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Come cambierà davvero Internet dopo la riforma europea del copyright

Foto a monumenti, notizie da testate estere, video in cui suonate canzoni famose: ecco un po' di esempi pratici su come cambierà la vita online dopo gli articoli 11 e 13 della nuova direttiva sul copyright.

di Vincenzo Tiani
24 settembre 2018, 11:22am

Immagine: Motherboard

Della riforma europea del copyright approvata dal Parlamento Europeo il 12 settembre di quest'anno se ne è parlato parecchio, ma non è difficile credere che — nonostante la fiumana di editoriali (anche nostri) a riguardo — la maggior parte delle persone non abbia ancora capito troppo bene cosa succederà alla rete da qui in poi.

È arrivato, quindi, il momento di fare il grande passo: per prepararci al meglio ai prossimi step della riforma — che verrà prima discussa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio Europeo a porte chiuse e poi di nuovo votata da un'assemblea plenaria del Parlamento Europeo — abbiamo messo nero su bianco un po' di esempi concreti (e semplici) per comprenderla meglio: come cambierà internet dopo la riforma europea del copyright?

Foto e libertà di panorama

Non cambierà nulla, ma la situazione com’è ora non è delle migliori — Molti avevano spinto per estendere la libertà di panorama — ovvero il diritto di fotografare luoghi pubblichi senza rischiare di infrangere specifiche norme di copyright relative a opere visibili nel panorama — a tutta l’Unione Europea, ma così non è stato. Questo vuol dire che non ci sarà una regola unica che dica se si possono pubblicare foto di edifici e strutture coperte ancora da diritto d’autore e ogni Paese Membro deciderà autonomamente.

Esempio
Oggi non si possono pubblicare foto della Torre Eiffel illuminata dallo spettacolo di luci. Se infatti la torre non è più coperta da diritto d’autore in quanto opera architettonica di valore creativo, così non è per la coreografia di luci che la illuminano di sera. La coreografia è coperta da diritto d’autore e dunque non può essere ripresa o fotografata.

Altra cosa da tenere a mente: anche quando è prevista l’eccezione per uso privato e non commerciale, non si potranno comunque postare queste foto sui social, in quanto questi ne fanno un uso commerciale.

Art. 11: Aggregatori di news (Google News, Apple News, Flipboard...)

Potreste non trovarci più notizie di giornali europei — Essendo costretti a chiedere una licenza ai giornali per pubblicare link alle loro notizie, se non volessero farlo non potrebbero più pubblicare le notizie dei media europei.

Esempio
Sia in Spagna che in Germania una legge simile è stata approvata in passato ma Google News ha preferito non pagare e in Spagna ha chiuso con conseguente calo di traffico verso i giornali spagnoli.

Lo stesso vale per i social: potreste non poter più linkare notizie di media europei. Ma tranquilli, le fake news fatte in Russia invece potranno circolare liberamente non essendo soggette alla direttiva.

Art. 13: Caricare un video su YouTube e Facebook

Non potrete più caricare un video in cui suonate un pezzo, neanche se di Bach — Con l’articolo 13 la riforma vuole tentare di responsabilizzare le piattaforme, come i social media o YouTube, che ospitano contenuti caricati dagli utenti che violano il copyright. Se chiamati a rispondere per ogni violazione queste piattaforme saranno costrette a usare algoritmi che però non conoscono bene le varie eccezioni del copyright.

Esempio. Qualche giorno fa, prima del voto sulla riforma, il musicista James Rhodes si sfogava su Twitter perché, dopo essersi filmato mentre suonava al pianoforte Bach, il video era stato rimosso da Facebook. La casa discografica Sony infatti vantava di possedere i diritti di ben 47 secondi dell’opera caricata.

Secondo il diritto d’autore Rhodes avrebbe tutto il diritto di caricare il video, poichè Bach è morto da oltre 70 anni, ma non per l’algoritmo. Questo infatti si è limitato a riconoscere che nel catalogo Sony c’è un brano come quello suonato da Rhodes. Grazie al suo seguito su twitter e al casino fatto sui social, alla fine Sony gli ha dato l’ok ma difficilmente si sarebbe raggiunto lo stesso risultato in una giornata per un utente qualunque.

Nell’internet post riforma l’utente normale perderà tante libertà, anche fondamentali. Nella peggiore delle ipotesi non potrà caricare (certe) foto, (certi) video in cui suona e non potrà commentare e condividere con i suoi amici le notizie dei giornali che legge.

Il che sembra molto assurdo considerando che questa doveva essere la riforma che avrebbe dovuto renderci pronti ai cambiamenti dei prossimi 15 anni almeno. Speriamo che ancora una volta l’innovazione corra più in fretta del diritto, perché non è questo il diritto di cui avevamo bisogno.

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