere dei follower non significa avere una vita perfetta,” dice. “Non completa la tua vita. E quando succede qualcosa di simile, dovresti aver modo di parlarne apertamente.”

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