Grandi notizie: il formaggio è molto più salutare di quanto pensassimo

La nostra vita è stata tutta una bugia. E adesso che abbiamo scoperto che il formaggio non fa poi tanto male tutto è più bello.
27.7.18
Foto 190.arch (aka bymamma190 via Flickr

Se c'è qualcosa che ci impedisce di mangiare una gigantesca montagna di formaggio ad ogni pasto, è l'idea ormai datata, onnipresente, che il formaggio nuoccia alla salute. Per molto tempo, agli americani è stato detto dai poteri forti -che sarebbero le linee guida dietetiche ufficiali pubblicate dall'USDA (il Dipartimenti di agricoltura degli Stati Uniti), così come gli studi sui grassi saturi messo dell'American Heart Association (AHA) - che i grassi, in particolare quelli saturi che si trovano nei latticini, non sono salutari e che invece dovremmo scegliere opzioni a basso contenuto di grassi.

Ma, udite udite, i risultati di un nuovo studio danno speranza ai formaggio-dipendenti di tutto il mondo.

Lo studio, pubblicato all'inizio di questo mese dall'American Journal of Clinical Nutrition, non ha trovato alcuna correlazione tra il consumo regolare di formaggio, latte intero e altri prodotti lattiero-caseari grassi, e un qualsiasi aumento del rischio di infarto, ictus o morte.

La ricerca ha visto il coinvolgimento di un gruppo campione di quasi 3.000 adulti di età inferiore ai 65 anni, senza malattie cardiovascolari per più di vent’anni, controllando le loro condizioni di salute a sei, tredici e ventidue anni. È venuto fuori che gli amanti del latte del gruppo, identificati dalle concentrazioni di acidi grassi presenti nel sangue, non avevano più probabilità di avere complicazioni salutari rispetto ai loro colleghi, che invece di latte non ne consumavano.

"Le nostre scoperte non solo supportano, ma rafforzano significativamente, il crescente numero di prove che suggeriscono che il grasso del latte, contrariamente alla credenza popolare, non aumenta il rischio di malattie cardiache o di mortalità negli anziani", ha detto Marcia Otto, responsabile dello studio, autore e assistente alla cattedra alla School of Public Health dell'Università del Texas.

Per Michelle Allison - l'autoproclamata "Nutrizionista dei grassi", una dietista sostenitrice di diete flessibili, non eccessivamente restrittive, i risultati dello studio, però, non sono convincenti.

"La conclusione è piuttosto invitante: mangiare grassi saturi del latte non sembra essere associato ad un aumento del rischio cardiovascolare", ha detto a MUNCHIES. "Come molti sono interessata a TUTTE le ricerche che arrivano alla conclusione che mangiare latte intero non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, dal momento che gelato, formaggio e latte intero sono tutti estremamente gustosi oltre che alimenti culturalmente significativi, profondamente radicati nella vita di molte persone ".

Photo by Jason Favreau

Allison ha notato alcuni importanti punti di forza dello studio, compreso il fatto che i suoi autori hanno misurato gli acidi grassi circolanti nel sangue invece di chiedere ai partecipanti quanto latte avessero ingerito.

"Può essere difficile per le persone ricordare con precisione, o facile sottostimare, dal momento che c'è un sacco di potenziale vergogna nel dire a uno sconosciuto cosa e quanto si mangia", ha detto.

"Quindi misurare effettivamente più marker di quei cibi nel sangue delle persone - e misurarli ripetutamente, non solo all'inizio dello studio - è una vittoria per la precisione di uno studio."

D'altra parte, ha continuato Allison, ci sono anche alcuni punti deboli nella ricerca. Ha spiegato che si trattava di uno studio prospettico rispetto a uno studio controllato, il che significa che invece di controllare rigorosamente la dieta dei partecipanti dando loro una certa quantità di latte intero da mangiare e misurando i risultati, gli autori dello studio lasciavano semplicemente continuare le loro normali abitudini alimentari.

"Gli studi prospettici vanno bene quando è necessario misurare qualcosa - come un rischio per la salute a lungo termine - che si accumula solo negli anni e nei decenni, ed è anche utile per studiare le cose mentre accadono nella vita reale delle persone, non in un laboratorio controllato.”, ha detto. "Ma ciò significa anche che studi come questo non possono provare relazioni causali tra due cose - come mangiare grasso di latte e avere un infarto - come può fare invece un processo controllato".

I risultati insomma dimostrano con sempre maggiore fermezza che gli ideali dietetici a basso contenuto di grassi, a cui siamo stati abituati negli anni '90 e oltre, in realtà non aiutano la nostra salute e possono effettivamente danneggiarla.

I tradizionali cibi ricchi di grassi e ad alto contenuto di colesterolo che i nostri nonni mangiavano normalmente - come il burro, i tuorli d'uovo e la carne rossa - in realtà conferiscono una serie di benefici non offerti da alimenti a basso contenuto di grassi. In effetti, le diete ad alto contenuto di carboidrati a cui le persone in genere si appoggiano quando devono evitare i grassi, possono devastare i livelli di zucchero e di insulina nel sangue, portando a diabete e malattie cardiache.

Mentre la ricerca porta un ottimo sostegno all’abbandono – finalmente - dei cheeseburger a basso contenuto di grassi. Michelle Allison afferma infatti che la salute è una questione complicata e non può essere dettata dal fatto di scegliere una dieta piuttosto che un'altra.

"Non è solo il cibo che aiuta o danneggia la nostra salute - è il cibo e un milione di altre cose combinate, e può essere impossibile capire tutti i meccanismi", ha detto. "Il tuo corpo appartiene a te e tu devi vivere secondo le tue scelte. Se ti piacciono i prodotti caseari, puoi mangiarli. Se non lo fai, o il tuo corpo non vuole, non devi. Nessuno ha bisogno di uno studio per avere il permesso di mangiare un cibo."

E noi concordiamo.

Ora scusateci: ci dobbiamo dirigere verso il frigo e sbattere un'enorme fetta di gorgonzola e pecorino nel nostro panino.

Alla salute!

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Questo articolo è apparso originariamente su Munchies US.