Finalmente una cura alle fake news: la Polizia Postale

Ma perché ci fate questo?
19 gennaio 2018, 2:28pm

Nella giornata di ieri il Ministro dell’Interno Marco Minniti e il capo della polizia Franco Gabrielli, insieme al direttore della Polizia Postale Nunzia Ciardi, hanno annunciato l’applicazione di un nuovo Protocollo Operativo per contrastare la diffusione delle fake news sul web italiano. L’occasione che ha dato il via a questa iniziativa, manco a dirlo, è la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.

Il protocollo prevede l'impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che si occuperà di raccogliere le segnalazioni degli utenti e indagare sulla fondatezza o meno delle notizie diffuse su siti internet, blog, social network e piattaforme di instant messaging. Il form di segnalazione, soprannominato con un’originale trovata di copywriting “Red Button”, è a disposizione di tutti sul sito Commissariato di P.S. e sarebbe nient’altro che il potenziamento di un servizio già esistente. Il meccanismo di inserimento è molto semplice: l'utente scrive il proprio indirizzo email, un link alla presunta fake news ed eventuali altre informazioni utili.

Immagine: grab dal sito.

Una volta ricevuta la segnalazione, la Polizia Postale verificherà "per quanto possibile" l'informazione. Nello specifico, ad occuparsene sarà il CNAIPIC, ovvero il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, il quale — cito dal comunicato stampa ufficiale — "effettuerà approfondite analisi, attraverso l’impiego di tecniche e software specifici per l’OSINT in rete, al fine di individuare la presenza di significativi indicatori che permettano di qualificare, con la massima certezza consentita, la notizia come fake news."

I criteri utilizzati per avere "la massima certezza consentita" saranno la presenza di smentite ufficiali, la consultazione di "fonti obiettive" e una valutazione della provenienza della notizia. Oltre a raccogliere segnalazioni, il team del CNAIPIC dedicato si occuperà a sua volta di individuare eventuali contenuti falsi con l'intenzione di stroncarli ancora prima che si diffondano tra gli utenti. La smentita di notizie evidenziate come false verrà infine pubblicata sul sito della Polizia e sui canali social istituzionali. Inoltre, il cittadino che lo richiede verrà aiutato nella richiesta di rimuovere il contenuto alla piattaforma di diffusione.

Per quanto l'obiettivo dichiarato dalle istituzioni sia tutelare la libertà di scelta del cittadino, minacciata dalla diffusione di notizie false, le reazioni sollevate da questa iniziativa non sono del tutto positive. Pur non volendo cedere a scenari tragici da psicopolizia orwelliana, considerate le imminenti elezioni e gli interessi della parte politica che è attualmente al governo nello stroncare certe notizie, ci sono degli aspetti su cui di fatto la campagna di comunicazione non è totalmente chiara.

Prima di tutto, ci sarà un coinvolgimento da parte della magistratura? I membri della Polizia Postale hanno l'autorità legale e le competenze per decidere se una notizia è vera o falsa, e se deve essere rimossa dal web? Con quale iter verrà deciso in linea definitiva che si tratta di una fake news? Ma soprattutto, come scrive su twitter la giornalista ed esperta di crimine informatico Carola Frediani, con tutti i problemi delle nostre infrastrutture informatiche, gli esperti del CNAIPIC non rischiano di trascurare il loro vero compito di tutelare la cybersicurezza?

Per rispondere a queste domande, abbiamo tentato di raggiungere gli uffici stampa della Polizia Postale via telefono, ma siamo ancora in attesa di risposta.