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Come siamo arrivati a questo punto con la nave Diciotti

Da lunedì scorso, la nave della Guardia Costiera Italiana Diciotti è bloccata al porto di Catania. Ancora per volere di Salvini.

di Vincenzo Ligresti
23 agosto 2018, 10:17am

Grab via Repubblica.

Da lunedì scorso, la nave della Guardia Costiera Italiana Diciotti è bloccata al porto di Catania. Al suo interno si trovano 150 migranti. Se ne contavano due giorni fa 27 in più, ma ieri il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, con un post su Facebook, ha dichiarato d’aver concesso lo sbarco esclusivamente ai minori non accompagnati.

I migranti sono bloccati a bordo proprio per volere di quest'ultimo, il quale domenica scorsa aveva diffuso un comunicato in cui specificava di non aver “dato né darà alcuna autorizzazione allo sbarco dei migranti,” nonostante proprio l’unica istituzione che ha competenza sui porti, il Ministro dei trasporti Toninelli, avesse già indicato alla Guardia Costiera proprio Catania.

La scelta di far scendere i minori non accompagnati non è stata dettata semplicemente da bontà d’animo, ma è arrivata dopo il sollecito della Procura di Agrigento, la quale avrebbe aperto una inchiesta a carico di ignoti. Durante una visita ieri sulla nave Diciotti, il Procuratore di Agrigento Patronaggio ha infatti affermato che, "dobbiamo fare un'attenta valutazione: la politica ha tutta la legittimità di prendere delle decisioni, ma queste decisioni non possono cozzare, contrastare con quanto previsto dalla Costituzione Italiana e dal codice penale. L'ipotesi di trattenimento illecito di persone a bordo è la conferma. È in piedi."

Inoltre, dopo l’ispezione sulla nave, Patronaggio ha aggiunto che ci sarebbero diversi casi di scabbia e che, "Abbiamo fatto una valutazione da un punto di vista fisico e psichico. Sono migranti provati da un lungo viaggio e da una estenuante permanenza, all'interno di una nave che non è certo da crociera."

Del resto, i migranti si trovano in mare da molto più tempo. Erano giunti dalla Libia su un barcone vicino le coste maltesi lo scorso ferragosto, e poi spinti fino a Lampedusa dopo la decisione del governo della Valletta di non soccorrerli. Lì la Diciotti li aveva soccorsi, trasferito 13 persone al poliambolatorio di Lampedusa perché in pessime condizioni, e poi era partita per Catania—dove, appunto, è rimasta bloccata.

In ogni caso, Salvini ha fatto sapere che non c’è nessun ignoto da perseguire, e che l’ignoto sarebbe proprio lui. Richiede inoltre che altri paesi stati europei si facciano carico di esaminare la richiesta di protezione internazionale dei migranti presenti a bordo, e ha risposto a Roberto Fico che le sue continue defezioni sul tema migranti sono un problema del M5S e non suo.

Nel frattempo, la Commissione Europea dovrebbe dare risposte nella giornata di domani, dopo un incontro tra i consiglieri degli affari europei di Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta e Grecia, e Irlanda. Ieri sera, poi, un gruppo di civili si è presentato al porto con 177 arancini per rivendicare la disponibilità della cittadinanza all'accoglienza.

Intervistata da Radio Radicale, la portavoce di Save The Children Italia Giovanna di Benedetto, invece, ha spiegato preoccupata che la permanenza a bordo è “un periodo lunghissimo” e che “le persone sono allo stremo delle forze.”

Non è nemmeno la prima volta che la Diciotti resta bloccata in un porto siciliano per volere del Viminale. E di questo passo non sarà nemmeno l'ultima.