La polizia di El Salvador sta devastando l'impero economico della Mara Salvatrucha

L'operazione, che ha colpito anche i centri finanziari della gang, ha messo in mostra anche le differenze negli stili di vita tra i leader del gruppi e i 'soldati semplici'.
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Photo de Salvador Meléndez/AP Photo

Le autorità di El Salvador hanno arrestato più di 75 presunti membri della Mara Salvatrucha, in una serie di raid diretti contro le finanze dei leader del gruppo.

Secondo la polizia, sarebbero stati congelati 30 conti bancari e posti i sigilli a numerose aziende controllate dalla gang.

L'operazione - denominata "Jaque", scacco in spagnolo - ha preso il via mercoledì scorso, ed è l'ultima di una stretta imposta dal governo contro le gang che stanno terrorizzando le zone popolari del paese.

La guerra tra Mara Salvatrucha 13 e Barrio 18 ha causato un numero incredibile di morti, terrorizzando il piccolo paese centro-americano e rendendolo - nel solo 2015 - il territorio con il più alto tasso di uccisioni in tempo di pace.

Negli ultimi tempi, tuttavia, questa drammatica conta si è improvvisamente arrestata.

"Degli otto leader principali, ne abbiamo arrestati cinque — inclusi i loro tesorieri," ha spiegato alla stampa il Procuratore Generale di El Salvador Douglas Meléndez, aggiungendo che genete come Adaly Ramos Quintanilla stava lavorando come predicatore evangelico, copertura che gli garantiva accesso libero alle strutture carcerarie e ai leader rinchiusi al loro interno.

La MS-13 ha visto nascere proprio nelle carceri alcune delle loro operazioni, usandole come una sorta di fortezza: stando al governo, esisterebbe una specie di governo parallelo, una diarchia gestita da chi comanda da dentro le prigioni e una "Federazione" che ne fa le veci in strada.

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Grazie alle autorità, sono state messe in luce le enormi differenze che esistono fra il lusso sfrenato della vita dei leader delle gang e l'indigenza dei 'soldati semplici'.

"C'è una differenza netta: la maggioranza degli affiliati vive in posti poveri e deprimenti," ha spiegato Meléndez. "I leader, invece, godono dei profitti del lavoro di tutto i gruppo."

La testata locale El Faro, premiata e riconosciuta per il suo lavoro sulla cultura gangster nel paese, sostiene che il successo di questo sistema sta nel fatto che le leadership cercano di trasmettere sempre una certa prospettiva 'orizzontale' all'interno del gruppo, coi capi che non si presentano mai come tali pubblicamente, ma come "portavoci".

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La stretta recente attorno alle gang ha richiesto la creazione e la formazione di nuove unità speciali, e il trasferimento dei leader arrestati in altre prigioni.

A maggio, la polizia ha arrestato 18 persone sospettate di avere legami con le gang, dando vita a un periodo di relativa calma, con l'abbassamento temporaneo del tasso di omicidi.

Gli attivisti, tuttavia, ritengono che la nuova legge contro le gang, che le equipara alle organizzazioni terroristiche, possa essere utilizzata per dissuadere dalle critiche contro il governo.

Proprio in ragione del giro di vite della settimana scorsa, il governo è stato accusato di aver indiziato uno dei suoi più aspri critici, Dany Romero, usando quelle stesse leggi che permettono di attribuire ai capi delle pandillas l'accusa di terrorismo.

Guarda il documentario di VICE News Gangs of El Salvador:


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