Porno

I veri lavori delle pornostar italiane

Tra paghe basse e produzioni sempre meno frequenti, fare la pornostar in Italia non è così facile.
Niccolò Carradori
Florence, IT
19 giugno 2017, 6:30am
Tutte le foto per gentile concessione degli intervistati.

Ieri a Milano si sono tenuti gli Oscar del porno italiano, e come ogni anno a essere premiati sono stati attori emergenti e affermati, insieme a sexystar e a mistress professioniste che si esibiscono nei locali notturni di tutta Italia. L'evento è interessante per tastare il polso dell'industria pornografica italiana, un settore in profonda crisi economica che di anno in anno subisce un continuo ricircolo di protagonisti.

Molti, infatti, smettono dopo pochi mesi—le produzioni sono sempre meno, e l'alta percentuale di attori amatoriali fa sì che i compensi siano piuttosto bassi. Anche per questo la maggior parte delle pornostar italiane mantiene un altro lavoro mentre tenta di fare carriera nell'hard.

Ma di che tipo di lavori si tratta? E come riescono questi attori a mandare avanti entrambe le carriere senza avere problemi? Se sei un fattorino delle pizze quelle scene che si vedono nella serie Big Sausage Pizza ti capitano anche nella vita reale? Per capirlo, abbiamo chiesto a sei pornostar italiane di parlarci della loro vita lavorativa.

LUCA FERRERO

luca ferrero pornostar

VICE: Quando e come hai deciso di cominciare con il porno?
Luca Ferrero: È stato all'incirca nel 2013. Era un periodo piuttosto negativo, perché l'impresa edile di mio padre stava chiudendo e io mi arrangiavo facendo il cameriere. Poi sono andato in vacanza a Budapest con un amico, e per caso ho conosciuto il produttore porno Mario Salieri. Siamo andati a prendere un caffè e mi ha chiesto se volevo provare questa esperienza. Non avevo mai pensato di fare il pornoattore. Mi ha fatto fare un provino, ed è iniziato tutto.

Però non hai mai abbandonato gli altri lavori.
No. Il provino era andato bene, ma questo è un lavoro molto complicato, soprattutto all'inizio, perché la paga era bassa e io avevo poca esperienza. In quei casi capita anche di lavorare gratis... anzi, so di molti ragazzi nuovi che addirittura pagano per fare porno. In Italia un attore porno che vuole rimanere nel circuito nazionale non può sfondare, perché le produzioni sono pochissime. Io quindi ho continuato a fare il cameriere per diverso tempo, poi il fruttivendolo nella bottega che hanno aperto i miei. Adesso faccio comunque parte di una delle produzioni europee e mondiali più grandi e famose del mondo, la XTime. Per come vanno le cose nel settore, sono molto fortunato.

Quando lavoravi nella ristorazione i colleghi sapevano del tuo lavoro? È mai capitato qualche cliente che ti ha riconosciuto?
Sì, praticamente non appena ho fatto il provino nel mio paese [ _Riva Ligure_] lo sapevano tutti. Tutti erano molto curiosi, ma anche rispettosi. Nessuno mi ha mai giudicato. Però ecco se mi fai la classica domanda sull'impatto che ha avuto questa notizia sulle ragazze che potevano riconoscermi o sapere dei miei film, ti dico che non è mai successo niente di eclatante. Io ero già sposato prima di partire per Budapest. La maggior parte delle persone che ti contattano per farti "proposte indecenti", e capita spesso sia con uomini che con donne, lo fanno attraverso internet. Non nella vita normale.

Quanto è fattibile, per un aspirante attore porno italiano, pensare di poter arrivare a vivere solo di questo lavoro?
Molto difficile. In giro è pieno di attori dilettanti che si prestano a qualunque cosa pur di partecipare a un video porno, quindi i compensi sono diminuiti molto. È un momento complicato per l'industria, specialmente quella italiana. Diciamo che devi avere molto, molto talento. E per talento intendo innanzitutto un cazzo veramente enorme.

CRISTINA MILLER

cristina miller porno

VICE: Ciao Cristina. Questa mattina, quando ti ho chiamato per confermare l'intervista, mi hai detto che eri in fabbrica, "alla pressa". Che lavoro fai?
Cristina Miller: Mi occupo del controllo qualità in una ditta che produce plastica e gomma. Ogni tanto però, se manca qualche collega, devo stare alle pressa. Lo faccio da otto anni, praticamente da quando sono arrivata in Italia—sono originaria della Colombia—e devo dire che mi piace moltissimo. È un lavoro che mi dà soddisfazione.

E come ti è capitato di finire nel mondo del porno?
Ho iniziato a fare la fotomodella, in parallelo con il mio normale lavoro. Poi mio marito mi ha chiesto se non fossi interessata a un'esperienza nel mondo del porno, perché la mia fisicità si prestava. La cosa mi incuriosiva molto, e dopo poco ho trovato una produzione e girato la prima scena. Adesso sono entrata in contatto anche con una casa americana.

I tuoi colleghi in fabbrica sanno della tua carriera parallela?
Lo sanno soltanto in due, con cui ho un rapporto di amicizia particolare. Loro mi seguono sulla pagina Facebook, e si aggiornano sui miei lavori. Agli altri ho evitato di dirlo.

Questa cosa dell'operaia può essere un ottimo plot per un porno. Immagino una scena di sesso acrobatico fra i macchinari industriali... fra l'altro ne ho vista una simile proprio qualche giorno fa.
Sì [ _ride_]. Forse può essere un punto in più sul mio curriculum da attrice.

MAX CAVALLIS

max cavallis porno

VICE: Come sei diventato un attore porno?
Max Cavallis: Ho iniziato nell'ottobre del 2015. Ho cercato su Facebook l'attrice Valery Vita, che faceva dei casting. Era sempre stato il mio sogno nel cassetto, però non ero mai riuscito a trovare degli agganci: anche nelle fiere è veramente difficile imbattersi in qualche produttore interessato a nuovi attori. Grazie a quel casting, però, sono riuscito a entrare in questo mondo.

Di cosa ti occupavi in quel momento?
Lavoravo per una cooperativa che si occupava della manutenzione di alcuni palazzi, facevamo le pulizie. Attualmente invece sono disoccupato, sto cercando lavoro.

E fare porno ti sta aiutando economicamente?
Non tanto. Gli attori che si propongono alle produzioni sono veramente tantissimi.

In questi due anni non hai mai pensato di dedicarti completamente al porno e provare a sfondare davvero?
Per un attore italiano in questo momento è impossibile, dal punto di vista economico. Devi avere la fortuna incredibile di trovare una casa di produzione che ti offre un contratto di esclusiva per alcuni anni. Se sei un freelance, come quasi tutti, non hai quella continuità che ti permette di avere una stabilità economica. Internet ha devastato questo settore.

HEIDY CASSINI

heidy cassini porno

VICE: Lei è entrata nel settore porno in un'epoca in cui l'industria era ancora florida. Gli attori a quel tempo avevano anche altri lavori, o si dedicavano solo al porno?
Heidi Cassini: Prima era molto diverso. Gli attori che facevano parte del circuito, nonostante il porno offrisse garanzie economiche maggiori, erano molti meno. Tutti professionisti, che avevano anche un'altra caratura. Io sono entrata nel porno dopo aver lavorato per anni nel mondo dello spettacolo tradizionale—teatro, programmi televisivi, cinema—e ho sempre affiancato entrambe le carriere.

Come si riesce a coniugare una carriera di successo nel porno e un lavoro nel mondo dello spettacolo tradizionale? I colleghi tendono a giudicarti o sminuirti?
Non ho mai avuto nessun problema. Nessuno stigma. Ho sempre avuto la fortuna di incontrare persone intelligenti, che non hanno mai messo in dubbio la mia professionalità come presentatrice o attrice perché facevo anche porno.

Lei da dieci anni gestisce anche l'organizzazione degli Oscar italiani del porno, quindi nel corso del tempo si è confrontata con moltissimi attori emergenti. Che tipo di persone tentano la carriera in questo settore? Che background hanno? È possibile oggi per loro vivere solo di porno?
Oggi il porno non dà lavoro come succedeva una volta. La maggior parte degli attori uomini che tentano questa carriera durano pochissimo: lo fanno per un anno, un anno e mezzo, e poi rinunciano per le scarse prospettive economiche. Le donne invece solitamente affiancano alla carriera pornografica quella di sexystar: si esibiscono nei locali notturni, ed è così che vivono. Sono pochissimi quelli che riescono a farcela veramente.

Questo avviene sia perché l'industria è cambiata, sia perché questi ragazzi sono diversi da quelli di un tempo. Pensano che il porno sia un modo semplice per guadagnare soldi, e rimangono delusi. Un tempo il porno lo si faceva perché lo si voleva fare, il fatto di guadagnare molti soldi era una conseguenza. Però non voglio sminuire tutto il settore: fortunatamente ci sono ancora molti bravi attori.

SEBASTIAN BONOMETTI

sebastian bonometti porno

VICE: Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?
Sebastian Bonometti: Faccio il personal trainer nelle palestre, e poi ho diversi altri lavoretti. Mi arrangio con quello che trovo, insomma.

Come hai iniziato invece la tua carriera parallela?
Ho iniziato facendo strip nel 2002, partendo delle sfilate, poi ho vinto svariati premi e sono passato al circuito dei programmi televisivi privati. Da lì è cominciato tutto.

Ti è mai capitata, visto anche che lavori a contatto con il pubblico nelle palestre, qualche situazione particolare? Come si comportano gli altri quando vengono a saperlo?
Se per situazione particolari intendi quelle in cui le persone si permettono un livello di confidenza diversa con te quando vengono a sapere cosa fai sì, assolutamente. Ti guardano con occhi diversi, più curiosi. E partono le richieste o le proposte: ti chiedono quanti soldi vorresti per fare sesso con loro.

E problemi o pregiudizi?
No, il contrario. I maschi sono sempre tuoi amici. Le donne magari di persona fanno un po' le schifate, poi però capita che ti aggiungano su Facebook e che mettano like alle tue foto.

MARIKA VITALE

marika vitale porno

VICE: Tu hai iniziato da poco a fare porno. Di cosa ti occupavi prima, e perché hai deciso di diventare un'attrice porno?
Marika Vitale: Ho iniziato da appena un anno. Ma ti dirò, ho sempre voluto fare porno. Fin da ragazzina, ispirandomi ai miei miti—come Jenna Jameson. Volevo diventare come lei. Io comunque ho sempre lavorato: ho fatto la parrucchiera, la commessa in un negozio di giocattoli, lavori normalissimi. Poi ho cominciato a lavorare nei locali di lapdance, e dopo alcuni anni ho avuto la possibilità di passare all'hard.

Heidy Cassini mi diceva che molte attrici devono appunto continuare ad affiancare al proprio lavoro anche quello nei locali notturni. Quali sono le alternative?
Eh, sono poche. Se non vai a lavorare all'estero—a Praga, a Budapest o a Los Angeles ad esempio—fai molta fatica. Una volta c'erano molte produzioni italiane valide, ma c'è stata una moria pazzesca. E quelle rimaste pagano poco.

Tu hai provato?
Sì, io lavoro anche a Budapest.

Quando ancora non eri nel settore, come te lo immaginavi? Che tipo di prospettive avevi?
Sicuramente mi immaginavo che fruttasse molto di più a livello economico [ _ride_]. E poi che fosse molto più facile. Gli spettatori pensano che fare questo mestiere sia solo divertimento, invece è tutto l'opposto.

Cosa ti piacerebbe fare quando smetterai con il porno?
Ancora non lo so. Quando smetterò, vorrei fare qualcosa di totalmente diverso.

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