Illustrazione di un cuore spezzato e persone distanziate incapaci di avvicinarsi
Illustrazione di Mathilde Bindervoet.
Identità

'Non poteva aspettare la fine della pandemia?' - Storie di persone lasciate durante il lockdown

Ricucire un cuore spezzato è difficile, quando i tuoi amici non possono abbracciarti.
MB
illustrazioni di Mathilde Bindervoet
Giacomo Stefanini
traduzione di Giacomo Stefanini
IT
15.6.20

Una mia amica è stata lasciata qualche settimana fa. La sua ragazza aveva riflettuto a lungo sulla relazione durante il lockdown e aveva deciso di voler stare da sola. L'amica mi ha chiamata in lacrime—avrebbe voluto andare a ballare e limonare con una a caso per dimenticare la sua ex. Ma non poteva, quindi le è toccato stare nella sua stanza a guardare il muro senza la possibilità di piangere su una vera spalla di un altro essere umano.

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Dalla Cina al Regno Unito, giornalisti e avvocati riportano un boom dei separazioni a causa della reclusione forzata. Avendo più tempo per pensare e trovandosi costretti a condividere uno spazio con i propri partner 24 ore su 24, alcune tensioni inespresse potrebbero riaffiorare e venire amplificate dallo stress e dall'ansia causati dalla pandemia. Ma come ricuci un cuore spezzato quando non hai un amico da abbracciare o non puoi uscire per dimenticare? Ho chiesto a quattro persone che sono state lasciate durante il lockdown in Belgio di raccontarmi la loro esperienza.

MUUS, 19 ANNI

È la prima volta che sento il cuore spezzato nella mia vita, e fa schifo. Stavamo insieme da tre anni. Quando ha deciso di troncare, il coronavirus era appena all'inizio e potevo ancora andare a scuola o vedere i miei amici, cosa che mi è stata d'aiuto. Ma le restrizioni arrivate di lì a poco hanno avuto un impatto molto profondo su di me. Avrei voluto vedere qualche amica e piangere un po'. Invece sono rimasta chiusa nella mia stanza da sola per settimane. È difficile perché abbiamo passato tanto tempo insieme in questa stanza. Tutto mi ricorda lui.

Dopo la rottura, abbiamo parlato un po' al telefono. Mi ha detto che anche lui se la stava vivendo male. Questo mi ha fatto sentire meglio. Almeno non può andare in giro a baciare altre ragazze. Ma anch'io ho lo stesso problema. Mi sento spesso triste quando esco di casa. Mi sarebbe piaciuto tantissimo passare la quarantena con lui, stare a letto tutto il giorno, guardare film. Ora voglio lasciarmelo alle spalle, ma il tempo sembra essersi fermato. Ho paura che sarò in grado di superare questa storia solo una volta che il mondo sarà tornato alla normalità.

MATTY, 27 ANNI

A fine marzo sono andato a trovare mio padre, anche se la mia ragazza era contraria. Lavora in ospedale e aveva paura che la infettassi o che lei potesse passare il virus a persone più vulnerabili. Dovevamo passare il fine settimana insieme al mio ritorno, ma mi ha detto che voleva aspettare cinque giorni per vedere se si manifestava qualche sintomo.

Alcuni giorni dopo, mi ha chiamato per dirmi che non voleva più andare avanti, che non era il momento giusto per la nostra relazione e che era molto stressata dal COVID-19. Io ero distrutto, non riuscivo a smettere di pensare che se non fossi andato a trovare mio padre forse saremmo ancora insieme.

Non volevo stare da solo, così ho chiamato alcuni amici e siamo rimasti in quarantena insieme. Mi ha aiutato molto. Se la situazione fosse normale, passerei molto più tempo a pensare a cosa starà facendo e a controllarla su Instagram. Ora sto con i miei amici, vado in skate, suono la chitarra e leggo libri. Certo, è terribile non poter uscire, andare in palestra o al bar. Non l'ho più sentita da quella chiamata. Sarei curioso di sapere come stanno lei e la sua famiglia.

HENRIETTE, 21 ANNI

Quando è stato introdotto il distanziamento sociale, ho pensato che ero fortunata ad avere un fidanzato. Almeno non mi sarei sentita sola. Poi lui mi ha lasciata. Sono andata a trovare un'amica, lei mi ha consolato e abbiamo bevuto un sacco di vino insieme. Mia madre dice che lui dev'essere stato sotto stress perché il settore in cui lavora è stato colpito duramente dalla crisi. Ma penso che la nostra relazione sarebbe finita comunque; lo percepivo dubbioso da diverso tempo. Il coronavirus non ha provocato la nostra rottura, ma penso l'abbia accelerata perché gli ha dato più tempo per riflettere.

All'inizio ero arrabbiata. Non poteva aspettare la fine della pandemia? Ma presto mi sono resa conto che avrebbe significato mentire a entrambi. Ho passato il primo weekend dopo la rottura nella mia amaca a piangere e leggere poesie. Da un lato fa schifo venire lasciate durante un periodo così, mi sento molto più sola. Ma d'altra parte ho tutto il tempo del mondo per affrontare la mia tristezza. Non posso uscire e distrarmi, sono costretta ad affrontare seriamente le mie emozioni.

BJARNE, 22 ANNI

La mia ragazza mi ha lasciato poco tempo fa. Io vivo nel Nord del Belgio, lei nel Sud. Erano già due mesi che non ci vedevamo a causa del lockdown, e già quello era stato difficile. Poi, un giorno, stavamo parlando su FaceTime e improvvisamente lei mi ha mollato. È stata una sorpresa. Ha detto che non aveva nulla a che fare con il coronavirus, ma ne dubito.

Siamo stati molti innamorati per un anno e mezzo e l'ultima volta che ci siamo visti è andato tutto alla grande. Penso che forse i suoi sentimenti siano lentamente scomparsi a causa della distanza e abbia pensato che fosse meglio finirla qua. Questo periodo faceva già abbastanza schifo di suo. Siamo costretti a stare in casa tutto il giorno, e ora mi ritrovo solo con il cuore spezzato. Fa davvero male non aver potuto dirle addio di persona.