Abbiamo chiesto a un avvocato che cosa rischia davvero 6ix9ine

Il rapper è stato arrestato lunedì a New York con l’accusa di associazione a delinquere e possesso di armi da fuoco.
22 novembre 2018, 2:13pm
6ix9ine processo arresto tribunale
6ix9ine in tribunale

A distanza di poche settimane dalle ultime apparizioni di 6ix9ine nei tribunali di ben due stati, il rapper di Brooklyn si è di nuovo trovato faccia a faccia con le forze dell’ordine. Secondo un comunicato stampa diffuso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America nella giornata di lunedì, 6ix9ine (insieme ad altri cinque collaboratori, identificati come membri della gang Nine Trey Gangsta Blood) è stato accusato dalla corte federale di New York per concorso in associazione criminale, possesso di arma da fuoco e aggressioni. Tekashi 6ix9ine—all’anagrafe Daniel Hernandez—aveva già fatto parlare di sé negli ultimi mesi, con accuse in diverse giurisdizioni per aggressioni: la prima contro un teenager in un centro commerciale in Texas, e poi per oltraggio a pubblico ufficiale a Brooklyn, oltre all’accusa di violazione del suo accordo di patteggiamento in capo a un’accusa del 2015 per aver coinvolto una bambina in un atto sessuale.

Quali sono esattamente le accuse a carico di 6ix9ine?

Il Dipartimento di Giustizia ha disposto otto capi di accusa contro il gruppo di uomini descritti nell’atto, Hernandez è citato in sei di questi:

1. Associazione a delinquere: questa accusa comporta la violazione del “RICO” Act (una legge federale statunitense, pensata per combattere il crimine organizzato, soprattutto di tipo mafioso). La legge RICO prevede pene maggiorate per crimini commessi nel contesto di organizzazioni criminali (in questo caso, l’organizzazione è la Nine Trey gang). L’introduzione di questa accusa significa che Hernandez potrebbe essere accusato di crimini da lui commissionati, o di cui era a conoscenza, in funzione della sua affiliazione alla gang, anche se non commessi direttamente da lui.

2. Il capo successivo accusa Hernandez di “uso e possesso di armi da fuoco, esibite e utilizzate in connessione all’associazione criminale”: questa si spiega da sola. Da notare tuttavia, che questa accusa prevede una sentenza minima obbligatoria di 25 anni di carcere.

3. Dal terzo al quinto capo d’accusa, Hernandez (e gli altri) sono accusati di aver partecipato a una rapina a mano armata nel West Side di Manhattan ad aprile di quest’anno.

4. L’ultimo capo d’imputazione a nome di Hernandez lo accusa di “aver acconsentito all’aggressione con arma da fuoco a un individuo che aveva mancato di rispetto alla Nine Trey, coinvolgendo un passante innocente nella sparatoria” a Brooklyn il 16 luglio 2018.

Sebbene non sembrano esserci capi d’accusa collegati alla droga, le accuse, parlando della violenza della gang, parlano di motivazioni collegate “alla protezione del proprio traffico di narcotici” e sostiene che i membri della gang “si siano arricchiti commettendo rapine e vendendo droga, tra cui eroina, fentanyl, furanly [sic] fentanyl, MDMA, dibutylone e marijuana”.

Quali ripercussioni hanno le nuove accuse sui precedenti processi in corso?

Dal momento che Hernandez è attualmente in libertà vigilata in seguito a due casi di aggressione, questo arresto e la continua attività criminale in cui sembrerebbe coinvolto violano il suo contratto di semilibertà e potrebbero riportarlo immediatamente davanti a un giudice. Questa sarebbe la seconda volta in cui 6ix9ine viola la libertà vigilata, in merito all’accusa del 2015, quindi è probabile che la corte sia meno clemente rispetto al passato. Inoltre, la recente offerta di rilascio su cauzione di Hernandez (con consegna del passaporto e 1,5 milioni di dollari) è stata rifiutata lunedì. Il giudice che l’ha negata ha dichiarato che lo considera ormai un “caso chiuso” e che ha preferito rifiutarla per massima cautela, temendo seriamente che Hernandez avrebbe potuto rappresentare un pericolo se lasciato in libertà. In particolare, ha citato un raid FBI dello scorso settembre, svoltosi nell’appartamento dove viveva Hernandez in affitto, e dove è stato ritrovato un fucile AR-15 e diversa merce rubata che ha dimostrato il suo coinvolgimento nella rapina di aprile.

A parte questo, le pene per i reati di cui era stato accusato in passato risultano davvero irrisorie rispetto a quelle delineate dal Dipartimento di Giustizia in questo momento. Quindi sebbene la sua situazione non sia delle migliori, le accuse precedenti non dovrebbero aggravare la sentenza e aumentare il tempo di detenzione, nel caso in cui dovesse essere dichiarato colpevole.

E cosa sono invece le minacce contro di lui?

Sabato, prima dell’arresto, le autorità federali avevano convocato Hernandez negli uffici di NY per informarlo che, dalle loro intercettazioni, erano emerse diverse minacce esplicite alla sua vita. Le minacce erano state formulate dopo la sua partecipazione alla trasmissione radio The Breakfast Club, in cui aveva accusato il suo agente di derubarlo e di estorcergli soldi. Nella stessa intervista, aveva pubblicamente licenziato il manager (e uno dei co-cospiratori nell’accusa) e annunciato che avrebbe annullato il tour.

La polizia gli aveva dunque offerto un servizio di protezione che lui ha però prontamente rifiutato. Secondo quanto dichiarato dal procuratore dopo l’arresto, gli ufficiali l’avevano comunque seguito per i due giorni successivi. Quando hanno scoperto che la sua intenzione era quella di uscire da Manhattan per recarsi in Connecticut, “i procuratori hanno deciso di ‘chiudere rapidamente il caso’”.

Perché questa volta è diverso?

Innanzitutto, il Department of Homeland Security Investigations e il Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms sono coinvolti nelle indagini, e in questo caso la gravità della situazione cresce considerevolmente rispetto a una normale indagine penale statale. Le accuse federali, poi, hanno più peso rispetto alle accuse mosse in un tribunale statale. James Cohen, professore di diritto penale alla Fordham University ha detto a USA Today che “le corti federali sono considerate più comprensive [verso i procuratori]” e che “le sentenze sono, in genere, più dure nelle corti federali.”

Cosa potrebbe succedere ora?

Una cosa è certa, queste accuse peggiorano la situazione di Hernandez in modo ancora non ben definito. Parlando a XXL questa settimana, l’avvocato di Hernandez ha dichiarato che secondo lui le accuse sono eccessive e che saranno ritirate; sta inoltre facendo appello contro il rifiuto della cauzione proposta dal suo cliente. Una delle implicazioni delle accuse di associazione criminale è che se Hernandez dovesse essere condannato, la semplice presenza o associazione della sua persona a qualsiasi altro criminale che avesse effettivamente commesso quegli atti sarebbe sufficiente a condannare anche lui. Per questo motivo, Hernandez ha davanti a sé una lunga battaglia per difendersi da questo capo di accusa in particolare, prima di affrontare tutti gli altri.

Anche prima dell’arresto, Hernandez sembrava consapevole del fatto che le sue conoscenze avrebbero potuto distruggerlo: nell’intervista al Breakfast Club, infatti, allude a un certo rimpianto per aver assunto “la sua gente” come manager e addetti alla sicurezza, invece di assumere professionisti; “Sono stato io la principale causa di tutto”. In quella stessa intervista, 6ix9ine dichiarava che c’erano solo due cose di cui aveva davvero paura: “Dio e l’FBI.” E in effetti, una delle due gli era già alle calcagna.

Jessica Meiselman è un avvocato e una scrittrice di New York. Seguila su Twitter .

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata da Noisey US.