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Il cancro si sta diffondendo nei paesi poveri di pari passo con lo stile di vita occidentale

Un nuovo studio ha scoperto che mentre nei paesi ricchi l'incidenza del cancro si è stabilizzata o ridotta, nei paesi in via di sviluppo sta aumentando di pari passo con la diffusione di uno stile di vita 'occidentale'.
16.12.15
Rolex Dela Pena/EPA

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Questo articolo è parte di una partnership tra MedPage Today e VICE News.

L'incidenza del cancro nei paesi ricchi si è ridotta significativamente dai primi anni 2000 - grazie soprattutto alle maggiori capacità di rilevare e curare la malattia, oltre alla riduzione di alcuni fattori di rischio - ma nei paesi a medio e basso reddito sta accadendo l'opposto.

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Un nuovo studio sulla rivista medica Cancer, Epidemiology, Biomarkers and Prevention ha registrato un cambiamento globale per quel che riguarda la malattia, e ha scoperto che nonostante i paesi sviluppati abbiano ancora il più alto tasso di casi di cancro, l'incidenza della malattia si sta stabilizzando o riducendo. Nel frattempo, alcuni paesi in via di sviluppo stanno guadagnando terreno, grazie all'aspettativa di vita più alta e all'occidentalizzazione dello stile di vita.

"Sono in via di sviluppo, e questo comporta molti effetti positivi," ha detto Lindsey Torre, esperta di salute pubblica, che per il report ha analizzato insieme ai suoi colleghi della American Cancer Society i dati sul cancro e sulla mortalità raccolti in 50 paesi nel corso di un decennio. "Le persone guadagnano di più e quindi hanno più opzioni. Questo vuol dire anche che le persone sono meno attive di un tempo. Magari usano i mezzi di trasporto quando invece prima andavano a piedi… Con un salario più alto, iniziano a fumare, bevono più alcolici. Questi sono tutti fattori di rischio per il cancro."

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Torre e gli altri autori hanno riscontrato una grande variazione nel tipo di cancro che viene diagnosticato con più frequenza in ciascun paese. Ad esempio, il cancro al seno e alla cervice sono stati i più diagnosticati in gran parte dell'Asia, ma in Cina e in Corea del Nord il tumore più comune è quello ai polmoni. Torre ha detto che lo studio delinea una misteriosa "fascia di cancro all'esofago" tra l'Iran e la Cina.

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Il dottor Neal Meropol, primario di ematologia e oncologia all'UH Case Medical Center di Cleveland, in Ohio, ha detto che questo è il primo studio di questo genere sull'andamento del cancro a livello mondiale. Meropol non ha partecipato allo studio.

"Chi ha il privilegio di vivere e lavorare in paesi ad alto reddito ha una percezione distorta dei problemi riguardanti la salute a livello mondiale," ha detto. "La mia vita negli Stati Uniti, la mia esperienza con la ricerca sul cancro e la cura dei pazienti negli Stati Uniti rappresentano solo una piccola fetta di un problema globale. È doveroso che ognuno di noi abbia una visione più ampia e un maggiore senso di responsabilità per affrontare i problemi delle persone che vivono in circostanze meno fortunate."

Ad esempio, Meropol ha spiegato che chi vive nei paesi sviluppati dà per scontata l'esistenza di screening e strategie di prevenzione, che portano a una riduzione dell'incidenza del cancro e a un aumento del tasso di sopravvivenza.

Questo studio è importante perché mostra come molte tipologie di cancro nei paesi a basso e medio reddito possono essere prevenuti, ha detto Torre. Per esempio, questi paesi potrebbero trarre beneficio dai programmi di screening e di prevenzione per cercare di non far fumare gli adolescenti. Potrebbero anche beneficiare di una somministrazione più ampia del vaccino per l'HPV, che impedisce al virus di causare il cancro alla cervice.

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"In questi paesi, spesso, non ci sono le risorse per affrontare il problema del cancro," ha continuato Torre. "Uno studio come questo è importante non solo per far emergere il problema, ma anche per renderlo noto a tutta la comunità internazionale."

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Gli autori stessi hanno scritto che lo studio ha dei limiti. Nonostante i dati dei paesi ricchi siano considerati completi e affidabili, infatti, i paesi a medio e basso reddito non sono sempre in possesso di dati di alta qualità. In alcuni casi, questo potrebbe aver causato una sottostima dei casi e delle morti per cancro, ha detto Torre. In altri, potrebbe aver portato invece a una sovrastima.

Meira Epplein, epidemiologa del cancro alla Vanderbilt University School of Medicine - che non ha partecipato allo studio - ha spiegato che lo studio non può essere ignorato, nonostante i dati non siano perfetti.

Epplein ha spiegato che una volta si pensava che il cancro colpisse maggiormente il mondo sviluppato, perché era considerata una malattia della terza età. D'altro canto, sembrava che i paesi in via di sviluppo fossero colpiti solo da cancri causati da infezioni, come quello alla cervice, al fegato e allo stomaco.

Ma Epplein ha detto che tutto questo ora sta cambiando, e che lo studio aiuta a quantificare il cambiamento.

"Lo studio sta cercando di avvertirci che nei paesi in via di sviluppo sono in aumenti anche questi altri tipi di cancro, e di farci riflettere su quello che possiamo fare per la prevenzione," ha detto.


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