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GUERRA

Come è nato veramente lo Stato Islamico

Trump ha affermato, durante la sua campagna, che Obama è il fondatore dell'organizzazione terroristica. Paradossi a parte, ecco come stanno realmente le cose.

di Benjamin Gilbert
12 agosto 2016, 9:50am

Forze irachene con una bandiera di IS catturata a Hajj Ali, in Iraq, il 9 agosto 2016. (AP Photo/Alice Martins)

In queste settimane il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accusato Barack Obama di essere il fondatore del cosiddetto Stato Islamico (IS), insieme a Hillary Clinton, a causa della ritirata delle truppe americane dall'Iraq.

"È lui il fondatore dell'ISIS. E direi che Hillary Clinton ne è la cofondatrice," ha detto Trump durante un comizio a Ft. Lauderdale, in Florida.

Ovviamente, nessuna delle affermazioni di Trump sulla nascita di IS è supportata dai fatti. Può essere anche vero che l'invasione dell'Iraq nel 2003 e l'opposizione dei Sunniti all'occupazione americana abbia creato alcune delle condizioni che hanno portato alla nascita dello Stato Islamico; la situazione, tuttavia, è molto più complessa di come la descrive il magnate newyorkese.

Il vero fondatore dello Stato Islamico è infatti Abu Musab al-Zarqawi, l'estremista islamico che arrivò in Iraq dopo l'invasione americana con l'intento di scatenare una guerra santa contro gli invasori, le Nazioni Unite, e i musulmani sciiti, che ha sempre considerato alla stregua di infedeli.

In Giordania, nel 1999, Al-Zarqawi aveva fondato il gruppo denominatoJama'at al-Tawhid wal-Jihad, il cui nome si traduce con "Il gruppo del Monoteismo e del Jihad."

Il gruppo portò a compimento diversi attacchi con armi ed esplosivi, prima di allearsi nel 2004 con al-Qaeda, e cambiare il proprio nome in "al-Qaeda nella terra dei due fiumi." L'esercito americano lo ha sempre identificato con un acronimo più breve: AQI, o al-Qaeda in Iraq.

Al-Qaeda in Iraq portò a termine rapimenti, esecuzioni, attacchi suicidi a Baghdad, nella provincia di Anbar, e in altre aree del paese. Il gruppo divenne uno dei target principali dell'esercito americano durante il bombardamento di Fallujah nel 2004.

Al-Zarqawi venne ucciso in un raid aereo americano nel giugno 2006, e alla fine dello stesso anno il gruppo modificò il proprio nome in "Lo Stato Islamico dell'Iraq," o ISI.

Durante il 2007 e il 2008, il gruppo perse molto del proprio potere e prima della ritirata americana molte delle sue figure di spicco erano state arrestate o uccise.

Leggi anche: I disertori di IS spiegano perché hanno abbandonato lo Stato Islamico

In questo periodo lo sciita Nouri al-Maliki venne eletto primo ministro; dopo l'elezione cominciò ad attaccare molti sunniti iracheni, i quali rappresentarono poi la spina dorsale della ribellione, e alcuni dei quali si affiliarono infine a ISI. Maliki pose tra i suoi obiettivi leader politici sunniti, e quei gruppi sunniti che avevano lavorato insieme alle truppe americane per respingere il gruppo islamista dal paese.

Abu Bakr al-Baghdadi, l'attuale leader del gruppo, assunse il controllo di ISI nel 2010. Per alcuni anni la sua organizzazione attirò scarsa attenzione. Poi però, con lo scoppio della guerra civile siriana, il gruppo ha esteso le sue attività in Siria, aggiungendo il paese nel suo nome e trasformandosi così in ISIS.

Una faida avuta nel 2013 con la fazione siriana di al-Qaeda, il fronte al-Nusra, portò l'anno successivo Baghdadi a tagliare ogni legame con il gruppo terroristico. Dopo aver cambiato nuovamente il proprio nome in "Lo Stato Islamico", nel 2014 l'organizzazione ha invaso l'Iraq, questa volta con una micidiale forza di terra costituita da truppe temprate dai combattimenti.

La milizia ha annientato le forze di sicurezza irachene, deboli e corrotte, prendendo il controllo di Falluja a gennaio e di Mosul, una delle più importanti città del paese, a giugno.

Il 15 giugno il presidente americano Barack Obama ha ordinato il lancio di incursioni aeree contro lo Stato Islamico, dando il via all'Operazione Inherent Resolve, un'iniziativa militare guidata dagli Stati Uniti che ha come obiettivo le roccaforti di IS in Iraq e Siria.

Il 5 luglio del 2014 Baghdadi si è autoproclamato califfo del nuovo "Stato Islamico", facendo appello ai musulmani di tutto il mondo affinché lo seguissero. La sofisticata propaganda mediatica del gruppo prende di mira Obama e altri leader mondiali coinvolti nella lotta contro lo Stato Islamico.

Per quanto riguarda l'affermazione di Trump, secondo cui con la ritirata delle truppe americane dall'Iraq Obama avrebbe "fondato" lo Stato Islamico, la questione è complessa.

L'uscita di scena delle forze americane dall'Iraq, avvenuta nel dicembre del 2011, è stata frutto di un accordo stretto dal governo di George W. Bush nel 2008.

Secondo le condizioni di questo patto, qualsiasi soldato americano rimasto nel paese senza immunità diplomatica dopo il 31 dicembre 2011 sarebbe stato assoggettato alla legge irachena. Nessun comandante degli Stati Uniti avrebbe tollerato queste condizioni.

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